Arriva oggi il vero clima di Natale/Un evviva a Scapoli star mondiale della zampogna

Il consumismo anticipa ormai i tempi del clima natalizio per spingere la macchina collettiva a mettere i suoi doni sul mercato degli affetti. Ma il vero clima del Natale, quello spirituale, inizia in effetti oggi 16 dicembre per arrivare alla Vigilia col rito della Novena, appunto tra nove giorni.

Un rito storicamente legato ai nostri amati zampognari, dispensatori di gioiose sonorità grazie a un nobile e antichissimo strumento che nel Molise, vale ricordarlo, ha trovato la sua “Casa madre” a Scapoli, splendido borgo delle Mainarde che vanta maestri d’arte artigianale e ospita un Museo Internazionale della Zampogna. Proprio a Scapoli, a buon diritto definita “Capitale della zampogna”, è nata e cresciuta una raffinata pubblicazione semestrale bilingue (italiano e inglese), unico periodico dedicato ai cosiddetti “aerofoni a sacco” che si avvale di collaboratori non solo italiani e circola in tutto il mondo sotto il nome di Utriculus, nome latino della zampogna,

Parliamo di una rivista di respiro internazionale che supera ormai le cento pagine splendidamente illustrate, perché quest’anno celebra i suoi non facili trent’anni di vita. L’anima tenace e appassionata di questo trentennio è stata la scrittrice Antonietta Caccia, fondatrice del Circolo della zampogna, associazione culturale con 400 iscritti, un terzo dei quali stranieri. Lei e un etno-musicologo autorevole come Mauro Gioielli, hanno fatto di “Utriculus” un fiore all’occhiello dell’editoria molisana.

E’ impossibile tracciarne qui una bibliografia, vale però la pena di segnalare dall’ultimo numero di “Utriculus” almeno l’intervento dal titolo “Zampogne sul pentagramma” firmato da Giuseppe “Spedino” Moffa, molisano di Riccia, maestro e artista ormai noto in tutto il mondo, polistrumentista e zampognaro che ha trasfuso blues e rock rilanciando nella modernità un antico strumento pastorale.

Giuseppe Tabasso235 Posts

(Campobasso 1926) ha un nipotino, due figli e una moglie bojanese, sempre la stessa dal 1955. Da pianista dilettante formò una band con Fred Bongusto. A suo padre Lino, musicista, è dedicata una strada di Campobasso. Laureato in lingua e letteratura inglese, è giornalista professionista dal 1954. Nel 2018 è passato dall’Ordine dei Giornalisti del Lazio a quello del Molise per terminare la carriera dove l’ha iniziata. Ha lavorato in vari quotidiani e periodici (Paese sera, Corriere lombardo, Ore 12, L’Europeo, Annabella, Gente, Radiocorriere). Inviato di politica estera per il GR3 della RAI, ha lavorato a Strasburgo come redattore parlamentare, a New York presso la Rai Corporation, nelle sezioni italiane della BBC a Londra e della Deutschland Funk a Colonia. Pubblicazioni: Il settimanale con Nello Ajello (Ediz. Accademia, Roma 1978); Facciamo un giornale (Edizioni Tuttoscuola, Roma 2001); Il Molise, che farne? (Ed. Cultura & Sport, Campobasso 1996); Post Scriptum, Prediche di un molisano inutile (Bene Comune Edizioni 2006), Gaetano Scardocchia, La vita e gli scritti di un grande giornalista (2008), Moliseskine (Bene Comune Edizioni, 2016). Per le stesse Edizioni è in corso di pubblicazione Fare un giornale, diventare giornalisti, Manuale di giornalismo per studenti, insegnanti e apprendisti comunicatori.

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