Il pericolo sismico nel territorio montuoso del Matese

Il territorio somiglia alla montagna incantata di Thomas Mann, che ne descrisse le ombre, le luci, gli orizzonti e quello straordinario specchietto di acqua, che costituisce il lago del Matese. E’ una minaccia o una risorsa?

Ritengo a pieno fondamento che il Matese, sia pure con le sue tettoniche inquiete, sia una delle montagne più belle della catena montuosa degli Appennini; superiore anche ai monti Sibillini, a quelli alto-umbri, a quei toscani, e a quelli ineguagliabili dell’Emilia Romagna. Esso ha fornito, e fornisce, acqua al Molise alto, medio e basso, attraverso le sue condotte: ebbi modo di vedere negli anni 70 una condotta sotterranea del Matese: quando rientrammo, ci sembrò di avere attraversato il Caronte, tanto era tumultuosa – e chiarissima – l’acqua che vi scorreva e che sarebbe arrivata fino all’Adriatico.

Per ingrandire, si fa per dire, quello straordinario, immenso bacino di acqua – che va dai Balcani al Nord Africa, all’Asia Minore, per congiungersi attraverso Gibilterra, con il grande oceano – quel piccolo lago, a poco più di 2000 metri di altezza, mi sembrò, quando lo vidi la prima volta, il lago incantato che avevo immaginato, durante la lettura, che avevo fatto, delle meravigliose pagine della montagna incantata di Thomas Mann.

La sola differenza, mi si perdoni il paragone, è che la montagna incantata (Der Zauberberg –in Baviera-) ha fatto, e continua a fare, progressi da gigante, per imprenditorialità della sua gente, per la tecnologia avanzata, già nella prima parte del secolo ventesimo, per le sue ardue imprese, come quelle della funivia omonima, che regna praticamente sovrana sui dirupi, in modo che la fa effettivamente apparire come un incanto del cielo.

Con grande piacere ricostruisco questo ambiente e anche con grande emozione, giacchè essa mi ricorda i laghi e i laghetti, i cespugli che segnavano, e segnano, quelle piccole pozze, enfaticamente chiamate laghi, attorno alle quali, compaiono spesso campi da gioco dove, all’epoca della mia presenza, si disputavano spesso, accanite partite di calcio tra i giovani mussoliniani e i giovani della Hitler-Jugend, che campeggiavano nello stesso ostello.

Anche in quella occasione, in cui casualmente mi trovavo sul lago Ammersee (dell’alta Algovia), vi furono  delle scosse terribili e dei tuoni paurosi, che provenivano non da scosse sismiche ma da quanto accadeva nelle tremende langhe della II guerra mondiale, colpite e rase al suolo, pochi anni prima della grande bomba (atomica) che disastrava Hiroshima e Nagasaki.

Erano, comunque, dei tuoni così violenti che noi ragazzi della gioventù mussoliniana, percepivamo con una emozione più forte,correndo su e giù per le scale di Villa Ammersee, come impazziti lungo le scale di quella stupenda villa, nella quale eravamo ospitati e lungo i tratti delle quali non era raro che incontrassimo delle belle ragazze hitleriane che erano letteralmente assalite dai giovani virgulti italiani.

Franco Cianci12 Posts

Nato ad Agnone (Is). Studi classici al Liceo Mario Pagano di Campobasso. Avvocato da circa 60 anni, Consigliere dell'Ordine degli avvocati di Larino per vent'anni e Presidente del Consiglio dell'Ordine dal 1990 al 1996. E' Stato Consigliere Comunale nel comune di Termoli e Consigliere Regionale dal 1975 al 1980. E' stato consigliere Consigliere Nazionale del PLI, ha ricoperto la carica di Governatore per il Rotary Club International e scrive costantemente articoli di politica e di cultura varia su riviste e giornali nazionali e locali (cartacei ed online).

0 Comments

Lascia un commento

Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password