8 Marzo/Il giorno delle mimose

Eccoci al giorno in cui si offrono alle donne quei fiori stupendi forieri di primavera che sono le mimose. E’ una carineria maschile ma l’altra metà del cielo reclama ben altro: niente fiori ma opere di bene. Cioè rispetto e affetto.

Gino Cecchettin, nel libro dedicato alla figlia atrocemente uccisa, scrive: “Cara Giulia siamo noi uomini a dover cambiare”. Cambiare osservando bene il mondo femminile, i suoi valori aggiunti, le conquiste raggiunte e quelle negate.

E’ il mondo in cui Yulia Navalnaya raccoglie l’eredità del marito, si mette a capo dell’opposizione russa e lancia al Parlamento europeo un appello di lotta contro Putin, “l’uomo che ha ucciso metà di me, metà del mio cuore, metà della mia anima”.

E il mondo di Liliana Segre, che per paura di piangere e urlare, ha taciuto per molti anni i traumatici ricordi della Shoah e poi ha deciso di raccontarsi diventando un simbolo, adorata da milioni di estimatori, ma perfino oltraggiata da odiatori antisemiti.

Non esistono guerre scatenate da donne. In Europa c’è anzi il caso di due donne, due leader, che coltivano un sogno. Una al Nord guida a Belfast il partito Sinn Fein, l’altra governa Dublino. Insieme puntano al ricongiungimento della Repubblica d’Irlanda. Sono mondi da scoprire ogni giorno. Come il boom di Paola Cortellesi, attrice e regista del film “C’è ancora domani”, campione d’incassi e di pedagogia maschile per far capire che «amare non significa possedere o subire”.

E’ un boom senza soste in tutti i campi. L’imminente Premio Strega vede in pole position tre donne e solo un uomo (Donatella Di Pietrantonio, Michela Marzano, Chiara Valerio e Paolo Di Paolo). E, per inciso, la letteratura femminile molisana surclassa da anni quella maschile.

A Mantova è stata allestita per rivincita una “Biennale della Fotografia femminile”. Si scopre perfino che l’Italia è quarta al mondo in donne miliardarie, ben 19. E nel campo della moda le stiliste scavalcano gli stilisti: donne che vestono le donne.

Traguardi e scoperte che spuntano quotidianamente anche nel piccolo mondo nostrano. A Larino due studentesse del D’Ovidio (Doriana Vizzarri e Giada Salvatore) sono state prescelte per la finale dei campionati nazionali di Filosofia. Roba impegnativa.

Pur tuttavia, nel mondo succedono nefandezze terribili. C’è da rabbrividire dinanzi alle centinaia di donne iraniane giustiziate per una ciocca di capelli che esce scomposta dal velo e ammirare quelle che sfidano il potere tagliandosi ciocche e abolendo veli. Se in Iran cambierà qualcosa lo dovremo alle donne.

E se in Ungheria sarà abolita la feudale legge di incatenare una donna mani e piedi, lo dovremo a un’italiana di Sardegna, Ilaria Salis.

Giuseppe Tabasso340 Posts

(Campobasso 1926) ha due figli, un nipotino e una moglie bojanese, sempre la stessa dal 1955. Da pianista dilettante formò una band con Fred Bongusto. A suo padre Lino, musicista, è dedicata una strada di Campobasso. Il Molise è la sua Heimat. “Abito a Roma - dice - ma vivo in Molise”. Laureato in lingua e letteratura inglese, è giornalista professionista dal 1964. Ha iniziato in vari quotidiani e periodici (Paese sera, La Repubblica d’Italia, Annabella, Gente, L’Europeo, Radiocorriere). Inviato di politica estera per il GR3 della RAI, ha lavorato a Strasburgo e Bruxelles, a New York presso la Rai Corporation e a Londra e Colonia per le sezioni italiane della BBC e della Deutschland Funk. Pubblicazioni: Il settimanale con Nello Ajello (Ediz. Accademia, Roma 1978); Facciamo un giornale (Edizioni Tuttoscuola, Roma 2001); Il Molise, che farne? (Ed. Cultura & Sport, Campobasso 1996); per le Edizioni Bene Comune; Post Scriptum, Prediche di un molisano inutile ( 2006); Gaetano Scardocchia, La vita e gli scritti di un grande giornalista (2008); Moliseskine (2016). In corso di pubblicazione Fare un giornale, diventare giornalisti, Manuale di giornalismo per studenti, insegnanti e apprendisti comunicatori.

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