Governo al cloroformio e deriva razzista/Toma è una sfinge. E le (5) stelle stanno a guardare

testata sblog tabassoLa consigliera regionale Romagnuolo propone a Toma l’elargizione di un bonus di 1.500 euro dal 1° gennaio a favore di “famiglie vulnerabili in attesa di un figlio”. L’iniziativa è più che lodevole. Anzi, considerato che il numero medio di figli delle donne molisane è ridotto a 1,19 e che i Punti Nascita rischiano la chiusura, il bonus potrebbe essere tranquillamente duplicato data l’esiguità dell’importo complessivo.

La proposta della leghista ha però una coda (In cauda venenum): “Voglio precisare e sottolineare che a beneficiare del bonus dovranno essere prima e innanzitutto le famiglie molisane”.
Da questo “precisare e sottolineare, prima e innanzitutto”, si capisce subito che se una vulnerabile famiglia in attesa di un figlio ha una pelle diversa, il bonus è una “pacchia” da dimenticare.
Pare la foto scattata dal Rapporto Censis 2018 che mostra un’Italia in trincea, incattivita e rancorosa che ha sdoganato pulsioni inconfessabili come la xenofobia e il razzismo. («Sono diventati normali opinioni e comportamenti indicibili solo fino a qualche tempo fa» si legge infatti nel Rapporto).
Viene in mente la sindaca leghista di Lodi che tentò di separare i bambini “diversi” dalla mensa di una scuola elementare. Una vergogna che alla cittadina lombarda fece perdere una dignità poi ritrovata grazie a una sana reazione popolare di buonsenso civico.
A proposito di buonsenso, i giornali hanno riportato, senza commenti, queste ineffabili parole finali della Romagnuolo: ”La rivoluzione del buonsenso mia e di Salvini esige che dalle parole, si passi subito ai fatti”. Non ridete: sono solo parole in libertà sull’incesto tra buonsenso e nonsenso. Si commentano da sole.

***

Alla luce di una situazione demografica agonizzante, la proposta leghista è comunque sacrosanta e indifferibile. Ma per il presidente Toma e per i 5stelle, diventa una sfida politica. Se la sentiranno cioè di approvarla come pretende la spavalda collega? O avranno il coraggio di denunciarne la natura razzista a dispetto degli equilibri politici interni? La posta in gioco è di quelle che fanno la differenza. Anzi per la maggioranza sarebbe un’occasione per rimediare in qualche modo all’immagine di governo al cloroformio.
Umberto Berardo, uno dei più attenti osservatori della realtà molisana, ha firmato su questo sito un documentato articolo dal titolo “Finora solo dichiarazioni d’intenti” che elenca la serie buoni propositi e di annunci elettorali rimasti senza alcun seguito.
Insomma, dopo battage elettorali che figuravano una palingenesi storica del Molise e dopo otto mesi di (in)attività di governo, le prove sono finite. Il presidente Toma non può continuare a fare la sfinge incastrata tra due finti alleati di governo: è arrivata per lui l’ora di mandare qualche dignitoso segnale di vita.
Per esempio rifiutando l’abbraccio mortale della deriva razzista che serpeggia tra i banchi della sua maggioranza.

Postilla* Questa nota è datata 10 dicembre 2018, 70ª anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.

Giuseppe Tabasso130 Posts

Nato a Campobasso nel 1926, laurea in lingua e letteratura inglese, ha iniziato la carriera giornalistica in vari periodici (Gente, L’Europeo, Radiocorriere). Inviato speciale di politica estera al GR3 della Rai, ha seguito dal 1976 i massimi eventi internazionali e 13 viaggi di Giovanni Paolo II all’estero. Ha lavorato a Strasburgo come redattore parlamentare, a New York presso la Rai Corporation, a Londra e a Colonia per le sezioni italiane della BBC e della Detuschland Funk. Pubblicazioni: Il settimanale con Nello Ajello (Ediz. Accademia, Roma 1978); Facciamo un giornale, Manuale di giornalismo per studenti, insegnanti e apprendisti comunicatori (Edizioni Tuttoscuola, Roma 2001); Il Molise, che farne? (Ed. Cultura & Sport, Campobasso 1996); per le Edizioni Il Bene Comune: Post Scriptum. Prediche di un molisano inutile (2006); Gaetano Scardocchia, La vita e gli scritti di un grande giornalista (2008), Molise, anno zero (2009) e Moliseskine (2016); per l’Editrice Filopoli, Mol(is)eskine (2013); Gli Esuli. Tra il mito di Abramo e di Ulisse (in Campobasso capoluogo del Molise, Vol. III, Palladino Editore). Ha diretto con Tarquinio Maiorino il mensile Molise (1992/3).

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