Una partenza frenata

di Anna Maria Di Pietro

Giovedì scorso, a Larino, presso la Casa di Formazione Diocesana San Giovanni XXIII, su invito e per iniziativa del Vescovo di Termoli Gianfranco De Luca e del Sindaco di Larino Giuseppe Puchetti, si è tenuta un’assemblea di Sindaci e amministratori per discutere delle emergenze del Basso Molise, al fine di delineare possibili azioni condivise. Abbiamo sentito Giancarlo Graziaplena, ex amministratore del Comune di San Martino in Pensilis, che era presente all’incontro

Quali temi sono stati affrontati e qual è stato lo scopo
dell’incontro?

Si è discusso sui temi legati alle problematiche del nostro territorio: spopolamento, infrastrutture, trasporti, sanità, mancanza di lavoro, risorse mal gestite e altre criticità. Lo scopo era quello di fare il punto e trovare una strategia per giungere a una soluzione condivisa, con il tentativo di creare una sorta di “gruppo di pressione” per portare le problematiche individuate durante il confronto al cospetto dei livelli politici/istituzionali superiori, sia regionali che parlamentari.

Chi era presente all’incontro?

All’incontro erano presenti sindaci ed amministratori, la maggior parte dei quali, almeno così mi è parso, appartenenti alle rispettive maggioranze consiliari. Le minoranze, se presenti, lo erano in un numero sparuto; può darsi non siano state invitate o, forse, hanno declinato l’invito.

Qual è stata la sua percezione?

L’incontro è stato ben pensato perché le emergenze sul territorio sono tante, urgenti e condivise! Poter discutere delle problematiche dell’area basso-molisana in maniera congiunta con chi concretamente governa queste realtà, infatti, è stato ciò che a mio giudizio ha fatto la differenza anche se, devo dire, il tutto è giunto con un certo ritardo.

Dunque, è stato un incontro fruttuoso…

L’incontro è stato a suo modo fruttuoso anche se, tuttavia, ha palesato limiti notevoli in quanto ha completamente disatteso un secondo step che pure era previsto: “trovare una strategia per giungere a una soluzione condivisa”. Evidenti limiti di carattere esperienziale, generazionale, forse di competenza e certamente di campanile, l’hanno impedito. Tant’è che alla vivace e corposa discussione, non mi pare sia poi seguita nessuna azione concreta. Qualcuno si era preso l’incarico di stilare un documento conclusivo che, in verità, non so se alla fine sia seguito.

Quindi, lei fa intendere che non si è deciso nulla…

Non si è deciso nulla di importante.

Ci saranno altri incontri?

Questo lo auspico anche perché, se ciò non accadesse, questa mancanza renderebbe vano quanto di buono fin qui si è fatto, cioè l’analisi, che non è poca cosa! In più, ritengo vitale per i nostri destini che i sindaci imparino a fare squadra! E come imparare a farlo se non incontrandosi con una certa sistematicità? Ritengo, infatti, che le nostre popolazioni siano tra le più anestetizzate dello “stivale” e in quanto tali caratterizzate da una scarsissima propensione alla reattività. Ti chiudono un reparto ospedaliero? Silenzio! Chiudono un intero ospedale, tribunale o importante ufficio amministrativo? Silenzio! È importante che i ‘primi cittadini’ trovino la maniera di fare squadra, perché, stando così le cose, devono farsi carico anche di questa pesante responsabilità!

Quindi, come vi siete lasciati? Con quale intento?

In maniera molto labile. Alla fine dei lavori, infatti, ospiti della cooperativa sociale “Arcobaleno – Sorriso di Dio”, abbiamo degustato un’ottima cena il cui menù, interamente a base di prodotti a km. zero, perché coltivati dalla stessa cooperativa operante nel circondario, e tra un bicchiere di ottimo Montepulciano e l’altro, siamo passati ai saluti. Se dovessi riassumere l’epilogo dell’incontro, devo dire che mi sfugge.

Anna Maria Di Pietro56 Posts

Nata a Roma (Rm) nel 1973, studi classici, appassionata lettrice e book infuencer, si occupa di recensioni di libri e di interviste agli autori, soprattutto emergenti.

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