Quando la politica diventa divertente/La mattarella che si crede Mattarella

testata sblog tabassoDinanzi all’orribile strage di Genova – tragica simbologia di levatoi che perdono la funzione di unire Levanti, Ponenti e persone – alcune Regioni hanno mantenuto un rispettoso silenzio, altre hanno ritenuto politicamente corretto inviare comunicati che, diciamolo, sono praticamente indirizzati ai propri corregionali.

Anche il Molise ha espresso “vicinanza alla città di Genova, alla Regione Liguria e ai familiari delle vittime per l’immane tragedia”. Niente da eccepire. Poi però a buttare tutto nel macchiettismo ci ha pensato – indovinate chi? – la solita Aida Romagnuolo, quella che se-non-mandate-in-onda-le-mie-dichiarazioni-lo-dico-a-Salvini.
Con grande disprezzo del ridicolo, l’impavida salvinista ha perso l’ennesima occasione di tacere per esprimere in proprio, unica consigliera regionale d’Italia, il «più sofferto cordoglio per questa inaspettata tragedia capitata a Genova e ai genovesi ma anche la mia sentita e sincera vicinanza ai parenti delle tante vittime».
(Per inciso, tutti i media nazionali e liguri hanno ignorato questo cordoglio sottovalutandone il rilevante peso politico. Così, ora rischiano una denuncia a quel castigamatti di Salvini.)

Insomma va preso atto che la consigliera leghista, pur avventizia di un potere di cartapesta, si sente ormai “alta carica dello Stato” di Moiise. Non le si può negare di giocare a fare la presidente della Repubblica (da mattarella qual è). Perciò non sentendosi subalterna al Governatore ha voluto rassicurare molisani e liguri che il suo “sofferto cordoglio” era più sofferto di quello di Toma. Del resto che ci vuole a buttar giù quattro righe di solidarietà a buon mercato: non costa nulla e può rendere in termini di autopromozione. Ma non siate troppo severi, Aida Prosopopea Romagnuolo, non fa della pornografia politica ma solo gargarismi che rendono divertente la politica.

Giuseppe Tabasso179 Posts

(Campobasso 1926) ha un nipotino, due figli e una moglie bojanese, sempre la stessa dal 1955. Da pianista dilettante formò una band con Fred Bongusto. A suo padre Lino, musicista, è dedicata una strada di Campobasso. Laureato in lingua e letteratura inglese, è giornalista professionista dal 1954. Nel 2018 è passato dall’Ordine dei Giornalisti del Lazio a quello del Molise per terminare la carriera dove l’ha iniziata. Ha lavorato in vari quotidiani e periodici (Paese sera, Corriere lombardo, Ore 12, L’Europeo, Annabella, Gente, Radiocorriere). Inviato di politica estera per il GR3 della RAI, ha lavorato a Strasburgo come redattore parlamentare, a New York presso la Rai Corporation, nelle sezioni italiane della BBC a Londra e della Deutschland Funk a Colonia. Pubblicazioni: Il settimanale con Nello Ajello (Ediz. Accademia, Roma 1978); Facciamo un giornale (Edizioni Tuttoscuola, Roma 2001); Il Molise, che farne? (Ed. Cultura & Sport, Campobasso 1996); Post Scriptum, Prediche di un molisano inutile (Bene Comune Edizioni 2006), Gaetano Scardocchia, La vita e gli scritti di un grande giornalista (2008), Moliseskine (Bene Comune Edizioni, 2016). Per le stesse Edizioni è in corso di pubblicazione Fare un giornale, diventare giornalisti, Manuale di giornalismo per studenti, insegnanti e apprendisti comunicatori.

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