Fare le idee: a Campobasso workshop sulla digital fabrication

innovazione

Si è svolto lo scorso 3 gennaio presso la Sala della Costituzione della Provincia di Campobasso, il primo 1° Digital Fabrication Symposium and Lab dedicato ad alcune esperienze tecnologiche che stanno ridefinendo il paradigma della produzione e dell’innovazione come la digital fabrication, la stampa 3D e l’internet delle cose.

L’incontro, organizzato da Nova Project Management e GNA Molise, ha avuto come pubblico non solo una parte del mondo imprenditoriale molisano, quella più attenta ed aperta all’evoluzione dei linguaggi e dei processi produttivi, ma anche curiosi ed interessati che si sono confrontati con i numerosi temi che hanno costituito l’impalcatura degli interventi che si sono susseguiti per tutta la giornata. Carmine del Rosso e c hanno animato la prima parte, più introduttiva, dell’evento, ragguagliando in maniera puntuale su quelle che sono le numerose possibilità tecniche e imprenditoriali che scaturiscono da questa “nuova rivoluzione industriale”, dalle ricadute economico-sociali sul territorio, introducendo concetti che da qualche anno non sono più ad appannaggio di pochi esperti del settore, come i Fab-Lab e le start up, la possibilità di creare una nuova filiera produttiva grazie all’utilizzo di tecnologie come Arduino e stampanti 3D fino all’ottima relazione sul crowdfunding del commercialista Angelo Pece, uno dei nuovi metodi di finanziamento nato grazie alla rete.

Nella sessione pomeridiana il focus si è spostato, dopo una breve coda al discorso mattutino durante la quale si è discusso di economia reale e sistemi bancari più o meno all’avanguardia, sulle possibilità concrete di queste nuove tecnologie: grazie alla sinergia con l’Atelier Marvè di Marisa Vecchiarelli, è stato realizzato un vero e proprio abito con un web server indossabile su collier in pizzo 3D printed che ha sbalordito i presenti anche grazie alla possibilità di gestione da remoto tramite smartphone. Lo stesso Paolo Aliverti ha poi spiegato il funzionamento della stampante 3D presente in sala realizzando dal vivo un piccolo bracciale, piccolo segno delle potenzialità notevoli che questa tecnologia mette a disposizione di una fetta sempre più ampia di fruitori. Fruitori, investitori, imprenditori, talenti creativi che hanno bisogno di non restare a guardare, ma partecipare attivamente come “makers” a questa sfida che l’evoluzione tecnologica ci pone di fronte, una nuova, forse possibile, risposta anche al collasso del nostro sistema economico.

Michele Colitti21 Posts

Nato a Campobasso nel 1985, ha studiato Media e Giornalismo presso l'Università "Cesare Alfieri" di Firenze. Collabora con la rivista "Il Bene Comune" dal 2010. Giornalista pubblicista dal 2014.

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