Per un punto Martin perse la “kappa”! Cade l’Amministrazione Lallitto

di Anna Maria Di Pietro

A Casacalenda sei consiglieri, tre di maggioranza, D’Ambrosio, Melfi e Maselli, e tre di minoranza, Navarra, Cavaiola e Gagliardi, hanno rassegnato le proprie dimissioni, decretando di fatto la fine di un’amministrazione eletta solo lo scorso anno. Un’azione tanto forte quanto inaspettata, almeno per La Sindaka, come amava firmarsi, che ha affidato a un post di Facebook il suo sfogo, dichiarandosi sorpresa e affermando che la decisione non ha nessuna motivazione alla base.

“Proverò a spiegare le mie ragioni e l’assenza totale di motivazioni, a mio avviso, per tale gesto insensato di 6 persone, che mette la comunità di Casacalenda nel caos e nelle mani del commissario…”. Queste le prime parole del comunicato di Sabrina Lallitto, a cui seguono tante altre a difesa del proprio operato, ribadendo i sacrifici fatti, tacciando i consiglieri dimissionari di aver operato una scelta insensata.

A prescindere dal fatto che attacca più l’opposizione che la maggioranza, è singolare l’effetto sorpresa che l’azione ha prodotto. Le dimissioni di ben sei consiglieri- tre di maggioranza, ricordiamolo! – e la relativa caduta di una Giunta non possono avvenire in maniera repentina; si tratta di una scelta anche “coraggiosa” per le probabili critiche, soprattutto perché giunta nel bel mezzo di una pandemia, a causa della quale il Molise sta pagando un prezzo altissimo. Possibile che la Sindaca non abbia avuto nessun sentore, non abbia colto nessun segnale di malcontento, soprattutto tra i suoi? Non ha mai dovuto mettere in discussione nulla riguardante le sue scelte? Pare, però, che le cose non stiano proprio così.

Marco Gagliardi, uno dei tre consiglieri di minoranza dimissionari, da noi contattato, ha detto: “Posso solo dire che siamo stati chiamati dai consiglieri di maggioranza che ci hanno invitati a depositare insieme a loro le firme dinanzi al notaio. Non conosco la motivazione che ha portato a una simile decisione, ma, visto che avete tirato fuori l’argomento, tra le tante cose, la goccia che ha fatto traboccare il vaso è la vicenda legata all’incarico di responsabile dell’area amministrativa conferito al padre della Sindaca”. Questa vicenda, di cui parte della maggioranza era all’oscuro, è stata molto discussa dall’opposizione, poiché l’incarico era stato conferito al padre della Lallitto, già dipendente comunale, da parte del Vice Sindaco Tozzi, seppur privo di deleghe.

Insomma, l’opposizione riconosceva un giochetto subdolo in quella “manovra” un po’ maldestra, che attribuiva un aumento di stipendio annuale di 5mila euro. Non solo. Captando il sentore popolare, pare che già da quattro o cinque mesi si parlasse di dimissioni, rimandate solo per l’emergenza sanitaria. Inoltre, sembra che la Prima Cittadina non amasse condividere le proprie scelte con la sua squadra, e men meno con la minoranza.

Qualche tempo fa si era attirata le critiche di tutti perché, sfruttando legittimamente un’opportunità, nata con l’emergenza covid, data dal Governo a tutti i sindaci, si era aumentata lo stipendio, ma in maniera retroattiva, quindi dal primo gennaio e non dalla data indicata. Comprendendo lo stato d’animo della ex Sindaca, a cui pure va riconosciuto l’impegno in talune battaglie, in primis quella relativa alla sanità pubblica, non si può parlare di assenza di motivazioni, anzi, si deve parlare di una serie di cause stratificate che nel tempo ha prodotto un tale epilogo.

Anna Maria Di Pietro90 Posts

Nata a Roma (Rm) nel 1973, studi classici, appassionata lettrice e book infuencer, si occupa di recensioni di libri e di interviste agli autori, soprattutto emergenti.

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