La nuova religione del Dio vaccino

Di William Mussini

Nel corso dei millenni, secondo stime recenti, l’uomo ha inventato oltre diecimila diversi tipi di religioni. Ci sono quelle dominanti monoteiste, quelle animiste, quelle panteiste, quelle politeiste. Sul pianeta terraqueo, puntino azzurro, infinitamente piccolo (come lo riteneva anche l’astrofisico Carl Sagan), confinato ai margini di una delle miriadi di galassie che affollano una delle tante infinite regioni del nostro universo, vivono miliardi di fedeli votati a varie e variegate confessioni. Ci sono popoli che professano la fede cristiana, poi ci sono i protestanti, i musulmani, gli ebraici, gli induisti. Tutti costoro credono a una pletora di Dei, Divinità ed Esseri divini che si contendono (a loro insaputa) il primato di onnipotenza suprema, unitamente a quelli di onniscienza, santità e purezza.

Escludendo quei pochi fra i credenti che hanno compreso l’importanza del relativismo cosmico, tutti o quasi tutti i religiosi terrestri, sono convinti e provano a convincere gli altri del fatto che la propria confessione religiosa sia quella più vera e più giusta.

Buona parte delle religioni sono dette “del soprannaturale”, cioè sono quelle per le quali la divinità è trascendente e si manifesta e opera oltre l’ambito naturale; essa, la divinità, abita quindi in una dimensione ultraterrena. Dio o le divinità soprannaturali non sono conoscibili attraverso le normali facoltà dell’essere umano e le loro manifestazioni, come gli eventi miracolosi, sfuggono alle leggi naturali. Concetti di aldilà o oltretomba sono legati solitamente al soprannaturale per indicare una condizione di esistenza immateriale post mortem, cioè di vita spirituale oltre la vita materiale terrena.

Ne deduciamo che, nella stragrande maggioranza dei casi, una religione nasce con l’intento di dare delle risposte all’inconoscibile, ai quesiti che attanagliano l’animo umano da sempre: chi siamo, perché viviamo, cosa avviene dopo la morte. Nonostante secoli, millenni di dibattiti, di aforismi sublimi, di filosofie e catechesi, di crociate ed evangelizzazioni coercitive, l’umanità sembrerebbe ancora non aver risposto a quelle domande fondamentali, in via definitiva.

È anche vero che, individualmente, il credente, a prescindere dalla religione di appartenenza, può convincersi e credere ciecamente a ciò che gli viene raccontato dai rispettivi Sacerdoti, Guru, Maestri e Sciamani, senza pretendere ed ottenere la prova definitiva della veridicità del proprio credo.

La fede religiosa è quindi il risultato di una volontà di appartenenza ad un gruppo di uomini che accetta fideisticamente ciò che viene insegnato dagli autoproclamati portatori di verità. Questi ultimi, a loro volta, solitamente non possono dimostrare e verificare quelle verità in modo limpido e definitivo, se non attraverso rarissimi atti miracolosi, tanto impossibili quanto meravigliosi.

Allo stesso modo, interpretando ciò che ci racconta la narrazione attuale che vorrebbe presentarci il siero genico, antidoto, vaccino o come lo si voglia chiamare, come il rimedio universale per sconfiggere il cattivissimo Covid19, sembrerebbe che una nuova religione, scientista, dai connotati quasi dogmatici, debba raggiungere senza troppe discussioni, la posizione privilegiata fra le migliaia di confessioni, per diventare la più importante, incontestabile certezza per la salvezza corporale. Corporale certo! Si parla esclusivamente della cruda vita, non certamente di salvezza spirituale; un peccatore che s’inocula il nuovo verbo salvifico, avrà salva la vita terrena ma rimane pur sempre un peccatore? Presumibilmente (a noi poveri relativisti non è dato saperlo), quando morirà, troverà comunque ad attenderlo la giusta e meritata punizione?

È noto a tutti che, in questi anni di psicopandemia, anche numerosi personaggi al vertice delle religioni più importanti del globo, hanno aderito al nuovo insegnamento del farmacista supremo, mostrando fotografie delle loro inoculazioni (vedi ad esempio il signor Tenzin Gyatso, Dalai Lama e massima autorità del Buddhismo tibetano), oppure tessendo le lodi del nuovo Dio vaccino e salvifico liquido miracoloso della scienza farmaceutica, come ha fatto in più occasioni il signor Francesco Bergoglio (Papa bis della Santa Romana Chiesa, stimato ed amato dai progressisti laici) asserendo: “Vaccinarsi, con vaccini autorizzati dalle autorità competenti, è un atto di amore. E contribuire a far sì che la maggior parte della gente si vaccini è un atto di amore. Amore per sé stessi, amore per familiari e amici, amore per tutti i popoli. L’amore è anche sociale e politico, c’è amore sociale e amore politico, è universale, sempre traboccante di piccoli gesti di carità personale capaci di trasformare e migliorare le società”.

Possiamo quindi dedurre che il vaccino è amore? Candidamente, con un linguaggio consono alla sua ordinaria dialettica proselitistica e propagandistica, il capo pro tempore della più grande religione mondiale, ridurrebbe l’intero discorso riguardante la controversa vicenda vaccinazione anti covid19, a una semplicistica e superficiale considerazione che renderebbe assodate la buona fede e le azioni amorevoli delle “autorità competenti”, della “politica”, della “società”.

Il signor Bergoglio, dall’alto della sua posizione, a detta di qualche malvagio denigratore, si pone presumibilmente come il più influente agente promozionale di Big Pharma, finanche attraverso geniali esibizioni d’amore, degne del miglior imbonitore televisivo, elargendo gratuitamente il liquido salvifico anche agli indigenti in fila alla Caritas per sopravvivere alla fame.

Il nuovo Dio che salva il corpo (ma forse non l’anima e non dalla paura dell’ignoto) è il benedetto e santo vaccino anti virale, fabbricato e venduto al mondo bramoso di sanità, dalle benedette e sante case farmaceutiche occidentali. Le stesse multinazionali del farmaco che prima del Covid19 affermavano l’impossibilità di realizzare, in brevissimo tempo, vaccini contro il coronavirus, salvo evidentemente un’insperata quanto miracolosa performance di efficientismo tecnologico, inaspettato e disinteressato.

Sarebbe davvero fantastico se, fideisticamente, potessimo credere tutti a questa favolosa suggestione che la nuova religione scientista/globalista ci indica come il nuovo Verbo da venerare e onorare per la nostra salvezza. Peccato però che, una moltitudine di eretici e miscredenti, ostinati e dubbiosi, anche e soprattutto dallo stesso mondo scientifico, non voglia ancora arrendersi alla nuova dottrina. Fra questi, incredibilmente, ci sarebbe anche il signor Robert W. Malone (uno dei ricercatori che ha posto le basi teoriche e cliniche delle attuali le terapie geniche mRNA e DNA, dal Salk Institute nel 1988).

Lo scienziato Malone (ribadiamo: uno dei ricercatori che ha contribuito agli studi sul trasferimento genico (mRNA e DNA nei vaccini) con oltre 12mila citazioni dei suoi lavori), è stato recentemente censurato dai social per aver affermato di nutrire seri dubbi sulla efficacia e non pericolosità del santo vaccino. Riportiamo di seguito uno stralcio dell’articolo del Fatto Quotidiano del 4 luglio 2021 di Peter D’Angelo che ha trattato la sua vicenda: “Durante l’intervista a Fox News Malone ha sottolineato che ‘una delle mie preoccupazioni è che il governo non sia trasparente con noi su quali siano questi rischi. E quindi, sono dell’opinione che le persone abbiano il diritto di decidere se accettare o meno i vaccini’. Le sue considerazioni si sono rivolte in particolare ai giovani, per i quali non ci sarebbero vantaggi dalle vaccinazioni rispetto ai potenziali rischi avversi (…).

Il 13 giugno Robert Malone aveva partecipato ad un podcast, dove ha ribadito le sue preoccupazioni rispetto ai vaccini. Il video è stato visualizzato in poco tempo da oltre due milioni di persone. Dopo pochi giorni, Reuters ha pubblicato un fact-checking sull’intervista di Malone, criticandola punto per punto. Malone, ha risposto pubblicando – sempre su Twitter – il profilo del presidente della Reuters foundation che è allo stesso tempo anche membro del board della Pfizer, twittando: “Lo definirei un conflitto d’interessi giornalistico”.

Ebbene, come per qualunque altra religione che vorrebbe dogmaticamente e ipocritamente insegnare l’amore ai vari e variegati popoli terrestri, anche per la nuova religione scientista che venera il Dio vaccino, pare che ci siano seri problemi di tenuta. Gli eretici e i miscredenti manifestano il dissenso, insinuano il dubbio, minano le certezze degli adoratori della verità scientifica che, a detta dei nuovi credenti, parrebbe, essere l’unica, la sola via di salvezza per noi comuni mortali.
Chi mente e chi afferma la verità? Ai posteri l’ardua sentenza.

William Mussini33 Posts

Creativo, autore, regista cinematografico e teatrale. Libertario responsabile e attivista del pensiero critico. Ha all'attivo un lungometraggio, numerosi cortometraggi premiati in festival Internazionali, diversi documentari inerenti problematiche storiche, sociali e di promozione culturale. Da sempre appassionato di filosofia, cinema e letteratura. Attualmente impegnato come regista nella società cinematografica e teatrale INCAS produzioni di Campobasso.

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