2019 L’ anno di Leonardo da Vinci

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di Vincenzo Di Sabato

La tradizione di celebrare a Guardialfiera anniversari e centenari di protagonisti famosi
della cultura e del pensiero d’ogni epoca nel Molise i cento anni di Sabino d’Acunto e Nina Guerrizio

Francesco Jovine, meridionalista irresistibile, diede vivida rappresentazione del suo Molise, come territorio del sapere e luogo drammatico di povertà e dignità contadina. Guardialfiera – Capitale del Parco Letterario “Contado di Molise” e del Centro Studi “Perrazzelli” – interpretò il sogno dello scrittore, sempre ansioso di svelare ed esaltare la propria terra. E lo ha concretato, a dimensioni nazionali, anche con cerimonie legate ad una ricorrenza speciale, ad un centenario, o ai decennali d’un gigante della letteratura, della musica, delle arti, delle scienze. Insomma di un protagonista famoso della cultura e del pensiero d’ogni epoca.

A dispetto del mio stanco e distratto meditare, un bel giorno nel 1998 – quasi per magia – mi ritorna in mente uno stralcio delle “Ideologie di Giacomo Leopardi” scritte da Jovine per “L’Italia Letteraria”’ nel 1935. Egli lo tratteggiava così: “Leopardi vagheggia un pianeta in cui gli uomini, i fanciulli, i giovani, gli eroi, non pensano, non giudicano, ma son felici”. Questa scintilla, la vibro per telefono, sull’istante, al Centro Nazionale Studi Leopardiani e all’udito di Ermanno Carini, redattore della più poderosa bibliografia sulla poetica e sul cantore della luna e della ginestra.

Ne è positivamente infiammato. Si crea un ponte di ideali fra Marche e Molise, più resistente dei nostri fragili e tragici viadotti. Lo attraverserà per la prima volta il prof. Rolando Garbuglia, già Sindaco di Recanati e Accademico alla Università di Macerata. In un sabato del villaggio, e per il bicentenario della nascita di Leopardi, egli viene ad ufficializzarlo a Guardia e a donarci la lectio magistralis nella quale è palpitata l’intuizione di quel “che mondo mai, che nova immensità, che paradiso”. E, con la complicità soleggiata di Francesco D’Episcopo, Mario Gramegna e di don Giulio di Rocco, è capovolto, in quel mattino su terra molisana, il mesto convenzionalismo leopardiano, in una sorprendente allegria dell’Infinito.

Il sussurrare fascinoso, poi, di Mariella Di Bernardo De Rosa, incendia la speme e la gioia della giovanile platea, golosa di capire anche ma “quand’è com’or la vita?”. E, intanto, proprio a gennaio, compie due secoli “l’Infinito”, la poesia più rivoluzionaria e più bella dell’ ‘800. Ad essa è legato il Progetto “Infinito Leopardi” cui aderiscono anche intelligenze molisani, smaniose di valicare “l’ermo colle che il guado esclude dell’ultimo orizzonte”.

Fra le tante altre scadenze genetliache, è narrata qui, nel 2006, la fede e il martirio di Aldo Moro, dalla vocina soffice ed erudita di Agnese Moro, per i 90 anni non compiuti del suo papà. E, sotto l’alto patrocinio del Capo dello Stato, in subordine alla Presidenza Intercontinentale di Venezia, Guardialfiera diviene Sede Stabile per la Celebrazione Mondiale della poesia. Nel 2012 Davide Rondoni, Direttore del Centro di poesia contemporanea all’Università di Bologna, commemora qui Giovanni Pascoli nel 1° Centenario della morte. Cade nel 2013 il 150° della nascita di Gabriele D’Annunzio.

La sua visione del mondo ed il fervore poetico, è cesellato da Giuseppe Napolitano e dalla Pro-Sindaco di Pescara Giovanna Porcaro. 2014, centenario della nascita di Mario Luzi, che qui è magnificato da Cattedratici fiorentini.  Nel 2018, cinquantesimo della sua morte, Salvatore Quasimodo, Premio Nobel per la letteratura, è ricamato come il campione dell’esistenza esistita, ma anche con la emissione d’un francobollo commemorativo. 2019: “Anno di Leonardo da Vinci”, figlio illegittimo di un notaio, genio universale morto 500 anni fa. Si va raccogliendo una geografia d’affetti e di iniziative che legano la generalità di luoghi e personaggi, al grande scienziato che è andato per il mondo ad inventare, dipingere, scrivere, poetare e costruire il Rinascimento italiano ed europeo.

È anche il centenario dell’ “appello a tutti gli uomini liberi e forti” lanciato il 18 gennaio 1919 da don Luigi Sturzo, di cui ricorre quest’anno anche il 60.mo della scomparsa. Due centenari eccellenti per il Molise: i 100 anni non raggiunti da Sabino d’Acunto, poeta, giornalista, commediografo, Sindaco di Isernia. E di Nina Guerrizio, cuore antico e fine evocatrice delle voci, dei suoni e delle tradizioni della sua Campobasso.

Zig-zagando per il Molise, incontreremo ricordi, eventi e appuntamenti nel corso dell’intero anno. Ne immagino una essenziale elencazione: Castelbottaccio ravviva il 150° compleanno di Arnaldo de Lisio, maestro del colore di scuola napoletana. E’ autore anche della tela con la quale – sotto la fulgente immagine della Vergine del Carmelo – sintetizza l’irruente battaglia navale, aerea, terrestre sferrata sui pendii collinari del golfo di Trieste il 10 settembre 1917, dalla quale un plotone di soldati guardiesi rimase incolume, forse perche “trincerati” dal potere della Scapolare infilato al collo dall’Arciprete Caluori, prima della partenza per il fronte.

Anche 150 anni fa, nasceva a Campobasso Giuseppe Altobello, medico e naturalista. Novant’anni addietro, vedeva la luce a Colli al Volturno Vincenzo Balzamo, politico e giornalista dell’Avanti. Avrebbe compiuto 80 anni a Guardialfiera Vincenzo Cirella, poeta malinconicamente gaio e romanziere, finalista alla “Talentìade” di Paduli. Nasce a Castelmauro nel 1859 Giovanni Boccardi, sacerdote e astronomo, cui è intitolato a Termoli l’Istituto Tecnico Industriale ed a Monte Mauro, l’Osservatorio “Parco delle stelle”.

Nel 1929 trae le origini a Montorio dei Frentani Michele Garcia Greco, apprendista barbiere con la passione per la musica. Chitarrista raffinato andaluso, si stabilità a Montreal instaurando l’Accademia musicale per la divulgazione del flamengo. Arturo Giovannitti, originario di Ripabottoni e Oratino, muove 60 anni fa a New York. Coraggioso sindacalista, crea iniziative in favore di Sacco e Vanzetti di idee socialiste, i quali ingiustamente accusati, finirono poi sulla sedia elettrica.

Nel 1959 muore a Roma Mario Lanza originario di Filignano. Pugile a 14 anni, è ottimo sollevatore di pesi. Il suo amore, però, è il bel canto. Conosce già a dieci anni le arie di almeno 50 opere. Canta melodrammi, ballate napoletane, e belle canzoni italiane e america. Giuseppe Laurelli nasce a Fornelli nel 1889. Podestà, martire nel suo paese in una feroce rappresaglia tedesca nel 1943. Viene impiccato in piazza assieme al suo vice-sindaco ed a tutti gli abitanti giovani di sesso maschile. Quarant’anni fa, è assassinato a Roma Mino Pecorelli, nato a Sessano del Molise. Avvocato e giornalista, è direttore dell’Agenzia di Stampa “O.P.” La sua morte è legata ad uno dei più oscuri delitti politici negli anni di piombo.

Angelo Persichilli, musicista di Castellino del Biferno, nel 2019 avrebbe festeggiato 80 anni. Prima flauto solista per lungo tempo  all’Accademio di S. Cecilia. Suona con le Orchestre Sinfoniche della Rai di Milano, Roma, Napoli e Torino. Vincenzo Tiberio, precursore della penicillina, viene al mondo nel 1869 a Sepino. Pubblica le sue ricerche su “Annali di Igiene Sperimentale”. Entra nella Marina con il grado di medico in seconda e partecipa alla Campagna d’Africa.

Luigi Antonio Trofa trae le sue origini a Ferrazzano nel 1879. Grande viaggiatore. Per il suo geniale umorismo, collabora con rilevanti testate regionali e nazionali. Esprime la sua originalità nella poesia dialettale. Rilucente e indimenticabile la poesia-canzone “Carissime Tresàngele” nella quale egli svela, con magìa sottile, lo smarrimento e la meraviglia d’un emigrante giunto in America.  Ed è anche così che il Molise può consentire ai molisani di recuperare l’orgoglio della propria appartenenza, di ritrovare l’umile e potente piacere di riconoscere nei suoi figli, figure alte e nobili capaci di sprigionare voglia a costruire  stagioni nuove avvincenti ed incrollabili.

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