L’insostenibile molisanità del leghismo

A Bressanone arrivano da India e Tanzania 12 seminaristi, cooperatori in parrocchie dell’Alto Adige e futuri sacerdoti. Ivan Maschi, assessore leghista alla cultura del Comune di Varna (Bolzano), posta: “Da vù cumprà a vù pregà è un attimo”.

La nota cantante Paola Turci, ospite di Propaganda Live su La7, si rammarica così: “È una costante scoprire che le persone che mi insultano pesantemente sui social sono tutte di destra, prevalentemente leghiste. Questa è una constatazione numerica non una considerazione politica”.

In effetti, se la propensione all’insulto sovrabbonda tra i seguaci di un partito, la constatazione numerica diventa non solo politica ma distintiva. Dimmi come (s)parli e ti dirò chi sei. Il linguaggio della Lega Nord è sempre stato poco castigato (vedi alla voce “celodurismo”). Lo stesso Salvini ha subìto condanne per oltraggi, vilipendi e incitazioni all’odio. Ad esempio: quando lanciò uova contro l’allora premier D’Alema, quando in un comizio nel cremonese si chiese se la bambola gonfiabile issata sul palco come sex toy fosse “sosia della Boldrini”, o quando a Pontida intonò canti ultrà contro i napoletani.

Niente meraviglia quindi se la Campania e Napoli in particolare restano, insieme a quasi tutto il Sud, tra le aree più impermeabili al leghismo e al suo maldicente lessico. Stesso discorso per il Molise dove l’insulto più rilevante lo si deve ad Aida Romagnuolo, cheerleader salviniana che in campagna elettorale ingiuriò l’Arcivescovo Bregantini per essersi detto favorevole allo jus soli.
Mai successo prima che la massima autorità religiosa della nostra regione fosse contestata e accusata di “sparare le sue solite cantonate”. Ci si chiese dove fosse finita la proverbiale circospezione molisana e l’inviolabile “gioca coi fanti e lascia stare i santi”. Parve la riprova che il virtuoso “Molise di una volta” aveva fatto, malamente, il suo tempo.

Si temette una cattolicità umiliata da oscene esibizioni di rosari e crocifissi nei comizi e quell’orrore di idolatranti file per un selfie col reduce del Papeete. Che fosse l’anticamera di un’omologazione della vulgata leghista nella nostra regione? Non è andata così e oggi il Carroccio molisano è fuori di testa. Del resto è in affanno lo stesso Salvini. Emergono malumori nel Nord produttivo, che è la sua vera base elettorale. Nei sondaggi la Meloni gli rosica punti e c’è chi vede ormai vicino il sorpasso. E’ la legge del “nulla ha più successo del successo”. (Vedi l’iniziato travaso di assessori e consiglieri che a Isernia vanno in soccorso di presunti vincitori.) Sic transit gloria mundi.

Postilla* – Letta propone di tassare l’1% degli italiani, quelli ricchi, per dare una piccola dote ai giovani. Salvini risponde: “Anch’io voglio aiutare i giovani, ma senza massacrare i nonni.
Salvini li chiama indistintamente e affettuosamente “Nonni”. Letta alludeva ai Paperoni. Ma guai a chi li massacra.

Giuseppe Tabasso228 Posts

(Campobasso 1926) ha un nipotino, due figli e una moglie bojanese, sempre la stessa dal 1955. Da pianista dilettante formò una band con Fred Bongusto. A suo padre Lino, musicista, è dedicata una strada di Campobasso. Laureato in lingua e letteratura inglese, è giornalista professionista dal 1954. Nel 2018 è passato dall’Ordine dei Giornalisti del Lazio a quello del Molise per terminare la carriera dove l’ha iniziata. Ha lavorato in vari quotidiani e periodici (Paese sera, Corriere lombardo, Ore 12, L’Europeo, Annabella, Gente, Radiocorriere). Inviato di politica estera per il GR3 della RAI, ha lavorato a Strasburgo come redattore parlamentare, a New York presso la Rai Corporation, nelle sezioni italiane della BBC a Londra e della Deutschland Funk a Colonia. Pubblicazioni: Il settimanale con Nello Ajello (Ediz. Accademia, Roma 1978); Facciamo un giornale (Edizioni Tuttoscuola, Roma 2001); Il Molise, che farne? (Ed. Cultura & Sport, Campobasso 1996); Post Scriptum, Prediche di un molisano inutile (Bene Comune Edizioni 2006), Gaetano Scardocchia, La vita e gli scritti di un grande giornalista (2008), Moliseskine (Bene Comune Edizioni, 2016). Per le stesse Edizioni è in corso di pubblicazione Fare un giornale, diventare giornalisti, Manuale di giornalismo per studenti, insegnanti e apprendisti comunicatori.

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