No Tunnel, la protesta arriva fin sotto la Giunta Regionale

No Tunnel

Questa mattina, presso la sede della Giunta Regionale del Molise, un nutrito gruppo di attivisti del coordinamento No Tunnel ha manifestato ancora una volta il proprio dissenso verso il mega progetto di riqualificazione urbana che dovrebbe interessare gran parte del centro storico della città di Termoli, proprio mentre si svolgevano i lavori della conferenza decisoria sulla fattibilità dell’opera. In attesa di conoscere l’esito della riunione, abbiamo sentito Marcella Stumpo e Giulio Botteri, due esponenti del coordinamento No Tunnel, che ci hanno ragguagliato sull’attuale fase di stallo del progetto

Puoi riassumermi un po’ lo stato dell’arte partendo dall’attualità?

Marcella Stumpo: Sì, la situazione è questa: con la conferenza di servizi decisoria in seconda riunione, potrebbe arrivare l’ok definitivo a maggioranza da parte della Regione, perché la Soprintendenza si è rifiutata di cambiare anche una virgola del suo pesantissimo parere. Noi abbiamo presentato e verranno depositate oggi, altre tre osservazioni tecniche e procedurali.

Inoltre ci siamo accorti che l’architetto Mandrile, scelto dal Comune di Termoli come responsabile unico del procedimento, non ha i requisiti di legge per lo svolgimento di questo incarico, questo inficia la regolarità dell’intero procedimento in quanto egli non è dipendente di ruolo del Comune di Termoli.

Sono emersi anche altri fattori assolutamente irregolari: per esempio la larghezza della carreggiata che si ridurrebbe in totale a soli 6 metri, creando problemi anche per la circolazione dei mezzi pubblici nel tunnel; si costruirebbe un’opera che non permetterebbe un collegamento pubblico tra il porto è il lato nord della città, dato che viene pedonalizzata tutta la parte sotto il Castello e il paese vecchio.

Al di là di questi aspetti gravissimi, noi riteniamo che il Ministero, di fronte ad una probabile opposizione della Soprintendenza, sappia leggere bene quello che evidentemente il sindaco, l’assessore e i consiglieri di maggioranza di Termoli non hanno voluto capire, cioè il rischio di crolli nel Borgo Antico e la necropoli romana sopra la quale si dovrebbe passare con il tunnel.

Il patrimonio collettivo della comunità tutelato dall’articolo 9 della Costituzione verrebbe irrimediabilmente snaturato e viene inferta una ferita alla città di Termoli veramente insanabile.

Rimane poi il discorso politico, cioè tutto questo problema, questi due anni e mezzo di lotta, sono nati dal rifiuto di concedere il referendum comunale che avrebbe magari visto la vittoria del si; un referendum consultivo non avrebbe comunque impegnato nessuno, ma avrebbe costituito un’ arma pesante in casa in caso di vittoria del si per zittire qualsiasi opposizione, perché a ragione si sarebbe potuto dire che la popolazione a maggioranza approvava il progetto; impedire questa possibilità di esprimersi per fare un’operazione scellerata che regala a un privato la parte più bella della città e non fermarsi neanche di fronte alle parole pesanti come macigni della Soprintendenza e a tanti cittadini che protestano, significa assumersi una responsabilità politica enorme che anche la Regione ci auguriamo paghi pesantemente nella prossima tornata elettorale, perché la Regione ha sostenuto a spada tratta questo progetto.

I cittadini di Termoli non si espongono in migliaia, ma noi sappiamo perché parliamo con la gente che sono tantissimi ad essere contrari.

Avevate raccolto delle firme?

Marcella Stumpo: Abbiamo raccolto 3.000 firme che sono più del 10% dei votanti, più dei voti che ha preso qualcuno che siede al Comune di Termoli; queste firme sono state prese e buttate nel cestino: anche questa è una ferita democratica gravissima, non si è rispettato nemmeno l’iter stabilito dal regolamento; noi del comitato diciamo che a questo punto di arroganza non si è arrivati in nessuna amministrazione precedente, nemmeno in quelle che sono state attaccate in passato e contro le quali abbiamo lottato anche per altri problemi, c’è stato maggiore ascolto e molto più dialogo. Adesso siamo a un livello veramente irrecuperabile, contro il quale noi continueremo a lottare, soprattutto per restituire a Termoli un’amministrazione degna di questo nome.

Adesso che cosa state aspettando?

Giulio Botteri: Noi confidiamo sempre nella speranza che possa essere superato dalla coscienza questo progetto, quindi non realizzarlo così, perché nessuno vuole un progetto alla cieca e nessuno nega che la città abbia bisogno di una riqualificazione urbana, che però sia coerente e che serve a curare il territorio e non ad usarlo.

In questo caso che cosa può fare la Regione?

Giulio Botteri: Potrebbe bloccarlo, ma non lo farà mai.

Avete chiesto un incontro?

Giulio Botteri: Abbiamo chi ci rappresenta dall’inizio dell’iter, si chiama Nino Barone che è il presidente del Coordinamento No Tunnel. Noi abbiamo fatto delle osservazioni in merito al progetto, degli esposti, ci siamo mossi molto in questi anni e oggi siamo alle fasi finali.

La Soprintendenza è l’unico ente di riguardo che ha dato parere negativo sull’opera e su tutta l’operazione parere negativo è stato dato anche dal Ministero che ha detto all’Amministrazione Sbrocca che le cose non andavano fatte in questo modo. Oggi le cose sono cambiate, il parere della Soprintendenza non è più vincolante, loro possono andare avanti attraverso pareri divergenti, ma la Soprintendenza ha 10 giorni dopo il risultato di questa conferenza per fare ricorso e questa cosa bloccherebbe l’iter dei lavori e anche l’opera in sé; noi speriamo che si verifichi questa cosa.

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