Un altro paradigma

Editoriale del numero di Agosto/Settembre

di Antonio Ruggieri


Questo modello di sviluppo in mano alla Finanza speculativa, che rende ulteriormente poveri i poveri e smodatamente ricchi i ricchi, che ha distrutto l’equilibrio ambientale del pianeta e ha generato un cambiamento climatico che minaccia la vita stessa degli esseri umani sulla Terra, ha bisogno di un altro paradigma.

Nel mondo feroce e insensato che s’annuncia abbiamo necessità impellente di “restare umani” acconsentendo a quello che ci aveva chiesto di fare Vittorio Arrigoni prima di lasciarci, ormai sette anni fa.

Dobbiamo operare una rivoluzione culturale che rimetta al centro l’uomo, ma in armonia con la natura che lo ospita.

Dobbiamo imparare a guardare le cose e la nostra vita da un punto di vista giustapposto rispetto a quello che abbiamo stolidamente imparato ad assumere.

Dobbiamo cominciare a cambiare la concezione dello spazio e quella del tempo, nell’ambito della quale il pensiero colloca la vicenda umana e le nostre esistenze.

Per quello che riguarda lo spazio, viviamo in un villaggio globale smisurato, che mette in comunicazione le merci e il denaro nell’ambito di un mercato velocissimo e planetario, immorale e speculativo, che sacrifica la qualità e i diritti di chi la produce, nella prospettiva orrida, standard e mainstream della serialità riproducibile e sradicata, che “ci costringe” a consumare pomodori prodotti in Cina e portati sui banchi della grande distribuzione a costi tremendi e nascosti, lasciando deperire quelli di Montagano, di qualità superiore ma ormai fuori mercato.

Il “chilometro zero” non è solo una proposta produttiva, è anche un manifesto politico.

Dobbiamo ricominciare a produrre quello che di meglio possono dare i nostri territori, educandoci al rispetto e al riconoscimento dei prodotti locali e del lavoro che li genera e li amministra.
Non è il sovranismo d’accatto che ci propinano, sono i prodromi del nuovo umanesimo di cui abbiamo bisogno.

Un umanesimo che non vuole e non deve fare a meno della rete, ma la deve sottrarre ai sagaci e melliflui padroni dell’algoritmo, per far circolare e diffondere i pensieri più efficaci e innovativi, quelli maggiormente evocativi, capaci di annunciare e di spiegare l’ordine nuovo che dobbiamo costruire.

Il tempo, nel mondo che ci ammanniscono senza tregua, è un flusso ininterrotto d’informazioni manipolate, quasi mai per il nostro bene, scandito dalla chiusura delle Borse e dalle quotazioni dei titoli guida.

Dobbiamo ripensarlo – il tempo –, elogiando la lentezza e la ponderazione responsabile, contro la velocità superficiale.

Ottemperando a un fondamentale proverbio dei nativi americani, dobbiamo imparare ad agire per le future generazioni perché “la terra non l’abbiamo avuta in eredità dai nostri padri, ma in prestito dai nostri figli”.

Dobbiamo cambiare la concezione radicata dello spazio e del tempo, ricordandoci però che questo è solo il primo, fondamentale passo di una rivoluzione possibile, che deve ridisegnare la vita dell’uomo sulla Terra; dobbiamo farlo quando prima perché è sempre meno il tempo che ci rimane.

Antonio Ruggieri75 Posts

Nato a Ferrazzano (CB) nel 1954. E’ giornalista professionista. Ha collaborato con la rete RAI del Molise. Ha coordinato la riedizione di “Viaggio in Molise” di Francesco Jovine, firmando la post—fazione dell’opera. Ha organizzato e diretto D.I.N.A. (digital is not analog), un festival internazionale dell’attivismo informatico che ha coinvolto le esperienze più interessanti dell’attivismo informatico internazionale (2002). Nel 2004, ha ideato e diretto un progetto che ha portato alla realizzazione della prima “radio on line” d’istituto; il progetto si è aggiudicato il primo premio del prestigioso concorso “centoscuole” indetto dalla Fondazione San Paolo di Torino. Ha ideato e diretto quattro edizioni dello SMOC (salone molisano della comunicazione), dal 2007 al 2011. Dal 2005 al 2009 ha diretto il quotidiano telematico Megachip.info fondato da Giulietto Chiesa. E’ stato Direttore responsabile di Cometa, trimestrale di critica della comunicazione (2009—2010). E’ Direttore responsabile del mensile culturale “il Bene Comune”, senza soluzione di continuità, dall’esordio della rivista (ottobre 2001) fino ad oggi. BIBLIOGRAFIA Il Male rosa, libro d’arte in serigrafia, (1980); Cafoni e galantuomini nel Molise fra brigantaggio e questione meridionale, edizioni Il Rinoceronte (1984); Molise contro Molise, Nocera editore (1997); I giovani e il capardozio, Nocera editore (2001).

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