In Regione la qualità è merce rara, per tutto il resto c’è mastercard

“Spero soltanto di stare tra gli uomini/
che l’ignoranza non la spunterà/
che smetteremo di essere complici/
che cambieremo chi deciderà”
Pierangelo Bertoli

di Paolo Di Lella

Qualche giorno fa, attraverso un video-messaggio postato sulla propria bacheca FB, il capogruppo del M5S in Consiglio regionale Andrea Greco ha denunciato le spese sproporzionate sostenute da alcuni esponenti della maggioranza in Regione in occasione delle cosiddette missioni istituzionali.

L’altro elemento grave che emerge dallo J’accuse di Greco è l’atteggiamento tutt’altro che trasparente di Donato Toma che ha impedito ai consiglieri pentastellati di poter visionare le rendicontazioni di alcuni tra i principali esponenti del governo regionale tra cui lo stesso presidente della Giunta.

Da parte nostra possiamo affermare di non esserci mai troppo appassionati a quelle forme spinte di legalismo che hanno segnato l’azione del Movimento 5 Stelle, soprattutto nella fase iniziale.

Il tema dei costi della politica (e della democrazia) vanno affrontati in tutta la loro complessità. Fomentare il diffuso e pur legittimo malcontento popolare nei confronti di una politica fin troppo autoreferenziale, per scardinare il principio costituzionale del finanziamento pubblico per le attività politiche dei gruppi consiliari e parlamentari è stato un errore drammatico che ha legato ancora di più i partiti agli interessi delle lobbies private, e questa è una responsabilità politica che il M5S porta sulle spalle.

Ma al di là di queste considerazioni di carattere generale, non possiamo che apprezzare la volontà e la capacità del gruppo regionale pentastellato di riportare all’attenzione pubblica la questione morale di un utilizzo oculato e giustificato del denaro pubblico da parte dei rappresentati politici.

Andrea Greco ha posto come casi emblematici le vicende di cui si sono resi protagonisti Andrea di Lucente, presidente della 1a Commissione e Salvatore Micone, presidente del Consiglio regionale.

I due guadagnano (al lordo) rispettivamente, 11.250 e 13.500 euro tra indennità di carica, indennità di funzione e rimborso spese per l’esercizio di mandato.

A questi stipendi considerevoli bisogna poi sommare i rimborsi per le spese di missione.

Ebbene, Greco ha scoperto che durante una “missione” a Bruxelles, sostenuta lo scorso ottobre, i due avrebbero speso in due giorni circa 1.700 euro a testa, tra viaggio in aereo, pernottamento nell’hotel di lusso che di solito ospita i capi di Stato e cena a base di pesce crudo, nel più rinomato ristorante della città, dove un contorno di pesce costa intorno ai 100 euro.

Il diniego opposto per ben due volte alle richieste dei 5 stelle di accedere agli atti relativi alle carte di credito della Regione Molise in dotazione agli assessori (oltre che ai capi dipartimento) sta a dimostrare la totale mancanza di cultura democratica da parte del Governatore, mentre la costituzione di un nucleo ispettivo per identificare gli autori delle fughe di notizie e, soprattutto, l’accanimento usato contro la dott.ssa De Lisio dell’Avvocatura regionale, rea di aver espresso un parere favorevole alle richieste sacrosante dei 5 stelle e per questo trasferita ad altro ufficio e multata di 200 euro, sono sintomi inquietanti della sindrome da accerchiamento che si sta impossessando del presidente Toma, con conseguente perdita di lucidità.

Intanto pare che su queste cose stia cominciando a indagare anche la Procura. Benché l’esito più auspicabile di questo polverone che si sta sollevando sarebbe una presa di coscienza da parte dei cittadini molisani circa l’inaffidabilità della classe politica che ci governa.

Paolo Di Lella82 Posts

Nato a Campobasso nel 1982. Ha studiato filosofia presso l'Università Cattolica di Milano. Appena tornato in Molise ha fondato, insieme ad altri collaboratori, il blog “Tratturi – Molise in movimento” con l'obiettivo di elaborare un’analisi complessiva dei vari problemi del Molise e di diffondere una maggiore consapevolezza delle loro connessioni. Dal 2015 è componente del Comitato scientifico di Glocale – Rivista molisana di storia e scienze sociali (rivista scientifica di 1a fascia), oltre che della segreteria di redazione. Dal 2013 è caporedattore de Il Bene Comune e coordinatore della redazione di IBC – Edizioni. È autore del volume “Sanità molisana. Caccia al tesoro pubblico”. È giornalista pubblicista dal 2014

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