L’imbarazzante caso Romagnuolo/Se un’Erinni presiede il Consiglio regionale

testata sblog tabassoGiorni fa Massimo Romano (“Chi ben comincia…”) invitava Toma a seguire il modello M5S-Lega per evitare “una giunta monopolizzata dai partiti e un Presidente costretto a vivacchiare sotto lo schiaffo dei noti potentati che ne condizioneranno ogni decisione sui settori più rilevanti, dalla sanità alla spartizione delle nomine negli enti sub-regionali secondo criteri che nulla hanno a che fare con i meriti”. Romano, che avrebbe meriti per sedere in Consiglio regionale, prende un abbaglio pensando che quel modello sia importabile in Molise dove prevale l’azzurro, non il giallo-verde romano. Perciò se a Roma avremo un Governo penta-leghista (Modello Frankenstein), in Molise – per ora – c’è un monocolore Forza Italia sul quale pesa tuttavia l’incognita di una presidenza del Consiglio regionale reclamata da uno di quei cicloni dai nomi femminili che chiameremmo “Aida”.

I “noti potentati”
Facciamo un passo indietro. In campagna elettorale si è visto l’idillio sbocciato in Molise tra Toma e Berlusconi e ricordiamo a quale igienico incarico il leader di Forza Italia avrebbe destinato grillini assunti nelle sue aziende. Certo, Donato Toma non pare un impresentabile, però i “noti potentati” cui alludeva Romano non sono ectoplasmi evaporati e, con le elezioni europee in vista, la Patriciello & Associati è già al lavoro. I nuovi assetti regionali aprono dunque una serie di quesiti. Come può riverberarsi sugli equilibri politici molisani la scomunica di Berlusconi contro l’acerrimo amico Salvini? Come sarà percepita da Toma? E verso il tandem leghista Romagnuolo-Calenda il sestetto grillino mostrerà più empatia che conati di vomito? E questa unione di fatto terrà in perenne sotto schiaffo Donato Toma, che per i 5Stelle è pur sempre creatura del Male Assoluto (Berlusconi secondo Dibba)? E non si rischia che il concubinaggio grillo-leghista consegni un prezioso ruolo di ago della bilancia alla Romagnuolo, che oggi come oggi pare – Dio salvi il Molise – a un passo dalla Presidenza del Consiglio Regionale?

The lady is a trump
Dinanzi a questa eventualità, uno potrebbe pure cavarsela con una battuta di bonario sarcasmo: “e vabbuo’, the lady is a trump”. Attenzione però: stiamo parlando di un incarico istituzionale molto rappresentativo, ben remunerato e tale comunque da richiedere autorevolezza e meriti acquisiti prima e non dopo una beneficiata di voti. Voti che possono garantire un’elezione, effimera per natura, ma non può far confondere la rappresentanza con la competenza.
Visto dunque che l’affidamento di questo incarico non ha destato finora le dovute preoccupazioni, mi sento – per dovere giornalistico, per informazioni assunte e per affermazioni autobiografiche della stessa interessata – di affermare che un parlamentino regionale presieduto da una razzista che sta a Salvini come Dudù a Berlusconi, che si autodefiniva “l’Erinni del Molise”, che insultava il vescovo Bregantini perché favorevole allo ius soli, che controllerà se gli asili nido siano frequentati solo da bambini bianchi, è un’ulteriore, irrimediabile dimostrazione del degrado della nostra classe politica. Non so se prima di rivendicare l’incarico la leader del Carroccio molisano, abbia frequentato corsi accelerati serali (lingua italiana inclusa), so di sicuro che il mio vecchi amico Gabriele Veneziale sta per rivoltarsi nella tomba.

 

Giuseppe Tabasso136 Posts

(Campobasso 1926) ha un nipotino, due figli e una moglie bojanese, sempre la stessa dal 1955. Da pianista dilettante formò una band con Fred Bongusto. A suo padre Lino, musicista, è dedicata una strada di Campobasso. Laureato in lingua e letteratura inglese, è giornalista professionista dal 1954. Nel 2018 è passato dall’Ordine dei Giornalisti del Lazio a quello del Molise per terminare la carriera dove l’ha iniziata. Ha lavorato in vari quotidiani e periodici (Paese sera, Corriere lombardo, Ore 12, L’Europeo, Annabella, Gente, Radiocorriere). Inviato di politica estera per il GR3 della RAI, ha lavorato a Strasburgo come redattore parlamentare, a New York presso la Rai Corporation, nelle sezioni italiane della BBC a Londra e della Deutschland Funk a Colonia. Pubblicazioni: Il settimanale con Nello Ajello (Ediz. Accademia, Roma 1978); Facciamo un giornale (Edizioni Tuttoscuola, Roma 2001); Il Molise, che farne? (Ed. Cultura & Sport, Campobasso 1996); Post Scriptum, Prediche di un molisano inutile (Bene Comune Edizioni 2006), Gaetano Scardocchia, La vita e gli scritti di un grande giornalista (2008), Moliseskine (Bene Comune Edizioni, 2016). Per le stesse Edizioni è in corso di pubblicazione Fare un giornale, diventare giornalisti, Manuale di giornalismo per studenti, insegnanti e apprendisti comunicatori.

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