Per un’Europa dei diritti

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Dal nostro inviato a Bruxelles, Paolo Di Lella

Il parere di Micaela Fanelli approvato dal Comitato delle Regioni riunito a Bruxelles

Alle 19.30 di ieri, il capo delegazione dell’Anci Micaela Fanelli, ha illustrato il proprio parere nel merito della 125esima sessione del Comitato europeo delle Regioni che in questi giorni, dal 9 all’11, è al lavoro per elaborare le strategie di governo della globalizzazione dopo che la Commissione aveva licenziato, tra maggio e giugno scorsi, il Documento di riflessione sulla gestione corretta della globalizzazione.

I pareri in discussione nella plenaria di oggi a firma italiana riguardano il finanziamento delle azioni per il clima (Marco Dus, consigliere comunale di Vittorio Veneto, sul cosiddetto “pilastro sociale” dell’UE (Mauro D’Attis, consigliere comunale di Brindisi), sulla riqualificazione antisismica degli edifici (Vito Santarsiero, consigliere regionale della Basilicata) e sulla resilienza dei territori davanti alla globalizzazione di cui è statta relatrice, appunto, Micaela Fanelli sindaco di Riccia.

Lo spirito del parere presentato dalla Fanelli è quello di contribuire alla costruzione di un ordine europeo più equilibrato, attraverso la ricerca di una sintesi tra globalizzazione e resilienza territoriale, fra libero mercato e welfare sociale europeo.

Il ragionamento è impalcato attorno ad un obiettivo fondamentale: combattere la paura che in maniera pervasiva si sta diffondendo tra le popolazioni europee. Paura di assistere ad un peggioramento delle condizioni di lavoro, alla perdita dei diritti e dei servizi fondamentali, all’erosione del potere d’acquisto. Paura che genera una sfiducia diffusa verso le autorità che hanno il compito di governare la fase attuale della globalizzazione (le cosiddette elite), e che produce una reazione opposta rispetto alle tendenze globali, una nostalgia del mondo d’orato che non c’è più, quello delle nazioni e delle dogane.

Il mondo che dovremmo provare a cambiare, tuttavia, è quello reale e non quello immaginato. La globalizzazione è un processo storico irreversibile. Si tratta dunque di cambiare il paradigma di governo, respingendo le illusioni pericolose di un ritorno al passato.

Ecco cosa intende il capo delegazione dell’Anci quando dice che dobbiamo governare la globalizzazione, non esserne governati. O, ancora, quando dice di voler perseguire l’idea di un’Europa dei diritti, non del mercato.

Ciò non ha nulla a che vedere con gli atteggiamenti da ultras che a volte emergono tra chi sostiene acriticamente e con ottimismo ottuso la globalizzazione così com’è. Occorre – e questo è un altro concetto-base contenuto nella relazione della Fanelli, mettere in campo una giusta preoccupazione intesa come “aver cura” dei bisogni e dei problemi dei cittadini dell’unione.

Dando consistenza a questo spirito, il documento illustrato nell’aula della Commissione intitolata ad Alcide De Gasperi da Micaela Fanelli, propone, sul fronte esterno di potenziare le risposte contro il dumping, migliorare la trasparenza degli accordi commerciali, accentuare i processi di liberalizzazione commerciale tra le parti che rispettano gli obblighi internazionali in materia di protezione sociale e ambientale, garantire condizioni di reciprocità soprattutto in tema di appalti pubblici, considerare trasparenza, equità ed efficienza in campo fiscale priorità in materia di politica commerciale, approfondire l’approccio per il “made in”, inserire strumenti di misurazione idonei a misurare l’eventuale impatto asimmetrico della globalizzazione a livello regionale e locale e di stabilire che prima di avviare i negoziati commerciali si effettui la valutazione sistematica dell’impatto territoriale, in collaborazione con il CdR.

Sul fronte interno, invece, di rafforzare tre direzioni:
* ∞ preventiva e proattiva, attraverso l’implementazione del cosiddetto pilastro sociale per rafforzare la lotta alla povertà e attraverso un pieno riconoscimento della politica comune in materia di asilo e migrazione legale; oltre che sul piano della competitività e sul piano delle politiche territoriali
* ∞ di mitigazione degli effetti negativi
* ∞ partecipativa, nel senso di garantire che il processo sia sempre più trasparente, aperto e consapevole.

Il parere della Fanelli è stato approvato dal Comitato delle regioni con un solo voto contrario.

Paolo Di Lella35 Posts

Nato a Campobasso nel 1982. Ha studiato filosofia presso l'Università Cattolica di Milano. Appena tornato in Molise ha fondato, insieme ad altri collaboratori, il blog “Tratturi – Molise in movimento” con l'obiettivo di elaborare un’analisi complessiva dei vari problemi del Molise e di diffondere una maggiore consapevolezza delle loro connessioni. Dal 2015 è componente del Comitato scientifico di Glocale – Rivista molisana di storia e scienze sociali (rivista scientifica di 1a fascia), oltre che della segreteria di redazione. Dal 2013 è caporedattore de Il Bene Comune e coordinatore della redazione di IBC – Edizioni. È autore del volume “Sanità molisana. Caccia al tesoro pubblico”. È giornalista pubblicista dal 2014

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