Al Vinitaly la storia della vite e del vino in Molise

di redazione

Presentata al Vinitaly la storia della vite e del vino in Molise. Nella più importante vetrina dell’enologia italiana che si svolge ogni anno a Verona, si è svolta la presentazione del libro “La vite e il vino: una storia enologica del Molise” scritto da Sebastiano Di Maria e pubblicato dalle Edizioni Il Bene Comune con la prefazione dello storico Rossano Pazzagli.

L’incontro si è svolto nello stand del Molise ed è stato promosso dalla regione, dalla Confederazione Italiana Agricoltori e dall’Associazione Nazionale Città del Vino. Oltre al prof. Di Maria, professore all’Istituto Agrario di Larino e docente a contratto di Enologia nella sede di Termoli dell’Università del Molise, sono intervenuti il presidente delle Città del Vino Angelo Radica (Sindaco di Tollo), il direttore dell’Associazione Paolo Corbini e il presidente del Consorzio di tutela della Tintilia Pasquale Salvatore. Hanno partecipato anche alcuni dei 16 produttori molisani presenti a questa edizione del Vinitaly con al centro la Tintilia, il vitigno autoctono che ha decretato il ritrovato successo dei vini del Molise sul piano nazionale e internazionale.

L’autore ha riassunto il contenuto del volume, dalle prime tracce di coltivazione di vite domestica, risalenti al primo millennio avanti Cristo fino al recupero recente della Tintilia, passando per l’influenza greca, l’impegno monastico medievale, l’età spagnola, la stagione degli illuministi sette-ottocenteschi e le alterne vicende della vitivinicoltura nel ‘900.

Apprezzamenti sono stati espressi da tutti i relatori, in particolare dal presidente Salvatore che ha definito il libro “è una fotografia fedele e di lunghissimo periodo che ricostruisce la storia enologica del Molise e come tale può rivelarsi uno strumento promozionale straordinario”, mentre il direttore di Città del Vino Paolo Corbini ha esortato i produttori a “raccontare storie, come quelle che l’autore mette loro a disposizione nel libro, ad un pubblico del vino che, oggi, vuole emozioni”, possibili solo attraverso una tensione narrativa, che mettano insieme il territorio, il vitigno autoctono e il produttore, con un approccio interdisciplinare.

È la prima volta che un’opera sulla storia della vitivinicoltura del Molise viene presentata in un contesto nazionale di primaria importanza per il settore. Un bell’esempio di come cultura del vino e conoscenza storica possono promuovere e valorizzare il territorio nell’ottica economica, promozionale e turistica.

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