L’ipocrisia insopportabile degli intellettuali di sinistra

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Ho avuto già modo, direttamente, di avere a che fare con i Soloni che scrivono sui giornali nazionali “di sinistra”. Scrivo tra virgolette per dire che non è una sinistra quella che fa, quando è al potere, le stesse cose che fa la “destra”. E scrivo tra virgolette anche la destra per dire che non è certo “destra” quella di Berlusconi, né quella di Salvini.

Facendo finta, dunque, che sia sinistra quella di “Repubblica”, “La Stampa”, “D’Alema” & Co. & figli… e facendo finta che sia destra quella di Berlusconi e Salvini, proviamo a mantenere questi termini solo come elementi di riferimento.

Ancora oggi, dopo la vittoria di Salvini, quella sinistra di cui si diceva – con l’unico scopo di difendere le proprie rendite, spesso di famiglia, le proprie prebende e i propri incaricucci – sentenzia, sempre dall’alto in basso, di cose che non hanno alcuna argomentazione di sostegno: ignoranza di chi ha votato, prefascismo, spread, crollo dell’economia, deficit, indebitamento…

La situazione è invece molto chiara: c’è un popolo che non vota più (fase finale), uno che vota con la pancia (fase intermedia), uno che continua a votare per difendere la propria posizione di vantaggio (fase primaria e costante… c’è sempre stata).

I risultati di oggi sono il frutto di questa situazione: gli elettori della fase intermedia sono diventati maggiori rispetto a quelli della fase primaria (che diminuiscono di numero ma mantengono la stessa quantità di ricchezza) e quindi vincono.

Tale situazione non è democratica. La democrazia presuppone il governo del popolo. E se vota solo il 50% degli elettori vuol dire che la democrazia non esiste più. Significa che governa chi ha il 26% del consenso.

Il problema non è dunque, come dice Emilio Izzo, da addebitare all’alleanza tra Cinque Stelle e Lega. Il problema è nella mancanza di una opposizione vera che, con denunce e indicazione di altre strade, riporti al voto il 50% degli elettori che si è arreso e non partecipa più.

La sinistra molisana – sinistra nel senso indicato nell’incipit – non ha mai spiegato:

– perché Patriciello è il secondo eletto di Forza Italia in tutta Italia;
– perché i soldi dell’Ittierre sono spariti, mentre i figli ventenni degli ex dipendenti escono il sabato sera con i venti euro sottratti alla pensione dei nonni;
– perché medici in pensione riempiono i loro pomeriggi (facciamo finta che sia così, è detto solo per esempio) con dieci visite da 120 euro senza fattura mentre i controlli vengono inviati al teatro di Salvatore Mincione Guarino per vedere se ha pagato la Siae;
– perché gli avvocati (basterebbe controllare chi e come è presente alle udienze registrate dalle Cancellerie) continuino a lavorare gratis visto che non ci sono fatture emesse per tutti i procedimenti svoltisi in Tribunale (anche in questo caso, facciamo finta che sia così, è detto solo per esempio);
– si potrebbero fare altri esempi fantasiosi ma ci fermiamo qua.

Ora, chi è a conoscenza di tutto ciò, se fosse vero – e se fosse vero ne sarebbe a conoscenza come lo sarebbero anche le autorità, viste le diminsioni del nostro territorio – o vota Cinque Stelle (ecco, dunque, il risultato molisano delle ultime europee) oppure non vota (ecco, allora, il risultato delle ultime europee a livello molisano e nazionale).

L’ipocrisia dei Soloni di “sinistra” (quelli che scrivono sui grandi giornali per difendere la propria posizione) non basta più a spaventare i cittadini. I cittadini votano gli “ignoranti” – come li definisce Emilio Izzo – perché è meglio l’ignoranza in buona fede che la cultura malata. Oppure non votano perché non sopportano né l’ignoranza né la malafede.

I Soloni di sinistra dovrebbero scrivere – perché lo sanno anche loro – che l’unica cosa che può riportare la democrazia nel Paese è la LEGALITÀ, intesa non solo come rispetto delle norme di convivenza civile ma soprattutto come redistribuzione della ricchezza.

Io non mi sentirei sicuro al posto di Salvini. Quando nelle famiglie finiranno le comodità consentite dalle pensioni dei vecchi, quando i vecchi moriranno, ci sarà – è molto facile prevederlo – un piazzale Loreto inevitabile. E Salvini – o chi ci sarà in quel momento al posto di comando – verrà messo a testa in giù ed esposto al pubblico ludibrio.

È questa l’unica similitudine con il fascismo che si può immaginare.

Giovanni Petta3 Posts

È nato nel 1965 in Molise. Ha pubblicato le raccolte poetiche «Sguardi» (1987), «Millennio a venire» (1998) e «A» (2016); i romanzi «Acqua» (2017) e «Cinque»; il saggio giornalistico «L'Italia delle regioni, il Molise dei ricorsi» (2001) e, con lo pseudonimo di Rossano Turzo, «TurzoTen« (2011) e «TurzoTime» (2016). Allievo di Mogol, ha inciso «Non crescere mai» (1993), «Trema terra trema cuore» (single, 2003), «Il bivio di Sessano» (2012). Ha diretto le testate «Piazzaregione» e «L'interruttore». Ha coordinato l'inserto molisano de «Il Tempo».

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