Vietri: l’ultima occasione!

Il commissario ad acta alla sanità Angelo Giustini, seguendo le direttive del Governo che ha stabilito di dotare ogni regione di un ospedale Covid per far fronte all’emergenza, ha anche avanzato l’idea che il Vietri di Larino possa essere riconvertito in un istituto interregionale per malattie infettive. La proposta ha però originato un malcontento generale, dettato in parte dalla paura per un virus ancora sconosciuto e in parte da anni di promesse mai mantenute

La notizia, arrivata dopo mesi in cui il Vietri è stato al centro di un dibattito molto acceso circa la sua riqualificazione come “centro covid”, ha suscitato le perplessità di parte della popolazione, comprensibili se si pensa al fatto che il mese scorso, all’improvviso, senza approntare nessun piano specifico, al Vietri sono stati trasferiti sei ospiti della Casa di Riposo di Cercemaggiore risultati poi positivi, e alla sfiducia nutrita da anni di gestioni catastrofiche, caratterizzate da tagli, spostamenti ed emorragie di denaro confluito nelle tasche delle aziende private accreditate, a scapito della sanità pubblica.

Intanto, bisogna chiarire un punto: l’idea di Giustini è quella di realizzare un dipartimento di malattie infettive e diffusive che serva il territorio regionale e interregionale. Chiaramente, si tratta di un progetto a lungo termine, mirato e ben pensato, su cui si deve esprimere il Ministero della Salute, per la cui realizzazione si prevedono tempi lunghi. Dunque, nell’attuale fase 2 in cui c’è anche il rischio che i contagi tornino a salire a causa della riapertura di alcune attività produttive, il piano Asrem per far fronte all’emergenza non verrà in alcun modo modificato e il Cardarelli rimarrà “centro covid”.

Per quanto riguarda le resistenze dei vertici regionali e Asrem, che si oppongono all’iniziativa appellandosi al fatto che non è realizzabile perché il Molise è in piano di rientro per il debito sanitario, bisogna chiarire che non verranno sottratti soldi agli altri ospedali regionali e i finanziamenti non saranno erogati dalla Regione ma dallo Stato.

Assodato che il Vietri non potrà mai più tornare ad essere operativo con le stesse modalità del passato, il progetto di Giustini rappresenta veramente l’ultima occasione per ridare identità e dignità a una struttura in cui, diciamolo, è rimasto poco o niente. Ma al di là della paura, che pure deve essere superata pensando che quando le attività sono ben programmate il pericolo viene arginato, (è un esempio lo stesso Cardarelli dove non si è verificato nessun focolaio), bisogna concentrarsi su cosa potrà rappresentare per Larino un centro di eccellenza per la ricerca e la cura delle malattie infettive.

Intanto, una buona parte del Basso Molise vedrà tutelato quel diritto alla salute che per anni è stato ignorato e, cosa non marginale, il centro genererà nuovi posti di lavoro. Una struttura d’eccellenza non potrà che diventare polo d’attrazione per tutto il centrosud e questo porterà un flusso di persone che, stabilmente o quotidianamente, arriverà creando un indotto economico di cui si gioveranno le varie attività commerciali presenti sul territorio.

Certo, è difficile da credere per via delle tante promesse non mantenute, ma stavolta, oltre alla caparbietà del commissario ad acta, c’è la forte volontà del Ministero della Salute, perché questa pandemia che ha colto tutti impreparati, ha dimostrato che nelle emergenze si schiera in prima linea la sanità pubblica e non quella privata la quale, anche in questa emergenza, soprattutto in Molise, ha avuto il suo tornaconto senza muovere un dito. Allora, è il momento di capire, riflettere e restare uniti per appoggiare un progetto valido che potrà rigenerare il territorio frentano.

A tal proposito, il Comitato Basso Molise per il Bene Comune, questa sera, alle 18, ha invitato la popolazione a stendere lenzuola bianche ai balconi, per dire che “Larino c’è” e si unisce alla lotta per la difesa della sanità pubblica di qualità, guardando a un futuro migliore per il Vietri.

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