Ogni Golia prima o poi incontra il suo Davide

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di Carmine Malinconico

Erdogan è una tigre di carta, ma pretende di ruggire come una tigre vera.

Ora che il suo potere autoritario in Turchia vacilla, in un paese in crisi economica, lacerato, oppresso da un clima di paura, il ducetto di Ankara pensa di risollevare le sue sorti mandando una generazione di giovani turchi a morire in una folle guerra, lunga e sanguinosa.

La paura che il vento di libertà e di democrazia che soffia in Rojava possa giungere fino in Anatolia è insopportabile per chi ha costruito il suo potere sulle macerie di ogni forma di libertà e di umanità.

La storia ci ha insegnato che un popolo che vuole essere libero è più forte di un esercito di schiavi.

Lo hanno imparato gli americani nel delta del Mekong, i russi tra le montagna afgane.
Ogni Golia prima o poi incontra il suo Davide. Il Rojava sarà la tomba del fascismo turco.

In Europa e nel mondo deve levarsi forte un voce: NO ALLA FOLLE GUERRA DI ERDOGAN CONTRO IL NORD DELLA SIRIA. Ora,come a Kobane contro l’Isis, le forze democratiche combatteranno in difesa della libertà e della democrazia per tutta l’umanità.

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