Gary McKinnon: l’hacker che violò la NASA

Riceviamo e pubblichiamo questo contributo di William Mussini

di William Mussini

Qual è il percorso che una notizia anomala e non convenzionale deve seguire, nell’odierno Truman Show, per arrivare ad essere smentita oppure accreditata agli occhi dell’opinione pubblica?

Il percorso potrebbe essere così delineato: in principio avviene un fatto anomalo, poi la diffusione sui giornali ed in televisione dello stesso, attraverso un linguaggio allarmistico, drammatico, canzonatorio o stigmatizzante. Successivamente interviene la critica denigratoria e conformistica, solitamente, di divulgatori scientifici e all’occorrenza di autorevoli tuttologi da salotto. Infine si stabilisce il luogo comune e la ghettizzazione mediatica, relegando la notizia anomala e scomoda fra quelle riconducibili al folklore parascientifico, alla superstizione che tanto piace al complottista visionario, ed, infine, a quelle pagine di libri e riviste ben poco gradite ai rasserenanti narratori dello storytelling ufficializzato.

Per notizia anomala potremmo ad esempio intendere quel tipo di news che, per diversi motivi, scuote le coscienze dei benpensanti, minando le certezze dell’uomo comune, ribaltando il piano del reale poiché troppo diversa dall’idea di tangibilità delle cose, presumibilmente, condivisa dalla maggioranza dell’umanità. Provando ad essere ancor più diretti, prendiamo ad esempio l’argomento scomodo per eccellenza e denigrato per decenni dai media ufficiali (ma non dal mondo fantascientifico e cinematografico), cioè quello della vita extraterrestre e dell’ufologia nel significato più ampio.

Il fenomeno degli avvistamenti di oggetti volanti non identificati (sintetizzato nell’acronimo U.F.O. Unidentified Flying Object e recentemente rimodulato dal Pentagono con il termine U.A.P. Unidentified aerial phenomena), in tutte le sue accezione e tipologie, rappresenta il più eccezionale e controverso argomento di confronto/scontro da circa 80 anni, fra scienziati, governi, studiosi del paranormale, giornalisti e comuni cittadini.

Il fenomeno dell’ufologia è di una vastità e complessità incredibile, certamente ben poco snocciolato ai più ma, piuttosto, sottoposto regolarmente ad azioni di discredito e di demistificazione da parte di debunkers prezzolati o più comunemente da parte di cronisti dei media generalisti, ingenui e ben poco realisti. È cosa ormai nota che i governi di quasi tutti gli stati mondiali trattino alla stessa stregua l’argomento U.F.O., sin dal primo avvistamento documentato dell’era moderna, avvenuto nel giugno del 1947 ad opera del pilota americano Kenneth Arnold.
Sarebbe impossibile sintetizzare qui, anche solo in minima parte, la vasta letteratura e documentazione a nostra disposizione inerenti all’ufologia e le sue molteplici sfaccettature; mi limito quindi a raccontare quanto successo nel recentissimo passato.

Una affermazione che definirei epocale è stata proferita nel maggio 2021 in un’intervista dall’ex presidente statunitense Barack Obama e ha suscitato non poche reazioni da parte di chi, sino ad allora, sonnecchiava sulle comode poltrone della consuetudine. Obama si è così espresso durante il The Late Show, il programma condotto da James Corden sulla Cbs: «Ciò che è vero – e adesso dico sul serio – è che ci sono filmati e registrazioni di oggetti nei cieli che non sappiamo esattamente cosa siano. Non possiamo spiegare come si sono mossi, le loro traiettorie. Non si muovevano con uno schema facilmente spiegabile. Quindi penso che la gente prenda sul serio il tentativo di indagare e capire di cosa si tratta». L’ex presidente ha candidamente confermato l’esistenza di oggetti volanti non identificati, definiti in seguito anche dal senatore Marco Rubio come: «una minaccia per la sicurezza nazionale».

Sulla questione, si sbilanciò tempo dopo anche il detronizzato Donald Trump, che disse in una intervista: «Credo in quello che vedo, ma ci sono molte persone là fuori che sono coinvolte in questa cosa degli Ufo», affermando di non voler rivelare altro, per non «ferire i sogni o le paure» di chi è convinto dell’esistenza di vita extraterrestre sul pianeta terra.

L’Advanced Aerospace Threat Identification Program creato nel 2007, è il programma del Pentagono che si è occupato di indagare su alcuni degli episodi più inspiegabili osservati e registrati in video da piloti dell’esercito statunitense. Harry Reid, il senatore democratico che ne aveva chiesta la creazione, disse in proposito: «I video pubblicati dal Pentagono non sono che la punta dell’iceberg della ricerca e dei materiali disponibili. Gli Stati Uniti devono adottare un approccio scientifico, serio, a questa materia, e a qualsiasi implicazione possa esserci sulla sicurezza nazionale».

Nel disegno di legge vi era anche «un’analisi dettagliata dei dati e dell’intelligence sui fenomeni aerei non identificati» dall’Office of Naval Intelligence, dalla Unidentified Aerial Phenomena Task Force e dall’Fbi. In particolare si evince dai documenti del programma che, a lasciare interdetti gli esperti dell’intelligence, sono state alcune caratteristiche degli oggetti osservati che sfidano letteralmente le leggi della fisica: per prima cosa, la loro accelerazione, oltre agli istantanei cambi di direzione e la loro capacità di immergersi in acqua e scomparire.

Per chi, come il sottoscritto, studia da decenni il fenomeno ufologico, tutta questa sceneggiata governativa made in USA, rappresenta certamente un primo passo sostanziale verso lo sdoganamento di argomenti sino a ieri ritenuti scomodi, ma al contempo, mostra in pieno la grande ipocrisia di un apparato burocratico militare d’oltre oceano che, in verità, per oltre mezzo secolo, ha costantemente occultato notizie e documenti rendendoli top secret, depistando le indagini, ridicolizzando e messo a tacere chi si esponeva da sempre per l’amore della verità.

Riservandomi l’occasione di approfondire l’argomento in prossimi articoli, mi limito per ora a ricordare la figura del sysadmin londinese Gary McKinnon (amministratore di rete si occupa di gestire, adattare e mettere a punto i sistemi collegati in rete) che nel 2002, fu incriminato in Virginia e New Jersey negli Stati Uniti poiché, secondo le autorità statunitensi, fu l’autore di sette crimini informatici violando gli archivi nascosti della NASA. McKinnon è uno dei tanti ricercatori UFO finiti tra le grinfie della giustizia statunitense, per aver tentato di scoprire verità sconvolgenti, scientemente occultate all’opinione pubblica.

Nel corso dei 13 mesi tra il febbraio del 2001 e il marzo 2002, usando lo pseudonimo “Solo”, Gary violò 97 reti militari americane, lasciando sporadicamente un messaggio per gli admin: “Your security is crap”. Gary McKinnon, da sempre affascinato dalle storie su avvistamenti UFO, si mise alla ricerca di informazioni su sistemi di free energy come l’antigravità. Egli era convinto che gli americani nascondessero informazioni compromettenti sul fenomeno UFO e, una volta trovate, le avrebbe diffuse ovunque per rendere consapevole l’umanità intera. McKinnon, durante le sue scorribande informatiche nei siti hackerati, fece quasi accidentalmente diverse scoperte inerenti all’argomento UFO. Per oltre un anno, quasi ogni sera, riuscì ad entrare nei siti della NASA, dell’esercito e della marina USA, semplicemente perché non adeguatamente protetti.

Nello spulciare cartelle contenute nel sito del Johnson Space Center di Huston, Gary McKinnon fece la sua scoperta più eclatante: individuò due cartelle contenenti centinaia di foto scattate dallo spazio come riportato nell’articolo di Gabriella Infante sulla rivista online Digitally: “la prima conteneva immagini di città ed oggetti artificiali sulla Luna e su Marte e di oggetti volanti non identificati in orbita intorno alla Terra; la seconda, le stesse immagini ripulite dagli oggetti misteriosi per essere presentate al pubblico. Tra le foto prive di manipolazione, Gary McKinnon afferma di aver visto un velivolo simile ad un satellite, costruito secondo parametri mai visti prima: niente rivetti o giunture, ma un blocco di materiale omogeneo. Aveva la forma di un sigaro con cupole su tutti i lati ed alle estremità. Gary McKinnon ha sempre affermato che a causa della connessione a 56K, non riuscì a scaricare la foto e non ha prove di quanto visto. Le parole di Gary McKinnon suonano fantascientifiche se vogliamo credere si riferisca a prove aliene. Risultano più credibili se pensiamo siano riferite ad eventi ed oggetti semplicemente non terrestri”.

La vicenda di Gary McKinnon potrebbe servire, se approfondita, ad incuriosire chiunque abbia voglia di ampliare il proprio spettro coscienziale, per favorire la comprensione di fenomeni straordinari come quello ufologico e di indagare oltre il velo oscurante del conformismo sociale. Clicca per vedere il video contenete uno stralcio dell’intervista a Gary McKinnon.

William Mussini40 Posts

Creativo, autore, regista cinematografico e teatrale. Libertario responsabile e attivista del pensiero critico. Ha all'attivo un lungometraggio, numerosi cortometraggi premiati in festival Internazionali, diversi documentari inerenti problematiche storiche, sociali e di promozione culturale. Da sempre appassionato di filosofia, cinema e letteratura. Attualmente impegnato come regista nella società cinematografica e teatrale INCAS produzioni di Campobasso.

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