I Portavoce questi misconosciuti/Se l’Avvocato del popolo fosse battuto dal Commercialista del Popolo

testata sblog tabassoLe pessime figure che hanno rovinato la reputazione di Rocco Casalino, il superpagato uomo della comunicazione giallo-verde e portavoce del premier Conte, hanno attizzato l’attenzione e la curiosità su ruolo, responsabilità e doveri di chi svolge la delicata funzione di portavoce.

Nella nostra dimensione regionale questa funzione è più che minuscola rispetto a quella nazionale, ma non per questo è meno rilevante in un mondo ormai dominato ovunque dalla Comunicazione.
Il Portavoce non è (non dovrebbe essere) soltanto uno autorizzato a comunicare a nome di un Premier o di un Governatore riassumendone (o interpretandone) pensiero e decisioni attraverso comunicati e dichiarazioni ai media. Egli ha anche la responsabilità di dirigere il servizio stampa di un’istituzione democratica in cui sono presenti minoranze politiche delle quali non si può non tenere conto.
Ricordiamo che tra i suoi compiti figurano la cura di una rassegna stampa quotidiana locale e nazionale, la risposta a quesiti e chiarimenti richiesti dagli operatori dell’informazione e, se necessario, l’invio di precisazioni su inesattezze pubblicate sui media.
A questi compiti “palesi” se ne aggiungono però altri più reconditi, quali l’attività di “ghost writer” consistente nel redigere testi di lettere, di interventi e di discorsi che il “Capo” non è in grado di scrivere, si spera per mancanza di tempo. (Se ricordate, a questa prassi si sottraeva il simpatico Big Gino Di Bartolomeo che non facendo mistero della sua scarsa dimestichezza con la sintassi, una volta disse: “Questo programma l’ho scritto io, errori inclusi”.)

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Il governatore Toma ha affidato le delicate mansioni di portavoce ad Antonio D’Uva al quale colgo l’occasione per formulare, pur ritardati, i miei migliori auguri di buon lavoro. Un lavoro che, rispetto a chi lo ha preceduto nello stesso incarico, ritengo piuttosto scomodo. Nel senso che, se uno lavorava per Frattura poteva contare su una governance relativamente compatta, mentre D’Uva deve sbrogliarsela invece con quel puzzle politico che è la più strana combinazione di equilibri e poteri triangolari alla guida della Regione.
La comunicazione Frattura a trazione Patriciello era in sé abbastanza “organica”, quella post-berlusconiana di Toma è friabile, quasi gassosa. Tuttavia, per una carta non scritta, il portavoce molisano potrebbe essere indotto a rendere meno opaco l’azzurro pallido del governatore rispetto ai forti colori giallo-grillino e verde-leghista che di fatto tengono in mano il gioco nel Paese e in Regione.
Ecco perché sulle spalle del povero (si fa per dire) D’Uva grava la speciale responsabilità comunicativa di conferire al governatore un’immagine meno sbiadita di quella che rispecchia il premier Conte, “Avvocato del popolo italiano”. Come Conte, Toma deve mostrare di non essere ostaggio del contratto grillo-leghista, superando però l’immagine di “Commercialista del popolo molisano”.

Giuseppe Tabasso181 Posts

(Campobasso 1926) ha un nipotino, due figli e una moglie bojanese, sempre la stessa dal 1955. Da pianista dilettante formò una band con Fred Bongusto. A suo padre Lino, musicista, è dedicata una strada di Campobasso. Laureato in lingua e letteratura inglese, è giornalista professionista dal 1954. Nel 2018 è passato dall’Ordine dei Giornalisti del Lazio a quello del Molise per terminare la carriera dove l’ha iniziata. Ha lavorato in vari quotidiani e periodici (Paese sera, Corriere lombardo, Ore 12, L’Europeo, Annabella, Gente, Radiocorriere). Inviato di politica estera per il GR3 della RAI, ha lavorato a Strasburgo come redattore parlamentare, a New York presso la Rai Corporation, nelle sezioni italiane della BBC a Londra e della Deutschland Funk a Colonia. Pubblicazioni: Il settimanale con Nello Ajello (Ediz. Accademia, Roma 1978); Facciamo un giornale (Edizioni Tuttoscuola, Roma 2001); Il Molise, che farne? (Ed. Cultura & Sport, Campobasso 1996); Post Scriptum, Prediche di un molisano inutile (Bene Comune Edizioni 2006), Gaetano Scardocchia, La vita e gli scritti di un grande giornalista (2008), Moliseskine (Bene Comune Edizioni, 2016). Per le stesse Edizioni è in corso di pubblicazione Fare un giornale, diventare giornalisti, Manuale di giornalismo per studenti, insegnanti e apprendisti comunicatori.

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