Dialogo con un transumanista

di William Mussini

Intervista esclusiva sulla gru, con il gruista Groucho, guru del transumanesimo

Sono diversi mesi che cerco di incontrare il famoso transumanista Groucho Mark detto “O’Colonnell”, ingegnere e gruista-capo della ditta di costrizioni “Propaganda e distopia Snc”, affinché possa rilasciarmi una intervista sulla controversa materia del transumanesimo e dell’agognato uploading della mente.

Ci incontriamo a Dublino, città natale del gruista Groucho che, da buon tecno-stacanovista, mi invita a salire fino alla cabina della sua gru, ad oltre 35 metri di altezza, offrendomi l’opportunità di osservare il panorama della città di origine vichinga da una posizione più che privilegiata. Dopo le prime battute ed i convenevoli davanti una Guinness d’annata, mi premuro di cominciare l’intervista il prima possibile, dal momento che avverto un principio di cinetosi dovuta all’altezza o forse alla birra, oppure ad entrambi i fattori.

Dunque, Groucho, di recente hai pubblicato il libro “Essere una Fiat bianchina del 57” che tratta l’argomento transumanesimo dalle sue origini riconducibili a pensatori e filosofi come Jorge Luis Borges e Flann O’Brein, sino alle ultime avanguardie dei tecnofreak più estremisti; da dove nasce la tua passione per il transumanesimo?

Graucho: “Ad un certo punto della mia vita, mi sono reso conto che la mia parte razionale, logica e materialistica, divenuta preponderante rispetto ad ogni altra pulsione emotiva, mi imponeva un approfondimento riguardo alle tematiche del transumano e del postumano. Ho cominciato a desiderare di essere un ibrido, un uomo macchina, di sfidare la morte biologica attraverso l’ausilio di un corpo tecnologico, di metallo, plastica, grafene e materiali biologici fusi con tecnologie derivate dalla biomeccanica e dalla robotica polimorfa”.

Quindi, mi pare di capire che la necessità primaria sia quella di raggiungere l’immortalità attraverso l’utilizzo di corpi elettronici e menti digitali?

Graucho: “Esattamente! Transumano è un termine coniato dal genio di Dante (transumanare) con il quale voleva appunto indicare la volontà dell’uomo di superare i propri limiti naturali e di ascendere ad uno stato semidivino. Attualmente, con l’ausilio delle Nanotecnologie, delle Biotecnologie, dell’Informatica e del Cognitivismo, siamo potenzialmente in grado di costruire un uomo nuovo, avvalendoci dell’esperienza maturata in ognuno dei diversi campi di applicazione. Devi sapere che la ricerca per il sequenziamento sul genoma umano ebbe inizio nel 2000 e costava 3 miliardi di dollari. Oggi un sequenziamento completo del genoma umano costa meno di 3mila dollari e alla fine di questo decennio costerà meno di un prelievo di sangue. Il sequenziamento permette di rilevare nel nostro organismo tutte le anomalie possibili e immaginabili, molto prima della comparsa dei loro sintomi. Tutto questo significa che procediamo a grandi passi verso una integrazione biotecnologica delle discipline mediche”.

Riguardo alla biotecnologia vorrei che commentassi quanto affermato dal sociologo Luigi Berzano nel 2018: “Fra le tecniche di punta nel settore delle biotecnologie c’è la «forbice» per Dna, che permette di fare un «taglia e incolla» sul Dna umano, ma anche animale e vegetale, con la stessa facilità con cui si corregge una frase in un testo informativo. La tecnica della forbice, considerata insieme al sequenziamento del genoma, apre prospettive delle quali non siamo ancora in grado di controllarne le conseguenze. Già nell’aprile del 2015 un team di genetisti cinesi è riuscito, grazie a questo strumento, a modificare il genoma di cellule embrionali di 85 embrioni umani, aprendo la via non solo alla biotecnologia ma alla biochirurgia”. Non pensi obbiettivamente che tali tecnologie, se in mani sbagliate, possano risultare un giorno dannose e produrre effetti nefasti per il genere umano?

Graucho: “Ogni passo verso il progresso comporta dei rischi, ma i rischi, ad oggi, sono tutti calcolati grazie all’intervento degli organismi di controllo etico che, assicurano, a tutti i livelli, un monitoraggio continuo e puntuale. Pensa, ad esempio, a quanti benefici ha prodotto la nanotecnologia. Per capirci: l’uomo oggi è in grado di produrre oggetti nanometrici, ad esempio minuscole sonde con un diametro 50 mila volte più piccolo di quello di un capello, che possono viaggiare nelle nostre arterie e rilevare diverse informazioni di natura medica. Ciò comporta la possibilità di intervenire direttamente sugli organi da riparare, medicando senza l’ausilio della chirurgia tradizionale”.

Graucho, mi stai dicendo che potremmo certamente fidarci alla cieca della scienza e che, tutto ciò che chiamate progresso scientifico e tecnologico, è sostanzialmente sempre votato al bene ed al miglioramento della condizione umana. Posso avere delle riserve riguardo la tenuta etica di scienziati e multinazionali che lavorano al progresso tecnologico?

Di circostanze in cui la tecnologia ha dimostrato di essere dannosa e anti umana ce ne sono a centinaia: ordigni bellici dalle potenzialità catastrofiche, produzione e stoccaggio di scorie nucleari, inquinamento da idrocarburi, farmaci dannosi, allevamenti intensivi, cibi OGM, immissione sempre maggiore di frequenze elettromagnetiche nocive; per non parlare dell’effetto deleterio che l’utilizzo di smartphone e relativi social producono alla psiche delle nuove e vecchie generazioni di internauti.

Hai mai pensato al fatto che probabilmente la maggioranza della popolazione mondiale non ha alcuna intenzione di sottoporsi a qualsivoglia trasformazione transumana? Che le persone vivono vite semplici, e che, ad esempio, vorrebbero continuare a guardare un tramonto sul mare dal vivo piuttosto che attraverso un visore in VR360 dal salotto di casa?

Graucho: “Non credo, penso invece che il transumanesimo rappresenti la panacea di tutti questi ‘effetti collaterali’ che la scienza ed il progresso tecnologico hanno inaspettatamente prodotto sino ad ora. Considera, ad esempio, ai vantaggi che potrebbe portare il raggiungimento della ‘singolarità’ profetizzata da Ray Kurzweil. Pensa ai benefici del «cognitivismo», l’Intelligenza artificiale forte, quella che ha coscienza di sé ed è in grado di provare emozioni umane. Ray Kurzweil, rettore dell’University of Singolarity, ci dice che è un’ipotesi reale quella di costruire una macchina cosciente di sé stessa, con un’intelligenza umana, in grado di prendere decisioni autonome”.

Con tutto il rispetto, ma a me pare che l’intera agenda transumanista, sia la risultanza di una presunzione intellettuale che ha origine dal cosiddetto ‘ottimismo radicale’ dei santoni della Silicon Valley, nonché di una endemica paura della morte, tipica delle nuove generazioni tecno-dipendenti, che vivono la loro esistenza artificiale nella quasi totale assenza dell’elemento spirituale. Hai parlato in apertura della nostra chiacchierata di postumano, di uploading della mente, cioè del trasferimento integrale della mente umana in un contenitore per lo stoccaggio di dati digitalizzati. Questo non ti spaventa? Come puoi considerarlo un passo futuribile ed auspicabile dell’uomo verso l’immortalità? Verrebbe meno l’essenza stessa dell’uomo inteso come creatura biologica.

Graucho: “Saresti davvero stupito nel sapere quanto invece sia radicato, in larga parte dei ricercatori e scienziati mondiali, il pensiero transumanista: il nostro mondo così com’è adesso, non può continuare a sostenere il peso dei mutamenti climatici, economici, politici e sociali. È necessario un cambiamento radicale attraverso l’ausilio di tecnologie innovative, di stravolgimenti epocali, di visioni geniali che ci apriranno scenari non più soltanto fantascientifici ma realistici, concretamente realizzabili. In un’intervista il fondatore di Atari, Nolan Bushnell, disse una cosa difficile da smentire: “la fantascienza prima o poi si realizza”.

Graucho, siamo al termine di questa nostra chiacchierata, rimango dell’idea che probabilmente l’ostacolo maggiore al compimento del transumanesimo sia l’uomo stesso. Gli individui non sono tutti disposti a cedere la propria anima barattandola con la vita in scatola, anche se eternamente soggetta a ricariche, anche se immagazzinata in mondi virtuali, fatti di ologrammi e stimoli sensoriali più o meno realistici. Confido nella resilienza tipica dell’uomo sapiens, quella che gli ha permesso di arrivare sino a qui, toccando le vette del pensiero filosofico, della trascendenza e della consapevolezza. Ti lascio un’ultima battuta prima di salutarci.

Graucho: “Grazie per lo spazio che mi hai concesso, come ultima considerazione, posso dirti che molto probabilmente il transumanesimo si concretizzerà fra non molto tempo e che i protagonisti del cambiamento saranno pochi, pochissimi eletti”.

E che fine faranno tutti gli altri?

Graucho: “Si tratta di selezione naturale, arriveremo al postumano e avremo raggiunto un altro livello di perfezione: secondo la World Transhumanist Association, un postumano è «un individuo le cui caratteristiche di base sono così superiori a quelle di noi umani, da non essere più considerato umano secondo gli standard attuali». Si tratterebbe, pertanto, di un individuo «con capacità intellettive superiori, resistente alle malattie e all’età, che ha il controllo del proprio stato psico-emotivo, superiormente predisposto al piacere, all’amore, all’apprezzamento artistico, in grado di sperimentare stati di consapevolezza a noi sconosciuti»”.

Bene Graucho, grazie per la tua disponibilità, ti auguro di finire in un corpo di metallo, in perenne contemplazione del mondo fantastico al quale avrai rinunciato, eternamente immerso nella nostalgia e nel ricordo di una carezza sul viso, come quella che una madre umana avrebbe potuto farti, la sera, prima di dormire. Adesso per favore, dammi una mano, la tua di carne ed ossa, per scendere da questa maledetta gru.

William Mussini33 Posts

Creativo, autore, regista cinematografico e teatrale. Libertario responsabile e attivista del pensiero critico. Ha all'attivo un lungometraggio, numerosi cortometraggi premiati in festival Internazionali, diversi documentari inerenti problematiche storiche, sociali e di promozione culturale. Da sempre appassionato di filosofia, cinema e letteratura. Attualmente impegnato come regista nella società cinematografica e teatrale INCAS produzioni di Campobasso.

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