Simone, un quindicenne contro CasaPound

Non ci ha pensato due volte Simone, l’adolescente di Torre Maura, quartiere romano in subbuglio a causa dell’arrivo di settanta rom, a prendere posizione, rispondendo a Mauro Antonini, uno dei dirigenti del movimento di estrema destra CasaPound, che, tra la gente in sommossa, cercava di sfruttare le tensioni per alzare il livello dello scontro, indirizzando la protesta verso temi ben specifici. Il ragazzo ha dichiarato di non essere d’accordo con quella sommossa e ha aggiunto, rivolgendosi all’uomo: “Lei sta facendo leva sulla rabbia della gente di Torre Maura, il mio quartiere, solo per i suoi interessi, per prendere voti. Questo quartiere è degradato e la gente non è scesa in piazza solo per i settanta rom, ma per far sentire a Roma e a tutte le istituzioni le proprie ragioni”. Naturalmente, Antonini ha cercato di rincarare la dose, ponendo l’accento sul pericolo di furti dovuto alla presenza dei nuovi ospiti, ma Simone ha detto: “Per me il problema non è rappresentato da chi viene a rubare in casa mia, bensì dal furto in sé, e non mi interessa se il ladro è italiano o rom. Ve la prendete sempre con la minoranza e questa cosa non mi sta bene”. Poi, quando Antonini ha cercato di minimizzare, affermando che la comunità rom non costituisce una minoranza, ha risposto a tono, dicendo che tra sessanta milioni di persone rappresentano e come una minoranza. Così, il rappresentante di CasaPound, in evidente difficoltà, ha dirottato il discorso sui fondi europei che, invece di essere spesi per migliorare le scuole italiane e migliorare i servizi, vengono destinati a progetti di finta integrazione. Il botta e risposta, alla fine, ha messo solo in evidenza ciò che l’adolescente aveva affermato sin dall’inizio: la strumentalizzazione, da parte della politica, dei temi incandescenti che attanagliano la società, per accaparrare voti. Le riflessioni di Simone dimostrano tutta la consapevolezza di un adolescente che vive ogni giorno i disagi di una periferia lasciata al margine, e non solo geograficamente, da uno Stato assente. Nel suo dialetto romano, ha colpito nel segno, senza tanti giri di parole e, con una naturalezza disarmante, ha convinto più dei tanti “oratori” che si stanno ergendo a paladini della giustizia.

Anna Maria Di Pietro53 Posts

Nata a Roma (Rm) nel 1973, studi classici, appassionata lettrice e book infuencer, si occupa di recensioni di libri e di interviste agli autori, soprattutto emergenti.

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