Sanità: la generosità dei 5 stelle e ciò di cui abbiamo bisogno davvero

Assegnone

di Paolo Di Lella

Con un video postato su facebook (anticipando così i servizi dei giornalisti, che pure erano stati invitati), coerentemente con lo stile mediatico che da sempre rivendica, basato sulla disintermediazione e sulla comunicazione diretta, il M5S stamattina ha messo in scena la rappresentazione di quello che ritiene un “regalo per i molisani” (così c’è scritto nella descrizione del post).

Al centro dello spot una nuovissima ambulanza e un gigantesco assegno da 113.000 euro circa.

I Consiglieri pentastellati, attingendo al fondo accantonato attraverso la rinuncia a parte del loro stipendio, hanno donato all’ASREM un’unità mobile di rianimazione per neonati, di cui l’Azienda sanitaria regionale era evidentemente sprovvista.

Ci verrebbe quasi la lacrimuccia se non fosse per un paio di considerazioni che ci sorgono subito spontanee. Innanzitutto, dimezzarsi uno stipendio di oltre 8 mila euro, ci pare proprio il minimo sindacale. Berlinguer – tanto per fare un esempio lampante – già mezzo secolo fa, riteneva di dover percepire, da Deputato, non più di un operaio specializzato. In questo senso, ci permettiamo di far notare ai magnanimi Consiglieri del M5S che i quasi 3000 euro che guadagnano (netti) mensilmente corrispondono più o meno a quanto la Regione ha messo a disposizione l’anno scorso per i disoccupati over 30 residenti in regione, con un tirocinio della durata di 6 mesi. Una vera e propria miseria assistenzialistica.

Ma non si tratta neppure di questo, in fondo. Ciò che ci pare davvero inquietante è il fatto che di fronte ad un quadro come quello locale in cui la Regione spende l’80% delle proprie risorse per un’offerta sanitaria che – stando a quanto dichiarato recentemente dai Ministeri della salute e dell’economia – non riesce neppure a coprire i livelli essenziali di assistenza, quelli che si presentano come il nuovo mai visto sulla faccia della terra, invece di imbastire una vertenza in nome della collettività contro chi ha determinato questo sfacelo, non trovano niente di meglio che impegnarsi in una stucchevole messa in scena, con tanto di strette di mano e pacche sulle spalle scambiate con il massimo dirigente dell’azienda sanitaria molisana, l’ingegner Sosto, che allude più all’idea di mutualismo di Casapound anziché ad un’iniziativa degna di un movimento che voglia rompere col sistema che ha affamato i molisani.

Noi continuiamo a chiederci perché, nonostante paghiamo più tasse dei cittadini lombardi, dobbiamo subire liste di attesa lunghissime per la diagnostica salvavita, perché l’ospedale del capoluogo non sia dotato della neuro-chirurgia, perché la nostra rete dell’emergenza-urgenza stia sotto gli standard previsti dalla legge; e tutto questo mentre le strutture private assorbono il 40% della spesa sanitaria. Altro che la propaganda stracciona.

Paolo Di Lella79 Posts

Nato a Campobasso nel 1982. Ha studiato filosofia presso l'Università Cattolica di Milano. Appena tornato in Molise ha fondato, insieme ad altri collaboratori, il blog “Tratturi – Molise in movimento” con l'obiettivo di elaborare un’analisi complessiva dei vari problemi del Molise e di diffondere una maggiore consapevolezza delle loro connessioni. Dal 2015 è componente del Comitato scientifico di Glocale – Rivista molisana di storia e scienze sociali (rivista scientifica di 1a fascia), oltre che della segreteria di redazione. Dal 2013 è caporedattore de Il Bene Comune e coordinatore della redazione di IBC – Edizioni. È autore del volume “Sanità molisana. Caccia al tesoro pubblico”. È giornalista pubblicista dal 2014

1 Comment

  • Luciana Poppo Reply

    21 dicembre 2018 at 18:23

    Mai contenti! Intanto loro rinunciano ad una parte dello stipendio dimostrndolo con i fatti ,mentre tutti gli altri compresi quelli che si sono dichiarati di sinistra non hanno mai rinunciato neanche ad uno spicciolo ,anzi hanno contribuito allo sfacelo della nostra regione .Nominare invano Berlinguer per giustificarsi è solo un abominio

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