I giovani e l’ecologia/Cari ragazzi, vi racconto di chi è figlia Greta e chi c’è dietro di lei

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nell'articoloDa Campobasso al Pakistan, il successo dei Fridays for Future ha scosso il mondo e in Italia è arrivato subito un primo risultato con la proposta, rinverdita da Enrico Letta, di abbassare a 16 anni l’età degli aventi diritto al voto. Se si pensa che nel secolo scorso i giovani erano il doppio dei vecchi mentre oggi sono la metà, la proposta è perfino ritardataria. Il traguardo però è ormai vicino. Domenica scorsa in Austria, dove votano anche i sedicenni, i Verdi hanno guadagnato ben 10 punti, tanti quanto ne ha persi l’ultradestra antieuropeista. Brutto segno per i negazionisti italiani e per i loro giornali che ce l’hanno con quella “rompiballe” di Greta, una “smorfiosetta che i genitori avrebbero dovuto sculacciare”. Invece a sculacciare il mondo sono ormai milioni di rompiballe e di whistleblower che soffiano fischietti per fermare il gioco sporco.

Chi c’è dietro Greta? A sentire i negazionisti, dietro di lei ci sono complotti e chissà quali oscuri interessi politici ed economici. In realtà dietro c’è una cultura molto svedese. Greta è figlia di socialdemocratici ambientalisti come Goran Persson che salì al potere con lo slogan: “Dobbiamo essere i primi a creare una società basata sui principi dell’ecologia”. E’ figlia di Olof Palme, negoziatore ONU ucciso in un attentato, un grande leader che a un Congresso di giovani socialdemocratici, accusò gli Stati Uniti di “ecocidio”. La lotta ambientalista vanta uomini come il sindacalista brasiliano Chico Mendes difensore dell’Amazzonia, ucciso nel 1988. “Pensavo di lottare per salvare alberi della gomma – scrisse – invece lottavo per salvare l’umanità. Sono diventato ecologista molto prima di aver sentito questa parola”. Greta insomma ha alle spalle grandi esempi, da Barry Commoner che fondò l’ambientalismo americano ad Alex Langer che fondò quello italiano.

E ora? A questo punto, l’enorme successo dei movimenti ecologisti pone loro problemi di natura politica. Solo a pensare che l’ambientalismo o è sovranazionale o non è, già sono da escludere apparentamenti con forze sovraniste. I Verdi del resto dicono da sempre che la transizione ecologica va di pari passo con la lotta alle diseguaglianze e al cambiamento del sistema consumista. E infine, Chico Mendes sosteneva che se l’ecologia non è anticapitalista è giardinaggio.

*Postilla – Cari ragazzi, so che non inciampate in blog come questo scritto da uno che, per anagrafe, schedate tra coloro che hanno inguaiato Madre Terra, tuttavia non dispero di uncinare qualcuno di voi. Se non altro per essere da tempo un perfetto “gretino”.

Giuseppe Tabasso122 Posts

Nato a Campobasso nel 1926, laurea in lingua e letteratura inglese, ha iniziato la carriera giornalistica in vari periodici (Gente, L’Europeo, Radiocorriere). Inviato speciale di politica estera al GR3 della Rai, ha seguito dal 1976 i massimi eventi internazionali e 13 viaggi di Giovanni Paolo II all’estero. Ha lavorato a Strasburgo come redattore parlamentare, a New York presso la Rai Corporation, a Londra e a Colonia per le sezioni italiane della BBC e della Detuschland Funk. Pubblicazioni: Il settimanale con Nello Ajello (Ediz. Accademia, Roma 1978); Facciamo un giornale, Manuale di giornalismo per studenti, insegnanti e apprendisti comunicatori (Edizioni Tuttoscuola, Roma 2001); Il Molise, che farne? (Ed. Cultura & Sport, Campobasso 1996); per le Edizioni Il Bene Comune: Post Scriptum. Prediche di un molisano inutile (2006); Gaetano Scardocchia, La vita e gli scritti di un grande giornalista (2008), Molise, anno zero (2009) e Moliseskine (2016); per l’Editrice Filopoli, Mol(is)eskine (2013); Gli Esuli. Tra il mito di Abramo e di Ulisse (in Campobasso capoluogo del Molise, Vol. III, Palladino Editore). Ha diretto con Tarquinio Maiorino il mensile Molise (1992/3).

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