Il discorso del Presidente – Il neo populismo ed il neoisolazionismo di Donald Trump

donald trump

Di fronte ad una folla immensa (900 mila persone circa), assediatasi lungo la strada principale di Washington, che porta al Campidoglio, il Presidente Trump – che vestiva panni abbastanza dimessi, con una cravatta rossa, con affianco la sua bellissima Melania (una slovena che aveva calcato gli scenari dell’alta moda) è stato anche il Trump dei discorsi elettorali pronunciati vittoriosi, contro Hillary Clinton.

Lo guardavano tutti stupiti e qualche volto incontrollatamente inquieto, come quello di Obama e della sua bellissima consorte Michelle, vestiti impeccabilmente come è di obbligo per gli inquilini della Casa Bianca. Ma non mancavano diecine e diecine di migliaia di persone che protestavano rumorosamente, chiassosamente nelle strade di Washington, tanto che alcune di esse sono state arrestate dalla polizia.

Monumentale la scenografia: il colonnato capitolino, la cupola capitolina, con la presenza di tutti i maggiori responsabili dell’establishment americano ed in presenza della grande sconfitta – che per la verità sconfitta non fu – avendo superato Trump con due milioni di voti – Illary Clinton e il marito Bill Clinton, che pur nella, abbastanza apparente, crisi elettorale, dovuta alla sconfitta elettorale, dimostravano pur sempre una grande fierezza di comportamento quasi a dire al popolo americano, guardate che ci siamo anche noi. Trump appariva per la verità non come un attore trionfale, ma, anzi, piuttosto modestamente, salutava le persone, moderava i termini, pur essendo forte ed irretrattabile la volontà di mantenere l’impegno assunto con i comizi elettorali : “l’America deve essere per l’America”; “io compro ed assumo americani”.

Niente più industrie straniere che si collochino nell’interno dell’area statunitense. Forza e determinazione irretrattabili lungo i confini con il Messico e il resto del mondo.
Il sogno americano di Trump rimane il sogno di una frontiera illimitata, contrariamente a quanto aveva assunto Kennedy, seguito da molti americani. Questo cosa comporterà per l’Europa e gli Stati Uniti d’America, una recrudescenza dell’isolazionismo americano e di molte parti dell’Europa, molto al di là dall’essere unita, dove scetticismo, Brexit , sono in agguato, anche da parte di altre nazioni europee, problema, questo, aggravato da imponenti ed irresistibili fenomeni della integrazione, della immigrazione e del collegamento di nuove forze extraeuropee nel tessuto interno dei popoli europei, la cui stabilità e serenità è costantemente minacciata dai feroci rigurgiti dell’islamismo integrale, fanatico ed irriducibile.

Ma la cosa più inquietante dell’intervento del neo Presidente USA è la scarsa, o la nulla, considerazione verso le grandi problematiche dell’ambiente, che esigerebbero la riduzione dei gas tossici, ponendo, così, l’America quasi in concorrenza, e non è un caso, con i grandi responsabili dell’affaticamento ambientale che è la Cina moderna.
Ed, oggi, centinaia di migliaia di donne hanno sfilato per tutto il mondo da New York a Montreal, da Copenhagen a Firenze, da Città del Messico a Londra, per protestare contro la politica di Trump molto anodina e contraria alle donne.

La situazione, quindi, è complicata, non vogliamo per carità seguire l’allarme di Sergio Romano il quale sostiene che addirittura in America potrebbe esserci una nuova guerra civile (come quella dell’ottocento e della prima parte del novecento), certo si è che c’è da rimanere inquieti.
Staremo a vedere, mentre ci riserviamo di commentare l’evoluzione dello scenario mondiale.

Franco Cianci12 Posts

Nato ad Agnone (Is). Studi classici al Liceo Mario Pagano di Campobasso. Avvocato da circa 60 anni, Consigliere dell'Ordine degli avvocati di Larino per vent'anni e Presidente del Consiglio dell'Ordine dal 1990 al 1996. E' Stato Consigliere Comunale nel comune di Termoli e Consigliere Regionale dal 1975 al 1980. E' stato consigliere Consigliere Nazionale del PLI, ha ricoperto la carica di Governatore per il Rotary Club International e scrive costantemente articoli di politica e di cultura varia su riviste e giornali nazionali e locali (cartacei ed online).

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