Anno nuovo, vita nuova! (speriamo…)

opera "Confini" di Antonio D'Attellis

Siamo all’epilogo di questo caotico e crudele 2017 che con un colpo di coda ci ha portato via il caro Giorgio Palmieri che, vogliamo ricordare pubblicando l’orazione funebre dedicatagli nella sua Riccia da Tonino Santoriello, suo amico fraterno e assiduo collaboratore.

Ancora su proposta di Santoriello, stiamo raccogliendo le adesioni di associazioni da tutta la regione, per chiedere all’Università del Molise che intitoli la Biblioteca d’Ateneo a Giorgio; di questa e di iniziative ulteriori daremo conto nel prossimo numero.

Intanto incombono le elezioni regionali che, insieme a quelle politiche, avranno luogo la primavera prossima.

La confusione regna nel centrodestra e nel centrosinistra, sfrangiati per confine politico, per le alleanze, per la composizione degli schieramenti e innanzitutto per i programmi, approssimativi, abborracciati e copiati vicendevolmente, con l’accordo tacito di non tenerne conto comunque, a risultato elettorale acquisito.

I Cinque Stelle covano il loro isolazionismo autoreferenziale, amministrando una rendita di posizione che raccoglie un voto di protesta furibondo, motivato e trasversale.

Noi, da parte nostra, abbiamo contribuito all’incubazione e alla stesura di un “Manifesto della cultura per il futuro del Molise”, mobilitando la rete plurale che collabora al progetto al quale lavoriamo fra infinite difficoltà.

Abbiamo cercato di cominciare a ricucire il divorzio che si è consumato – non da oggi – fra la politica e la cultura, chiedendo a intellettuali impegnati in ambiti differenti, di contribuire alla redazione di un manifesto programmatico che indichi la strada per affrontare il futuro della nostra piccola, tenera e marginale comunità, minacciata su più fronti.

Il “Manifesto” sarà presentato nei prossimi giorni, nel corso di una conferenza stampa, e contemporaneamente sarà pubblicato in rete, in modo che possano firmarlo tutti i cittadini, senz’alcuna discriminazione.

L’intenzione dichiarata di questa complicata iniziativa ancora in gestazione è di contribuire, da parte di chi opera con competenza nella nostra realtà, ad arricchire e ad articolare il programma di una politica che proprio su questo terreno palesa le insufficienze più conclamate.

Ci troviamo in una condizione per la quale non possiamo più navigare a vista, alla rincorsa (perennemente in affanno) del quotidiano e dell’ordinario.

Il Molise ha bisogno di un masterplan, di un progetto realistico e strategico per il futuro, impalcato su un nuovo modello di sviluppo incardinato su tre pilastri: autenticità, innovazione e solidarietà.

Dobbiamo essere capaci di scompaginare il blocco sociale conservatore che ha retto la nostra modernizzazione ma che oramai cade a pezzi, travolto dalle richieste di sostenibilità economica che ci arrivano da ogni parte, alle quali non possiamo corrispondere, compresi come siamo nella cultura e nella pratica del sottosviluppo assistito che ci ha indirizzati dagli anni Cinquanta fin qui.

Dobbiamo metterci in condizione di costruire un nuovo blocco sociale, questa volta progressista, capace di mettere a frutto le vocazioni più conclamate della nostra condizione, quelle territoriali e soprattutto quelle antropologiche.

Per farlo abbiamo bisogno di un altro ceto politico, selezionato attraverso la seguente filiera metodologica che non ammette deroghe o scorciatoie: elaborazione del programma di governo calibrato sulla realtà dei territori e sui bisogni delle persone che ci vivono; costruzione delle alleanze sulla condivisione del programma di governo; individuazione di una leadership rappresentativa della proposta elaborata e condivisa.

Questo metodo rigoroso, fecondo e semplicissimo, troppo spesso viene rovesciato con la pretesa, speriamo nutrita in buonafede, che l’uomo (o la donna) della provvidenza da solo possa farcela a cambiare radicalmente le cose.

Non è così; lo abbiamo imparato amaramente e a nostre spese.

Per questo abbiamo elaborato il “manifesto della cultura per il futuro del Molise” che presenteremo quanto prima.

…E auguri di buone feste a chi se li merita.

Antonio Ruggieri49 Posts

Nato a Ferrazzano (CB) nel 1954. E’ giornalista professionista. Ha collaborato con la rete RAI del Molise. Ha coordinato la riedizione di “Viaggio in Molise” di Francesco Jovine, firmando la post—fazione dell’opera. Ha organizzato e diretto D.I.N.A. (digital is not analog), un festival internazionale dell’attivismo informatico che ha coinvolto le esperienze più interessanti dell’attivismo informatico internazionale (2002). Nel 2004, ha ideato e diretto un progetto che ha portato alla realizzazione della prima “radio on line” d’istituto; il progetto si è aggiudicato il primo premio del prestigioso concorso “centoscuole” indetto dalla Fondazione San Paolo di Torino. Ha ideato e diretto quattro edizioni dello SMOC (salone molisano della comunicazione), dal 2007 al 2011. Dal 2005 al 2009 ha diretto il quotidiano telematico Megachip.info fondato da Giulietto Chiesa. E’ stato Direttore responsabile di Cometa, trimestrale di critica della comunicazione (2009—2010). E’ Direttore responsabile del mensile culturale “il Bene Comune”, senza soluzione di continuità, dall’esordio della rivista (ottobre 2001) fino ad oggi. BIBLIOGRAFIA Il Male rosa, libro d’arte in serigrafia, (1980); Cafoni e galantuomini nel Molise fra brigantaggio e questione meridionale, edizioni Il Rinoceronte (1984); Molise contro Molise, Nocera editore (1997); I giovani e il capardozio, Nocera editore (2001).

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