Lettera ai sindaci del Molise

lettera ai sindaci del Molise

Sta circolando su facebook una lettera rivolta a tutti i sindaci del Molise a firma Aida Trentalance. Guardala qui

A noi de Il Bene Comune sembrava interessante riportarla per intero.

“Ai Signori Sindaci del Molise

Il Forum si rivolge a Voi nella vostra qualità di Primi Ufficiali Sanitari dei Vostri Comuni e quindi responsabili anche della salute dei vostri amministrati.

Mentre la legge 833 del 1978 Vi conferisce, attraverso la Conferenza dei Sindaci […funzioni generali di indirizzo e verifica assicurando l’effettiva partecipazione di tutti i Comuni del territorio di rifermento…] [….. formulando proposte di indirizzo per la programmazione delle ASL e della Regione…], in occasione della programmazione per la difesa sanitaria dalla seconda ondata della pandemia covid 19 è stata disattesa completamente la proposta di 134 di Voi , concordante con quella del Consiglio Regionale, di creare nel parzialmente dismesso Ospedale Vietri di Larino, un Ospedale dedicato esclusivamente alle cure per i malati colpiti dalla pandemia. Questa programmazione avrebbe evitato le conseguenze della prima ondata della pandemia:le mancate cure ai pazienti con altre patologie, e le gravi ricadute che ne derivano.

lettera ai sindaci del Molise

In questa seconda ondata, le cose sono rimaste immutate come è sotto gli occhi di tutti. Oggi il nuovo Decreto del Primo Ministro vi chiama in causa e riconoscendovi la qualifica di primi responsabili della politica sanitaria del vostro Comune vi attribuisce gran parte delle responsabilità (anche civili e legali) della chiusura di piazze, esercizi commerciali e scuole in base al numero dei contagi e della loro gravità.

Non vi viene data, tuttavia, la possibilità di incidere sulle scelte di prevenzione e cura che spettano alla Regione la quale ha ignorato e forse ignora le vostre proposte.
A Voi quindi inviamo un documento con il quale formuliamo proposte per affrontare in maniera corretta l’emergenza covid 19 nella nostra Regione. Possono sembrare proposte ovvie, ma in realtà cercano di sanare tutte quelle deficienze organizzative e strutturali che non attuate nei giusti tempi hanno ridotto la Sanità pubblica regionale alle condizioni attuali.

PROPOSTA FORUM PER EMERGENZA COVID

L’emergenza COVID sta evidenziando la notevole fragilità della medicina territoriale.
Proprio in questo momento di pandemia occorre una medicina territoriale capace di dare risposte senza la necessità di ricorrere alle strutture ospedaliere.
Se è vero che il 97% dei pazienti positivi risulta essere asintomatica o paucisintomatica, una buona medicina territoriale eviterebbe l’intasamento delle strutture ospedaliere.

LE LINEE DI INTERVENTO PROPOSTE

1) SQUADRE SANITARIE EFFICIENTI

Organizzare subito squadre Sanitarie efficienti che valutino e monitorizzino sul territorio questi pazienti. Fornirle di una diagnostica per immagini e laboratoristica differente da quella delle strutture ospedaliere ed in grado di permettere di fare diagnosi e monitorizzare a domicilio l’evoluzione dei quadri clinici.

Queste unità dovrebbero essere in stretto contatto con gli specialisti di malattie infettive per i protocolli terapeutici che sembrano modificarsi rapidamente nel tempo in assenza di chiari farmaci antivirali efficaci;

2) RINFORZARE LE STRUTTURE

Rinforzare le strutture dei Pronto Soccorsi. Attualmente ci sono enormi difficoltà di gestione per la carenza di capitale umano e, vista l’età media dei dirigenti medici, c’è un reale rischio di chiusura di queste strutture.In periodo covid i Pronto Soccorsi devono evitare che si inquinino gli ospedali e nello stesso tempo devono continuare a dare le risposte per l’emergenza- urgenza per tutte le altre patologie del territorio.

Un buon funzionamento dei Pronto Soccorsi permette agli ospedali di continuare a trattare le patologie abituali del territorio e evita di dover bloccare l’assistenza per tutte le altre patologie come è successo nella prima fase della pandemia.;

3) UNA STRUTTURA AI PAZIENTI COVID-19

Dedicare una struttura ai pazienti pazienti covid 19 positivi differente da quella degli ospedali attuali. Il recupero della struttura di Larino, permetterebbe di ottenere in tempi brevi questo risultato. Oltre al trattamento degli acuti covid potrebbe prevedere ambienti per eventuali quarantene che non possano essere gestite a domicilio e la riabilitazione dei pazienti in fase post acuzie.

Per ciò che attiene al personale si potrebbe ipotizzare, in rapporto alle diverse fasi della pandemia, il trasferimento periodico dagli altri ospedali, di personale medico, infermieristico ed ausiliare in modo da dare supporto a quello presente nella struttura di Larino.

Il problema più grande è rappresentato sicuramente dalla carenza di capitale umano. In assenza di una svolta decisiva con un ripristino e rafforzamento degli organici, né la medicina territoriale, né la medicina ospedaliera potrà riacquistare efficienza e qualità.

Se davvero si vuole rispondere in maniera efficace a questa pandemia ed alle probabili pandemie future, si devono attuare queste linee di intervento.

Giuseppe Piacente9 Posts

Nato a Isernia (IS) nel 1980. Si è trasferito a Roma molto più tardi, laureato in Scienze della Comunicazione, “masterizzato" in Scrittura creativa, ha ricevuto il tesserino da Giornalista pubblicista nel lontano 2008. Ha scritto, redatto, corretto, intervistato, editato, indicizzato e continua ancora a fare tutte queste cose. Vive tra Molise, Lazio e World Wide Web. Il suo blog di cinema: copyisteria.altervista.org

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