Il day after Friday for Future/E vai con la sfida

nell'articoloLa risposta che milioni di giovani hanno dato in tutto il mondo alla crociata ambientalista partita da quella gracile ragazzina che scioperava accucciata dinanzi alla sua scuola col suo leggendario cartellino, è entusiasmante per un motivo principale: aver fatto finalmente esplodere la piena consapevolezza di un allarme terra.

C’è poi un motivo che non è affatto secondario: quello di aver caricato sui nostri giovani un serio e gravoso impegno che ha il pregio di essere irreversibile e di natura sostanzialmente “politica”. Che sia tale lo dimostra palesemente l’atteggiamento di una destra mondiale che va dall’America di Trump alla Polonia di Kaczyński e che, naturalmente, arriva fino alla più radicale destra italiana, quella della Lega.  La sera del più straripante Friday for Future, il deputato leghista, nonché sindaco di Borgosesia, Paolo Tiramani ha sparato questo vergognoso e velenoso post contro Greta Thumberg: ” Più che l’infanzia ti hanno rubato l’educazione, al posto tuo io prendevo due sberloni e un calcio nel sedere da papà. A 16 anni viaggia in barca a vela come una star dicendo ovvietà imbarazzanti, finanziata da chi non si sa, per prendere a pesci in faccia le istituzioni”. Non basta, per il giornale di destra, “Libero”, gli ambientalisti vengono regolarmente ridicolizzati con l’appellativo di Gretini.

Tutto questo però ha un aspetto positivo, nel senso che si comincia a fare un po’ di chiarezza su chi sta con chi. Dopo tante frammentazioni, tripolazioni, quadripolazioni e decuplicazioni politiche, potremmo finalmente tornare a un trasparente bipolarismo. Quello di diventare protagonisti di una grande e chiarificatrice contesa tra democrazia e democratura, tra democrazia liberale e illiberale, tra europeismo e sovranismo, tra cosmopolitismo e nazionalismo e, finalmente, tra ambientalismo e capitalismo del profitto.
E perché no: tra giovani e vecchi.

Giuseppe Tabasso223 Posts

(Campobasso 1926) ha un nipotino, due figli e una moglie bojanese, sempre la stessa dal 1955. Da pianista dilettante formò una band con Fred Bongusto. A suo padre Lino, musicista, è dedicata una strada di Campobasso. Laureato in lingua e letteratura inglese, è giornalista professionista dal 1954. Nel 2018 è passato dall’Ordine dei Giornalisti del Lazio a quello del Molise per terminare la carriera dove l’ha iniziata. Ha lavorato in vari quotidiani e periodici (Paese sera, Corriere lombardo, Ore 12, L’Europeo, Annabella, Gente, Radiocorriere). Inviato di politica estera per il GR3 della RAI, ha lavorato a Strasburgo come redattore parlamentare, a New York presso la Rai Corporation, nelle sezioni italiane della BBC a Londra e della Deutschland Funk a Colonia. Pubblicazioni: Il settimanale con Nello Ajello (Ediz. Accademia, Roma 1978); Facciamo un giornale (Edizioni Tuttoscuola, Roma 2001); Il Molise, che farne? (Ed. Cultura & Sport, Campobasso 1996); Post Scriptum, Prediche di un molisano inutile (Bene Comune Edizioni 2006), Gaetano Scardocchia, La vita e gli scritti di un grande giornalista (2008), Moliseskine (Bene Comune Edizioni, 2016). Per le stesse Edizioni è in corso di pubblicazione Fare un giornale, diventare giornalisti, Manuale di giornalismo per studenti, insegnanti e apprendisti comunicatori.

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