Giorno della Memoria, tra celebrazioni e ricordi, qualche riflessione

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di Anna Maria Di Pietro

“Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario”. Le parole di Primo Levi, che da deportato ha vissuto sulla propria pelle l’esperienza del campo di concentramento, riecheggiano nelle tante celebrazioni dedicate al Giorno della Memoria, visto che il 27 gennaio è giornata ormai istituzionalizzata e dedicata al ricordo delle vittime dell’Olocausto. Così, nascono iniziative che ripercorrono la memoria attraverso la proiezione di film, testimonianze dalla viva voce dei sopravvissuti, progetti scolastici, letture e manifestazioni pubbliche di vario genere. E non dimentichiamo le “opere” stabili, come i musei permanenti o le “Pietre d’Inciampo” poste sulle strade di molte città, che rappresentano un ricordo costante.

La valenza di tali impulsi è racchiusa nello scopo che perseguono: conoscere affinché non accada più. Viene però da pensare: ma questa pagina di storia intrisa di sangue innocente, è stata veramente chiusa? L’Olocausto, in altre forme, con altri metodi, alcuni più subdoli rispetto al passato, sembra ancora serpeggiare nelle menti degli uomini. Si pensi ai genocidi in Siria, alle condizioni in cui versano i rifugiati nei campi profughi in Iraq, ai bambini cinesi costretti a lavorare in fabbriche improvvisate e a cui hanno tolto il diritto di “essere piccoli”. E poi, esistono ancora i ghetti che si mimetizzano in tutte quelle situazioni di isolamento di gruppi, come nel caso degli immigrati che, spesso, per pregiudizi e stereotipi bigotti, vengono visti come “i nuovi invasori”.

Le stesse navi con cui scappano da guerre e fame, e che spesso vengono respinte dai famigerati “porti chiusi” o sequestrate per giorni, sono lager dove si muore. Dunque, a ben vedere, sono cambiati i palcoscenici, i protagonisti, ma non i motivi, non le vittime e la storia, purtroppo, si ripete con la stessa orribile sostanza.

Anna Maria Di Pietro35 Posts

Nata a Roma (Rm) nel 1973, studi classici, appassionata lettrice e book infuencer, si occupa di recensioni di libri e di interviste agli autori, soprattutto emergenti.

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