Decreto sicurezza bis, assemblea a Termoli

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di Francesco De Lellis

“Siamo nati come un gruppo di ricerca e azione sociale sulla povertà estrema e la tratta di esseri umani. Quando è arrivato il primo decreto sicurezza di Salvini è stato quasi automatico opporci. Ad essere sotto attacco erano proprio le persone con cui lavoravamo tutti i giorni, i poveri, i richiedenti asilo”. Così i volontari de la Città invisibile di Termoli hanno aperto il 23 luglio l’assemblea pubblica sul decreto sicurezza bis, nel loro centro autogestito per senzatetto in piazza Olimpia.

Una cinquantina di persone hanno affollato il cortile esterno della struttura mentre prendeva la parola Claudio Di Pietro, avvocato di ASGI (Associazione studi giuridici sull’immigrazione), che ha esposto i profili tecnici del decreto sicurezza bis, passato alla camera ieri (24 luglio) con la fiducia. “Non si capisce l’urgenza di introdurre questo provvedimento, cosa giustifica la decretazione d’urgenza, visto che lo stesso ministro in conferenza stampa di presentazione ha spiegato che gli sbarchi sono diminuiti”.

Il decreto sicurezza bis prevede in particolare multe fino a un milione di euro per chi viola il diritto di entrare in acque territoriali, una misura espressamente pensata per le organizzazioni che conducono missioni di soccorso in mare. Ma colpisce anche le manifestazioni di protesta, rendendo perseguibile chi accende un fumogeno e reintroducendo il reato di danneggiamento se questo avviene durante un corteo. Non stupisce che tra gli sponsor del provvedimento e autore di uno degli emendamenti peggiorativi ci sia Gianni Tonelli, ex-segretario del sindacato di Polizia SAP, lo stesso che applaudiva agli assassini di Federico Aldrovandi e affermava che la morte di Stefano Cucchi era soltanto colpa del suo stile di vita.

“Hanno distrutto lo stato sociale e costruito uno stato penale”, è stata la sintesi di Italo Di Sabato, dell’Osservatorio sulla Repressione, che ha spiegato il nesso tra le politiche di austerità e la sfilza di decreti sicurezza che hanno caratterizzato tutti i governi (di ogni colore) degli ultimi dieci anni almeno. “Ai problemi sociali si dà una risposta penale. Abbiamo le carceri piene di migranti, tossicodipendenti e poveracci”. Nonostante il calo generale dei reati, la gente ha paura, e quindi bisogna creare un nemico. È così che siamo arrivati a un vero e proprio “movimento reazionario di massa”, a cui la retorica della “legalità” ha dato una spinta decisiva.

Al telefono poi si è collegata un’attivista di Mediterranea Saving Humans, che ha spiegato “Abbiamo voluto essere lì per testimoniare quello che succede. Siamo stati la prima nave battente bandiera italiana a lanciare una missione di monitoraggio e soccorso. Anche se ora le nostre navi sono sotto sequestro vogliamo tornare in mare il più presto possibile. La nostra forza è il grande ‘equipaggio di terra’ di tutte le realtà che ci sostengono in giro per l’Italia”. Sono previste mobilitazioni a Roma per fermare l’approvazione del decreto, che deve essere convertito in legge entro il 13 agosto. Cosa ne pensano i parlamentari molisani? E come voteranno stavolta?

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