A scuola di Open Coesione

articolo 2

di Marinella Ciamarra

Si è svolto giovedì 8 febbraio, presso la Sala della Costituzione di Campobasso, organizzato dal Liceo “G.M.Galanti” del capoluogo molisano, il primo dei due eventi relativi ad un progetto didattico nazionale estremamente interessante, che coinvolge gli Istituti superori, nato da un accordo tra il Dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica e il MIUR.
Il progetto, che si chiama ASOC – A Scuola di OpenCoesione – consiste nella realizzazione di attività di monitoraggio civico dei finanziamenti pubblici attraverso l’impiego delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione.
Gli Istituti Superiori partecipanti in tutta Italia sono circa 200, in Molise sono 7 quelli coinvolti, di cui 4 nel capoluogo molisano.
Gli studenti della classe 4^A del Liceo Statale “G.M.Galanti”, in particolare, organizzatori del convegno, hanno scelto, aderendo al progetto ASOC, di monitorare i finanziamenti pubblici che sono destinati al completamento del percorso pedonale del terminal degli autobus extraurbani di Campobasso, opera notoriamente incompiuta, la cui realizzazione si trascina da 25 anni, tra intoppi di natura amministrativa, lievitazione dei costi e richiesta di sempre nuovi finanziamenti.
Il Liceo “G.M.Galanti” partecipa per la terza volta al progetto e, lo scorso anno, ha ottenuto una menzione speciale per la scrittura dell’articolo di data journalism, incentrato sullo studio statistico dei dati, prevista nella terza fase, qualificandosi al 13° posto tra le 196 scuole partecipanti.
Il nome dato dagli studenti, persone in cammino verso il futuro, al loro team, è “Walking people”, che esprime la loro volontà di essere realisticamente promotori del cambiamento, visto che, con il loro impegno e con la loro tenacia, sperano di contribuire al completamento di un’opera di cui beneficerà l’intera collettività.
Il convegno è stato realizzato dal team Walking people del Liceo “G.M.Galanti” di Campobasso in occasione della Settimana dell’Amministrazione Aperta (SAA) che si è tenuta dal 5 all’11 febbraio 2018 ed ha coinvolto amministratori, cittadini, esperti, alunni e docenti.
L’obiettivo è stato quello di promuovere la cultura e la pratica della trasparenza, della partecipazione e dell’accountability nelle amministrazioni pubbliche e, di conseguenza, la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.
Del progetto ASOC abbiamo parlato con la referente del Liceo “G.M.Galanti”, Antonella Pasquale, la quale ci ha spiegato come la grande valenza formativa del percorso viene dal suo carattere interdisciplinare. I contributi al suo svolgimento, infatti, sono dati dal docente di italiano, il quale insegna le diverse tecniche di scrittura, anche quelle in uso sui social network che i ragazzi frequentano per dare visibilità alla ricerca di monitoraggio; dal docente di matematica, che insegna a raccogliere dati e a compierne uno studio statistico; dal docente di scienze umane, che insegna come si utilizzano le tecniche di ricerca quantitativa e qualitativa; dal docente di arte, che guida i ragazzi nella cura della veste grafica dei prodotti multimediali.
L’ottica pluridisciplinare consente ai ragazzi da un lato di applicare in contesti concreti le conoscenze apprese a scuola (sviluppando le tanto inseguìte e pluricitate “competenze”, fiore all’occhiello di una scuola che si collochi in un’ottica moderna ed europeista) e, dall’altro, consente agli insegnanti di porre in essere la strategia didattica della ricerca-azione: di fatto, il progetto prende le mosse da una domanda alla quale gli studenti, nel corso dell’anno, sono chiamati a dare risposta. Tutto il lavoro di ricerca, raccolta e rielaborazione di dati e informazioni serve proprio a studiare la situazione problematica di partenza e a fornirle una soluzione.
ASOC – continua la professoressa Pasquale – unisce educazione civica (perché permette ai ragazzi di interiorizzare l’idea che la democrazia è partecipazione e che la partecipazione si sostanzi anche in attività di verifica e di controllo di come vengono spese le risorse pubbliche); promuove competenze digitali (perché le attività di monitoraggio civico dei finanziamenti pubblici vengono realizzate attraverso l’ausilio delle nuove tecnologie informatiche); implementa competenze statistiche e data journalism (per monitorare l’andamento dei progetti, i ragazzi raccolgono dati, li analizzano, li interpretano, rielaborandoli e rappresentadoli graficamente, con gli strumenti della matematica e della statistica e se ne servono per scrivere un articolo di data journalism); favorisce competenze trasversali, quali sviluppo di senso critico, problem-solving, abilità interpersonali, lavoro di squadra.
Fra le molteplici attività previste nel progetto ci sono: la scrittura di un report (pubblicato sulla piattaforma ASOC, contenente i blog delle singole scuole partecipanti) al termine di ciascuna delle cinque fasi in cui l’intero percorso si articola; un articolo di data journalism; un report di monitoraggio sulla piattaforma “Monithon”, iniziativa indipendente di monitoraggio civico, aperta a tutti coloro che vogliono conoscere e valutare sul campo come vengono spesi i fondi pubblici in Italia. Il progetto, inoltre, prevede l’organizzazione di due eventi pubblici che hanno lo scopo di sensibilizzare la cittadinanza rispetto al tema scelto; incontri con istituzioni, esperti e autorità coinvolti nella realizzazione dell’intervento monitorato; la creazione di prodotti multimediali che permettono agli alunni di confrontarsi con tecniche di comunicazione e storytelling.
Come hanno sottolineato Carmela Basile, responsabile del centro Europe Direct del Molise, che nell’ambito del progetto ASOC supporta le scuole nella realizzazione della propria ricerca di monitoraggio e la professoressa Anna Di Monaco, dirigente del Liceo “G.M.Galanti”, l’amministrazione aperta – o open government – è un modello di amministrazione che cerca di rendere procedimenti e decisioni più trasparenti e aperti alla partecipazione dei cittadini.
Il convegno, svolto in un’affollatissima sala della Costituzione, ha costituito l’occasione, da parte del giovane team Walking people, di sensibilizzare la cittadinanza rispetto al grave problema dello spreco di denaro pubblico investito in opere mai portate a termine e al tema, strettamente collegato, dei trasporti e della mobilità. Fondamentale il contesto di riferimento, e cioè la Settimana dell’Amministrazione Aperta (SAA) visto che, come sottolineato dagli studenti, l’apertura delle istituzioni può essere garantita solo dalla trasparenza delle informazioni e i cittadini hanno il diritto di accedere a tutte le informazioni necessarie a conoscere il funzionamento e l’operato delle pubbliche amministrazioni.
Senza dubbio, una spinta in questa direzione è resa possibile dall’Istat, l’Istituto di ricerca che, come ha ricordato Patrizia Grossi, responsabile Istat dell’ufficio territoriale per l’Abruzzo e il Molise, diffonde la cultura statistica in Italia e fornisce ai cittadini gli strumenti indispensabili per interpretare i dati, leggerli ed utilizzarli come chiavi di lettura della realtà, mettendoli nelle condizioni di esercitare il loro diritto di cittadinanza, di prendere decisioni consapevolmente e responsabilmente, sia in forma individuale che collettiva.
Trasparenza della pubblica amministrazione significa responsabilità degli amministratori, tenuti a rendere conto dei risultati raggiunti nell’esercizio delle loro funzioni mediante l’impiego di risorse finanziarie pubbliche. È su questo aspetto che si è soffermato Pietro De Matteis, responsabile del nucleo per la ricerca economica della filiale di Campobasso della Banca d’Italia, il quale ha esposto in sintesi gli esiti dell’analisi economica compiuta in Molise sulla base dei dati di Opencoesione (il portale sugli interventi finanziati dalle politiche di coesione in Italia, che ne rende nota l’attuazione mediante la pubblicazione di dati su risorse assegnate e spese, localizzazioni, ambiti tematici, soggetti programmatori e attuatori, tempi di realizzazione e pagamenti dei singoli progetti).
De Matteis ha concluso il suo intervento sottolineando come molte delle risorse destinate a finanziare progetti nella nostra regione sono state impiegate in un’ottica clientelare, invece di dare impulso ad un reale sviluppo del territorio.
Al convegno ha preso parte anche Rossana Venditti, sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale dei minorenni di Campobasso. Il magistrato ha spiegato la peculiarità, nell’amministrazione, di un particolare campo della giustizia, quello penale, in cui è necessario contemperare il principio della pubblicità con quello della segretezza. Questa va perseguita nella prima fase dell’intero procedimento, quella delle indagini preliminari, per due ordini di ragioni: innanzitutto, per evitare forme di inquinamento probatorio e di interferenze dall’esterno che potrebbero incidere sull’obiettività della decisione del giudice; in secondo luogo, per salvaguardare la dignità e la reputazione dell’indagato. L’obbligo del segreto e il divieto di pubblicazione di atti e immagini, dunque, trova fondamento nella necessità di non compromettere il corretto svolgimento del processo e il diritto delle persone in esso coinvolte al rispetto della propria riservatezza. La fase successiva, quella del dibattimento vero e proprio, al contrario, è pubblica. È in questa fase che il controllo sociale interviene nell’amministrazione della giustizia penale nella forma dell’obbligo di testimonianza e della presenza, nei casi previsti dalla legge, della giuria popolare che, di fatto, collabora alle decisioni contenute nelle sentenze.
Il progetto ASOC costituisce davvero un valido strumento di crescita da parte degli studenti e non solo. La ricerca di monitoraggio compiuta dai protagonisti di “A scuola di Opencoesione” dà un contributo notevole alla pratica della trasparenza, nella misura in cui consente a giovani cittadini di controllare come vengono utilizzate le risorse pubbliche e, in questo modo, permette di dare un esempio alla cittadinanza di impegno civile, tutela, onestà, democrazia dal basso, partecipazione popolare.

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