La prima romantica frazione della Bifernina ne è diventata bretella di salvataggio 

di Vincenzo Di Sabato

Il sogno di viaggiare su corsie a terra stabile attorno al lago di Guardialfiera. È un diritto costituzionale.

“Quando il desiderio è soddisfatto, non resta che morire di gioia”, ebbe ad ironizzare Aldo Grasso, critico ed editorialista, in un suo occhiello apparso sul Corriere della Sera. Lo stesso respiro di pace l’ho provato anch’io sabato 10 luglio, costatando la riattivazione e l’ammodernamento di quel primo storico e romantico lotto della Bifernina – tra il Vallone Grande e il Vallone delle Streghe – realizzato nei primi anni 50 dalla intrepida manodopera guardiese, favorita soltanto dalle vanghe, picconi e carriole assegnate dalla Impresa De Letis di Castelmauro.

Desiderio soddisfatto anche allora perché è stata questa esigua carreggiata a collegarci finalmente a Lupara, con una percorrenza di appena 11 kilometri. Mentre, in passato, per raggiungere in macchina il civettuolo paese confinante, occorreva roteare addirittura per Campobasso o scalare Castelmauro, superando un labirintico tragitto ghiaioso di 70/80 kilometri! 

Questa rotabile, dunque, concretata allora su terraferma, si è mutata adesso in bretella di salvataggio agli inceppi derivanti dai due semafori posti lungo il Viadotto Molise-2 della Statale 647.  Son felice! Ed esprimo riconoscenza all’Anas ed ai politici per l’intelligente e premurosa operazione. Sono incantato per il fervore delle opere, tante volte suggerite e, finalizzate alla messa in sicurezza statica, all’adattamento delle barriere, alla impermeabilizzazione degli impalcati ed al potenziamento sismico degli imponenti manufatti.

Respiro aria di felicità avendo anche percepito la soddisfazione dell’Assessore Vincenzo Niro, promotore di questa lucida opzione. E “mi ritorna in mente” il suo consolante sussurrare telefonico nel pomeriggio di martedì 28 agosto 2018, a 12 giorni dal terremoto nel Molise. Gli parlavo della Bifernina bloccata dalle criticità emerse dopo il sisma, dell’isolamento del territorio e dei colossali problemi arrecati al settore sanitario, economico, sociale. E mi diceva lui anche di tir rovesciati, di incidenti mortali accaduti in pochi giorni sulla Statate 87 dov’era stata dirottata la circolazione; della drammatica inadeguatezza di quella strada e del traffico rallentato oltre ogni immaginazione.

Ed egli, poi, continuava ad ascoltarmi con “umanità umana” anche nel mio riepilogare di “quel” progetto ideato dal Senatore Di Stasi, approvato con procedura d’urgenza al tempo del Governo Prodi, finanziato per 70 miliardi di lire e, in seguito misteriosamente e dolorosamente affossato. Mirava a bypassare l’insicurezza del Lago mediante la realizzazione e velocizzazione d’una armoniosa variante a doppia corsia, dal bivio di Lupara all’ex Zuccherificio di Termoli e creando persino un avvicinamento cronometrico e kilometrico della Puglia garganica a Roma.

M’interrompe. E va ben al di là d’ogni mia insistenza. “Il Molise non può essere più la Cenerendola d’Italia” – sbotta –“e i molisani han diritto ad un arteria sicura e veloce, a quattro corsie. Non soltanto dal Bivio di Lupara allo Zuccherificio, ma per tutta la sua lunghezza. È norma costituzionale, sciaguratamente non applicata soltanto in questo nostro Molise. Eliminare prima di tutto il transito sul “Molise-1” traslandolo su corsie a terra stabile da far scorrere alla sinistra di Guardialfiera. E, anche perché la resistibilità del cemento armato viene calcolata scientificamente per una durata di cento anni.  E preoccupa, inoltre, l’inarrestabile azione corrosiva dell’acqua sui piloni”.

Tutte queste agitazioni ed eccitazioni vennero abbracciare dalla impavida scrittrice Rita Frattolillo e di “Primo Piano Molise”che, attraverso il “face book Liscione Sicuro”, ottennero istantaneamente il conforto di migliaia di iscritti. Ed oggi io torno a fidarmi in una nuova vertiginosa azione di pensiero e di volontà dell’Assessore Vincenzo Niro e di tutti gli spiriti liberi in questa collettiva battaglia di intelligenze e di legittimità. Si faccia presto. Si realizzi nel Molise un diritto costituzionale, Si viaggi attorno al Lago, su corsie a terra stabile. E perché si possa morire di felicità, per un esaudito ragionevole desiderio.

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