Notebook

di Giuseppe Tabasso

Termoli über alles – I Congressi sono ormai una rarità politica quasi del tutto sconosciuta dai partiti italiani. Perciò abbiamo guardato con particolare simpatia il congresso che la Gioventù Federalista Europea di Termoli ha di recente svolto per rinnovare i suoi organismi (eletti Desirè Fortunato, Presidente e Marco Colecchia, Segretario). Il loro nobile obiettivo storico è – hanno ribadito – quello di “sostenere attivamente il progetto degli Stati Uniti d’Europa con una forte presenza sul territorio partendo dalle piccole realtà vicine al cittadino”.
Diciamolo: è bello percepire che sulla Termoli leghista e non proprio europeista, si sentano soffiare consolanti spifferi di Ventotene.

Escamotages“Ho detto che il mio cuore batte a sinistra, non che sono di sinistra”, così ha voluto enigmaticamente precisare Giuseppe Conte. Altro che “convergenze parallele” di morotea memoria. State a vedere che fra poco il cuore di Toma batte a destra però lui non si sente di destra.

Ripopolare il Molise – Leoluca Orlando, sindaco di Palermo, vuole ripopolare l’entroterra siciliano puntando sulle campagne bisognose di lavoro e sui paesi dove si vendono case vuote a un euro. Cita i il caso dei molti siriani stabilitisi con successo sulle Madonìe ridando vita a paesi fantasma. Pensate al Molise che è già sotto i 300 mila abitanti e vanta quattro paesi di origine albanese e tre di origine croata (oltre 16mila corregionali). Pensate se distribuissimo a dovere un po’ di afghani, tunisini, nigeriani e pakistani: diventeremmo la regione italiana, anzi europea etnicamente più poliedrica e virtuosa d’Italia. I nostri sovranisti se ne facciano una ragione: l’Europa è avviata a diventare un melting pot come l’America.

Whatever it takes – Per la terza volta l’autorevole rivista americana “Time” ha inserito Mario Draghi, unico italiano, tra le 100 persone più influenti del mondo. Siamo orgogliosi per un riconoscimento che vale più di cento lauree honoris causa e dal quale l’Italia potrebbe ricavare sostanziali ritorni. Sempre che – whatever it takes – l’influente Draghi si metta a fare anche l’influencer.

Giuseppe Tabasso223 Posts

(Campobasso 1926) ha un nipotino, due figli e una moglie bojanese, sempre la stessa dal 1955. Da pianista dilettante formò una band con Fred Bongusto. A suo padre Lino, musicista, è dedicata una strada di Campobasso. Laureato in lingua e letteratura inglese, è giornalista professionista dal 1954. Nel 2018 è passato dall’Ordine dei Giornalisti del Lazio a quello del Molise per terminare la carriera dove l’ha iniziata. Ha lavorato in vari quotidiani e periodici (Paese sera, Corriere lombardo, Ore 12, L’Europeo, Annabella, Gente, Radiocorriere). Inviato di politica estera per il GR3 della RAI, ha lavorato a Strasburgo come redattore parlamentare, a New York presso la Rai Corporation, nelle sezioni italiane della BBC a Londra e della Deutschland Funk a Colonia. Pubblicazioni: Il settimanale con Nello Ajello (Ediz. Accademia, Roma 1978); Facciamo un giornale (Edizioni Tuttoscuola, Roma 2001); Il Molise, che farne? (Ed. Cultura & Sport, Campobasso 1996); Post Scriptum, Prediche di un molisano inutile (Bene Comune Edizioni 2006), Gaetano Scardocchia, La vita e gli scritti di un grande giornalista (2008), Moliseskine (Bene Comune Edizioni, 2016). Per le stesse Edizioni è in corso di pubblicazione Fare un giornale, diventare giornalisti, Manuale di giornalismo per studenti, insegnanti e apprendisti comunicatori.

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