Dal treno moderno che viaggia a 1200 Km orari a quello molisano che percorre 185 Km in quattro ore. L’idea del Sindaco

Il 23 febbraio, sul sito de “Il Bene Comune”, è stato pubblicato un mio articolo sull’opportunità di realizzare un parcheggio multipiano di fianco alla stazione ferroviaria di Campobasso. Prendendo spunto da una intervista, pubblicata da “Il Foglio”, all’architetto-urbanista Stefano Boeri che parlava della mobilità e dell’organizzazione futura delle nostre città, ho fatto notare che quella di ricoverare le auto in centro città non è una buona idea. Le nostre città future dovrebbero essere organizzate in modo che si riduca l’inquinamento, la congestione, il rumore. L’auto propria servirà per andare via dalla città, si auspica un uso extraurbano dell’automobile possibilmente elettrica, quindi dovrò disporre di un moderno ed efficiente sistema di trasporto pubblico, dovrò aumentare le ZTL (zone a traffico limitato) e le isole pedonali, dovrò prevedere aree car-free anche nelle periferie, dovrò disciplinare e contingentare l’esercito crescente dei corrieri che consegnano merci istituendo dei corridoi, dovrò adottare dei restrittivi limiti di velocità che scoraggino il ricorso al mezzo proprio a favore della scorrevolezza di quello pubblico. In due parole: dovrò rendere la vita facile a chi decide di lasciare la macchina in garage.

Consapevole del fatto che tutto quanto detto sopra è di difficile attuazione perché richiede coraggio da parte delle amministrazioni e cambio radicale di tante nostre (scellerate!) abitudini, nell’articolo invitavo le persone competenti a pronunciarsi e a schierarsi; inoltre facevo appello all’amministrazione comunale di prendersi carico della promozione e dell’organizzazione di momenti di partecipazione popolare alle scelte in materia di mobilità e realizzazione di nuove infrastrutture dei trasporti.

Sono convinto che se il trasporto pubblico molisano è il più scadente d’Italia, questo dipende dalla scarsa partecipazione di tutti noi ai tavoli dove si prendono le decisioni che contano. Tocca riappropriarsi di spazi che troppo a cuor leggero abbiamo lasciato alla mercé, e nelle disponibilità, di persone che non hanno a cuore le sorti di questo importante settore pubblico.

Analizzare i problemi come viene fatto nell’articolo pubblicato oggi da Primo Piano, in cui si mescolano questioni diverse e disparate e si danno numeri in libertà, per poi giungere alla conclusione che “fortunatamente il sindaco ha in mente un progetto”, certifica che il futuro dei nostri servizi e l’organizzazione delle nostre città difficilmente evolverà in meglio. Il nostro ingrato destino sarà quello di continuare a mettere pezze alle tante inefficienze di un settore al quale non è stata mai attribuita la giusta rilevanza, ci toccherà marciare a vista, continuando a dilapidare considerevoli risorse con ritorni vantaggiosi solo per costruttori e gestori del servizio.

L’argomento TPL (trasporto pubblico locale) e la nostra mobilità in genere, meritano una discussione seria e circostanziata, perché la fluidità dei nostri spostamenti ha ricadute in diversi ambiti. La qualità delle nostre esistenze dipende tantissimo dalla nostra capacità di mettere in piedi un dignitoso sistema dei trasporti.

Alzare il livello delle discussioni che riguardano la qualità dei nostri servizi pubblici conviene a tutti, anche al tenero giornalista e alla sua testata. Su certe questioni abbiamo un grande bisogno di competenza. Il momento storico richiede un cambio di metodo, l’idea di una amministrazione ed il progetto di un costruttore valgono meno, ma molto meno, del parere di chi usa e vive i servizi e gli spazi oggetto dell’opera. Ecco perché dovremmo studiare e approfondire, se poi qualche persona competente ci istruisce sul metodo, possiamo considerarci a metà dell’opera. Siamo di fronte a cambiamenti epocali, non possiamo essere distratti come abbiamo fatto negli anni scorsi. Se siamo ridotti così è perché ci abbiamo messo del nostro. Prendersi cura di qualcosa, ed i servizi pubblici sono più di qualcosa, vuol dire informarsi sulla patologia, studiare i rimedi e poi praticarli con abnegazione e costanza.

Carmine Mastropaolo5 Posts

Carmine Mastropaolo, nato a Campobasso nel 1960. Frequenta la facoltà di Agraria di Portici e poi, dopo il terremoto del 1980, quella di Pisa. Ferroviere dal 1985, torna in Molise nel 1997. Segretario generale della Uil Trasporti Molise dal 2006. Collabora al mensile Il Bene Comune dal 2010, occupandosi di trasporti e ambiente.

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