Postfascismo in Molise

di Francesco Vitale

Il periodo del fascismo e della seconda guerra mondiale ha una grande attenzione da parte degli storici: vicende apparentemente lontane, eppur vicinissime, in cui fonda le radici quel cambiamento epocale che ha portato alla caduta della monarchia, al ritorno della democrazia e alla nascita della Repubblica.

Una fase piuttosto controversa, su cui le indagini degli studiosi sono decisamente meno penetranti è quella immediatamente successiva alla caduta del regime, fino all’insediamento dell’Assemblea Costituente.

In questo senso il saggio del prof. Michele Colabella “Il vischioso postfascismo – Molise 1943-1946” ha un grande valore scientifico e di approfondimento.
Il libro, edito da Lampo, è stato presentato nei giorni scorsi a Campobasso, alla Sala Alphaville: un parterre attento e partecipe ha assistito agli interventi del direttore dell’Archivio di Stato Vincenzo Lombardi, autore della prefazione del libro, della prof.ssa Angioletta Iavasile e del dott. Italo Testa.

L’opera è il risultato di uno studio puntuale degli incartamenti conservati presso l’Archivio di Stato di Campobasso, con una particolare attenzione per il Fondo dell’Ufficio di Gabinetto della Prefettura, da cui sono emersi fatti finora poco noti o, comunque, mai raccontati in maniera sistematica in una pubblicazione.

Il testo di Colabella, già insegnante di lettere e Dirigente Scolastico, è diviso in tre capitoli che accompagnano il lettore dal periodo del Governo Militare Alleato (a partire dal 1943) al sorgere, mai con una vera consistenza, del Comitato Molisano di Liberazione Nazionale, fino alla fase finale della guerra che vide un tentativo di epurazione nei confronti di chi era stato legato al regime di Mussolini. In Molise, tuttavia, le epurazioni non furono molte e, nella gran parte dei casi, si risolsero in breve tempo, finanche reintegrando nella pubblica amministrazione coloro i quali erano stati parte integrante del precedente regime.

La cosa interessante, seppur profondamente scoraggiante, che emerge dalle pagine de “Il vischioso postfascismo” è l’evidenza del trasformismo di molti molisani, che seppero quasi rinnegare il ventennio precedente, accomodandosi serenamente nel nuovo sistema repubblicano, talvolta anche ricoprendo posizioni di rilievo nei nascenti partiti democratici o addirittura in incarichi pubblici.
Un atteggiamento tipicamente italiano, gattopardiano, che ha purtroppo una forte eco anche ai giorni nostri!

Francesco Vitale47 Posts

È nato a Campobasso nel 1981. Laureato in Giurisprudenza, è Consulente Finanziario dal 2006 e abilitato all’esercizio della professione forense dal 2008. Opera nel settore culturale sin da giovanissimo con la compagnia teatrale “Maschere Nude - Amici del teatro Pirandelliano” e dal 2012 si occupa di produzioni teatrali e cinematografiche con INCAS Produzioni, fondata con William Mussini e Roberto Faccenda. È autore del libro “Ciak in Molise” (ed. Gump, 2020), in cui affronta il tema delle potenzialità del settore cinematografico in Molise.

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