La logica di Pisapia

Giuliano Pisapia con Pier Luigi Bersani durante la manifestazione "Insieme, nessuno escluso", convocata da Campo Progressista, in Piazza SS. Apostoli, Roma, 1 luglio 2017.  ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

“Con questa legge elettorale sfidiamo il PD” tuona Pisapia. Tradotto: se c’è una legge elettorale proporzionale (come sostanzialmente è quella risultante dalla sentenza della Corte Costituzionale) presenteremo una nostra lista. Se invece si tornasse a qualche forma di maggioritario con le coalizioni saremmo alleati del PD anche alle elezioni.
 In sintesi Pisapia non è alternativo al Pd, ripropone il centrosinistra (immancabile citazione Prodi), e presenterà una lista autonoma per poi allearsi con il PD.
 Niente di nuovo: e’ quello che facevano fino al 1992 PSDI, PRI, PLI, PSI alleati nel pentapartito con la DC.

L’obiettivo di Pisapia, e il compito che il grande sponsor Repubblica gli assegna, è quello di rimettere insieme e riportare all’ovile l’elettorato deluso o infastidito da Renzi.
 Per questo ritengono più utile una lista autonoma dei fuoriusciti del PD che la presenza nella lista del Pd renziano. 
Ovviamente rivedrebbero la propria posizione immediatamente in caso di ritorno a una legge elettorale coalizionale. 
Questa rispettabilissima linea politica non ha nulla a che fare con il progetto di una sinistra autonoma, alternativa al PD, popolare e radicale, con un programma antiliberista in rottura con le politiche condivise da centrodestra e centrosinistra negli ultimi 25 anni.

Bisogna con pazienza e nettezza farlo capire alle persone che scambiano il proprio desiderio di una sinistra più forte con la realtà.
 Le dichiarazioni di Pisapia così sono state commentate con un entusiastico tweet da Francesco La Forgia di Art1-MDP:
@giulianopisapia ha detto parole che gli elettori di sinistra vorrebbero ascoltare: alternativi alle destre e discontinui rispetto al PD. Dunque la logica di Pisapia è anche quella del partito di Bersani e D’Alema: non sono alternativi al Pd ma semplicemente “discontinui”. 
Come ripeto da mesi continuare ad alimentare l’idea che con questi interlocutori si possa costruire una lista unitaria alternativa al PD serve solo a creare confusione.

Fonte: Rifondazione.it

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