A Campobasso presentazione de Il tempo delle tagliole di Flavio Brunetti

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di Flavio Brunetti

Domani venerdì 23 marzo 2018 – alle ore 19 a Campobasso, presso la Sala AxA di Palladino Company, in via Colle delle Api 170, si terrà l’evento di presentazione del libro “Il tempo delle tagliole” di Flavio Brunetti.

L’evento avrà un’impronta marcatamente sinestetica, con letture dal vivo a cura dell’autore, sessioni musicali e analisi critiche. Coordinerà l’evento lo scrittore e critico Luigi Fabio Mastropietro, con l’intervento di Valentino Campo, poeta e direttore di Poietika. Parteciperanno inoltre con sessioni musicali d’epoca i compagni di strada dell’autore negli anni 60: Pierluigi Armagno (tastiera), Giacomo Raimondo (chitarra solista), Riccardo Izzo (chitarra accompagnamento), Peppino Devivo (percussioni e voce dei Devils) e Goffredo
Gioia (voce dei Devils). A proposito del libro, Luigi Fabio Mastropietro ha scritto:

Il tempo delle tagliole è il tempo della fuga dentro l’aurora ardente della vita. Il tempo prematuro che ogni uomo ha vissuto se ha avuto la ventura di nascere alle nostre latitudinie non morire sotto le bombe che a queste stesse latitudini fabbrichiamo appositamente per i cuccioli d’uomo nati altrove. Il tempo delle tagliole fa giustizia dell’ipocrita vulgata dell’infanzia rubata dalle stesse mani di chi ti chiede di soccorrerla. E lo fa con un piccolo miracolo, perché ti ricongiunge con qualcosa che credevi definitivamente morto e sepolto. Già dalle prime pagine, scopri che la ferita della giovinezza non si è mai cicatrizzata veramente e continua a gettare sangue in fondo alla tua anima. E allora senti di nuovo il sapore abbagliante del tuo sangue. Il perduto sapore elettrico della preda a caccia di un mondo ancora infinitamente possibile eppure così definitivamente impossibile. Ma Il tempo delle tagliole non è solo il prepotente riemergere del rimosso dall’abisso della coscienza di una intera generazione. È anche una potente allegoria del rito di passaggio e della liturgia del controllo sociale.

La tagliola di ferro per la carne e il sangue dell’animale è la tagliola della colpa per lo spirito dell’innocente. Il volo della rondine precipitato nel miraggio della redenzione. Ancora una volta e per sempre le antiche e immutabili leggi dell’Asy lumgovernano il mondo. Dal panopticon settecentesco all’istituzione totale della società dello spettacolo, nulla è cambiato. Solo il Guardiano è un po’ invecchiato, ma nessuno ancora lo guarda negli occhi. Forse perché non hai più occhi per vedere, ma solo per guardare. E forse per questo, alla fine scopri che quelle mura e quei cortili, quelle grida soffocate e quelle solitudini smembrate, sono dovunque, in cielo e in terra. Il seminario e la caserma, il carcere e l’ospedale non sono lì fuori, da qualche parte, in cima alla collina o al centro della città, ma sono dentro di te. Quella fabbrica del dolore con le finestre murate sei tu.”

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