Lotterie politiche/Come perdere il biglietto vincente

Era fatale che nella “società del rancore” descritta dall’ultimo Rapporto Censis, le elezioni diventassero una Lotteria e che qualcuno buttasse nella spazzatura il biglietto vincente.

E’ capitato in Molise alla candidata leghista Aida Romagnuolo che, alla disperata ricerca di un seggio, aveva abbandonato la stellare galassia grillina per salire sicura sul carroccio molisano.  Invece, a nulla è valso l’essersi spesa sotto le insegne di Pontida per diffondere il verbo del Nord nel Sud nostrano. E ora, per meditare sul più imperdonabile errore della sua tormentata vita politica, Aida si è chiusa in una delusion room per elaborare il lutto del suo mancato ingresso a Montecitorio. La Camera dei deputati, orfana di cotanta presenza, si sta attrezzando. Ma non tutto è perduto: all’inconsolabile militante salviniana rimane la speranza di un caritatevole soccorso nelle regionali del 22 aprile. Una data che rappresenta l’ultima spiaggia della sua carriera politica. A noi che per mestiere dobbiamo osservare cose, personaggi e debolezze di questo nostro tenero lembo di terra italiana, una nuova bocciatura di Aida sarebbe una vera perdita.

Ci ritroveremmo come un Travaglio senza Renzi o un Crozza senza Razzi. Non vorremmo perciò che non accada quello che la stessa Aida raccontò nella sua autobiografia: essersi candidata per ben due volte a Sindaco del suo paese e non esserci mai riuscita per un maleficio da lei attribuito a un fattore che non ha riscontri nella storia elettorale di tutti i tempi: “L’invidia delle zitelle!” (testuale). C’è perciò da temere che il 22 aprile, nubilati perdurando, il Fattore Z possa colpire ancora per mano del temibile “Clan delle Invidiose”. Ci appelliamo dunque al buon cuore dei molisani augurandoci che questa volta i desideri della Romagnuolo siano finalmente premiati.

Anche se, com’è noto, il treno dei desideri all’incontrario va.

Giuseppe Tabasso181 Posts

(Campobasso 1926) ha un nipotino, due figli e una moglie bojanese, sempre la stessa dal 1955. Da pianista dilettante formò una band con Fred Bongusto. A suo padre Lino, musicista, è dedicata una strada di Campobasso. Laureato in lingua e letteratura inglese, è giornalista professionista dal 1954. Nel 2018 è passato dall’Ordine dei Giornalisti del Lazio a quello del Molise per terminare la carriera dove l’ha iniziata. Ha lavorato in vari quotidiani e periodici (Paese sera, Corriere lombardo, Ore 12, L’Europeo, Annabella, Gente, Radiocorriere). Inviato di politica estera per il GR3 della RAI, ha lavorato a Strasburgo come redattore parlamentare, a New York presso la Rai Corporation, nelle sezioni italiane della BBC a Londra e della Deutschland Funk a Colonia. Pubblicazioni: Il settimanale con Nello Ajello (Ediz. Accademia, Roma 1978); Facciamo un giornale (Edizioni Tuttoscuola, Roma 2001); Il Molise, che farne? (Ed. Cultura & Sport, Campobasso 1996); Post Scriptum, Prediche di un molisano inutile (Bene Comune Edizioni 2006), Gaetano Scardocchia, La vita e gli scritti di un grande giornalista (2008), Moliseskine (Bene Comune Edizioni, 2016). Per le stesse Edizioni è in corso di pubblicazione Fare un giornale, diventare giornalisti, Manuale di giornalismo per studenti, insegnanti e apprendisti comunicatori.

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