Quando la politica diventa divertente/La mattarella che si crede Mattarella

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testata sblog tabassoDinanzi all’orribile strage di Genova – tragica simbologia di levatoi che perdono la funzione di unire Levanti, Ponenti e persone – alcune Regioni hanno mantenuto un rispettoso silenzio, altre hanno ritenuto politicamente corretto inviare comunicati che, diciamolo, sono praticamente indirizzati ai propri corregionali.

Anche il Molise ha espresso “vicinanza alla città di Genova, alla Regione Liguria e ai familiari delle vittime per l’immane tragedia”. Niente da eccepire. Poi però a buttare tutto nel macchiettismo ci ha pensato – indovinate chi? – la solita Aida Romagnuolo, quella che se-non-mandate-in-onda-le-mie-dichiarazioni-lo-dico-a-Salvini.
Con grande disprezzo del ridicolo, l’impavida salvinista ha perso l’ennesima occasione di tacere per esprimere in proprio, unica consigliera regionale d’Italia, il «più sofferto cordoglio per questa inaspettata tragedia capitata a Genova e ai genovesi ma anche la mia sentita e sincera vicinanza ai parenti delle tante vittime».
(Per inciso, tutti i media nazionali e liguri hanno ignorato questo cordoglio sottovalutandone il rilevante peso politico. Così, ora rischiano una denuncia a quel castigamatti di Salvini.)

Insomma va preso atto che la consigliera leghista, pur avventizia di un potere di cartapesta, si sente ormai “alta carica dello Stato” di Moiise. Non le si può negare di giocare a fare la presidente della Repubblica (da mattarella qual è). Perciò non sentendosi subalterna al Governatore ha voluto rassicurare molisani e liguri che il suo “sofferto cordoglio” era più sofferto di quello di Toma. Del resto che ci vuole a buttar giù quattro righe di solidarietà a buon mercato: non costa nulla e può rendere in termini di autopromozione. Ma non siate troppo severi, Aida Prosopopea Romagnuolo, non fa della pornografia politica ma solo gargarismi che rendono divertente la politica.

Giuseppe Tabasso58 Posts

Nato a Campobasso nel 1926, laurea in lingua e letteratura inglese, ha iniziato la carriera giornalistica in vari periodici (Gente, L’Europeo, Radiocorriere). Inviato speciale di politica estera al GR3 della Rai, ha seguito dal 1976 i massimi eventi internazionali e 13 viaggi di Giovanni Paolo II all’estero. Ha lavorato a Strasburgo come redattore parlamentare, a New York presso la Rai Corporation, a Londra e a Colonia per le sezioni italiane della BBC e della Detuschland Funk. Pubblicazioni: Il settimanale con Nello Ajello (Ediz. Accademia, Roma 1978); Facciamo un giornale, Manuale di giornalismo per studenti, insegnanti e apprendisti comunicatori (Edizioni Tuttoscuola, Roma 2001); Il Molise, che farne? (Ed. Cultura & Sport, Campobasso 1996); per le Edizioni Il Bene Comune: Post Scriptum. Prediche di un molisano inutile (2006); Gaetano Scardocchia, La vita e gli scritti di un grande giornalista (2008), Molise, anno zero (2009) e Moliseskine (2016); per l’Editrice Filopoli, Mol(is)eskine (2013); Gli Esuli. Tra il mito di Abramo e di Ulisse (in Campobasso capoluogo del Molise, Vol. III, Palladino Editore). Ha diretto con Tarquinio Maiorino il mensile Molise (1992/3).

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