Achtung elezioni francesi/Europa addio se vincesse Le Pen (e Salvini, Meloni e Putin)

I voti a favore di Marine Le Pen nel primo turno delle elezioni francesi, confermano che una sua eventuale vittoria al secondo turno del 24 aprile è paragonabile all’invasione dell’Ucraina. Nel senso che la “dama nera del nazionalismo sovranista” farebbe letteralmente a pezzi l’Unione Europea, proprio quello che Putin vuol fare dell’Ucraina.
Eccovi in proposito stralci di una nostra rassegna stampa, allarmante e magari utile per simpatizzanti di Salvini e Meloni.
* “Le Monde” (31 marzo). “Marine Le Pen “ha rinunciato a lasciare l’euro e l’Unione europea, ma si tratta solo di un inganno e il progetto referendario presentato in campagna elettorale per una rinegoziazione dei trattati stessi è di fatto un tentativo per congelare la partecipazione francese all’Unione. Vuole limitare l’accesso dei cittadini europei ai diritti sociali, ripristinare controlli casuali alle frontiere nazionali o addirittura ridurre unilateralmente di 5 miliardi di euro l’anno il contributo francese al bilancio dell’UE”.
* (Corriere della sera (10 aprile). Aldo Cazzullo da Parigi: “La proposta di riforma di Le Pen sull’Unione europea è di fatto l’abolizione dell’Unione europea. È la fine della libera circolazione stabilita con gli accordi di Schengen. È il no al debito comune, creato con la pandemia. È il rifiuto dell’esercito europeo, della diplomazia europea, del fisco europeo. È l’idea che i francesi siano migliori del resto dell’umanità.”
*“Il Foglio” (10 aprile). Claudio Cerasa: “La verità è che quello di Le Pen altro non è che un formidabile imbroglio politico portato avanti con una tecnica diventata tipica nell’internazionale sovranista: porsi come difensori unici della libertà non nell’ottica di difendere il proprio paese dalle minacce veicolate dalle democrazie illiberali ma nell’ottica di difendere il proprio paese da quella che i sovranisti considerano la principale minaccia per il proprio futuro: il rafforzamento dell’Europa. Il loro compito principale è rendere più deboli le società aperte e più forti i nemici delle democrazie liberali.”
Infine, sempre sul “Il Foglio”, Giuliano Ferrara: “Nelle democrazie elettorali, e questa è la loro principale fragilità, il pericolo viene sempre dalle truffe. Cinque anni fa Marine Le Pen perse contro Macron: la truffa non era matura. E’ maturata ora, in circostanze eccezionalmente rischiose ma questa volta con conseguenze generali da far tremare le vene dei polsi: una grande crisi euroccidentale in tempi di emergenza e di guerra aperta con il neoimperialismo aggressivo di Putin”.

Giuseppe Tabasso326 Posts

(Campobasso 1926) ha due figli, un nipotino e una moglie bojanese, sempre la stessa dal 1955. Da pianista dilettante formò una band con Fred Bongusto. A suo padre Lino, musicista, è dedicata una strada di Campobasso. Il Molise è la sua Heimat. “Abito a Roma - dice - ma vivo in Molise”. Laureato in lingua e letteratura inglese, è giornalista professionista dal 1964. Ha iniziato in vari quotidiani e periodici (Paese sera, La Repubblica d’Italia, Annabella, Gente, L’Europeo, Radiocorriere). Inviato di politica estera per il GR3 della RAI, ha lavorato a Strasburgo e Bruxelles, a New York presso la Rai Corporation e a Londra e Colonia per le sezioni italiane della BBC e della Deutschland Funk. Pubblicazioni: Il settimanale con Nello Ajello (Ediz. Accademia, Roma 1978); Facciamo un giornale (Edizioni Tuttoscuola, Roma 2001); Il Molise, che farne? (Ed. Cultura & Sport, Campobasso 1996); per le Edizioni Bene Comune; Post Scriptum, Prediche di un molisano inutile ( 2006); Gaetano Scardocchia, La vita e gli scritti di un grande giornalista (2008); Moliseskine (2016). In corso di pubblicazione Fare un giornale, diventare giornalisti, Manuale di giornalismo per studenti, insegnanti e apprendisti comunicatori.

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