L’ARCHIVIO MODOTTI A BONEFRO. La rete museale del comune molisano si arricchisce con un lascito dedicato alla fotografa rivoluzionaria

editorilae

Editoriale del numero di Marzo 2019


di Antonio Ruggieri

Per telefono meglio che per posta elettronica, perché è assai diverso parlarsi in tempo reale invece che scriversi in differita; d’altronde “il mezzo è il messaggio” e abbiamo dovuto imparare che lo è, subdolamente, fino a questo punto.
Per telefono per l’appunto, il nostro carissimo e prestigioso collaboratore Giuseppe Tabasso, classe 1926, dalla sua residenza romana alimenta, corrobora e aggiorna il senso e la prospettiva di quello che ci sforziamo di fare ormai da vent’anni, con un profluvio di notizie, di contatti stabiliti o da stabilire, di critiche costruttive e di proposte.
L’ultima di queste ultime, alla quale dedichiamo la copertina del numero di marzo che avete fra le mani e un servizio di Carolina Mastrangelo e Christiane Barckhausen pubblicato a pag. 28, riguarda Tina Modotti, fotografa e artista rivoluzionaria, nata a Udine nel 1896 e morta a 46 anni a Città del Messico, nel 1942.
Per una sorta di “strategia fatale” avrebbe detto il compianto Baudrillard, proprio nel 1942, in una Berlino ancora senza muro, nasceva Christiane Barckhausen, che dopo infinite vicissitudini si è ritirata a Bonefro, dove conduce una vita di essenziale sobrietà.
È vissuta prima a Cuba e poi nel Vietnam del sud fino a 1973; tornata a Berlino, nel 1991 vi ha fondato un Centro Interculturale Femminile che ha animato con la sua militanza intellettuale. Nel 1917, per l’editore Asterios, ha pubblicato Tina Modotti. Verità e leggenda, un volume che raccoglie documenti e fotografie intorno alla figura della rivoluzionaria a cui Pablo Neruda dedicò una poesia, con testimonianze di chi la conobbe.
Nonostante la disponibilità delle Amministrazioni comunali che si sono avvicendate, l’Archivio Modotti che custodisce la documentazione minuziosamente raccolta da Christiane Barckhausen ha trovato casa a Bonefro solo nel settembre 2016, nelle sale del Convento di Santa Maria delle Grazie, arricchendo la dotazione dell’offerta culturale del comune molisano che ha dato i natali a Tony Vaccaro, uno dei più grandi fotografi viventi, al quale, nelle sale di Palazzo Miozzi, è stata dedicata una mostra permanente intitolata “Tony Vaccaro, reporter di guerra”, inaugurata nel 2015 alla presenza dell’allora Ministro alla cultura Dario Franceschini.
Inoltre, ancora negli ampi locali del Convento restaurato di Santa Maria delle Grazie, ha trovato decorosa collocazione un Museo Etnografico basato sul lavoro di ricerca e di raccolta dello studioso bonefrano Michele Colabella, che negli anni ha acquisito e catalogato strumenti musicali e per lo svago della civiltà contadina, oltre a strumenti di lavoro, ordinati e presentati in tre sezioni differenti: il grano, l’olio e il vino.
Bonefro insomma, mettendosi in condizione di riconoscere le sue vocazioni, le ha sapute valorizzare, proponendole a una fruizione esigente e di livello.
Non è per caso che proprio nell’area bonefrana, ormai da qualche anno e a cavallo con le frequentazioni di Tony Vaccaro col suo paese d’origine, si sta stanziando sempre più stabilmente una colonia di nuovi residenti olandesi, la cui particolarità è di non avere rapporti parentali con la comunità residente.
I primi arrivarono proprio col grande fotografo che all’epoca si divideva fra New York e Rotterdam; valutarono conveniente il prezzo delle numerose case in vendita nel paese che si stava spopolando e vi si stanziarono, inaugurando una proficua filiera di rigenerazione comunitaria prima e territoriale di conseguenza, che può ridisegnare la fisionomia del futuro per Bonefro e per i bonefrani.
Esattamente in questa direzione, per la sensibilità civile e per l’impegno culturale di Christiane Barckhausen, agisce l’Archivio dedicato a Tina Modotti; un’offerta cultuale di grande valore e significato, capace di intercettare e attrarre interessi non solo in ambito regionale.
A breve sarà attivo un sito internet che consentirà la fruizione dell’Archivio anche da remoto e che contribuirà a promuovere e diffondere la figura e l’opera della fotografa rivoluzionaria amica intima, fra gli altri, di Frida Kahlo e Diego Rivera.

Antonio Ruggieri62 Posts

Nato a Ferrazzano (CB) nel 1954. E’ giornalista professionista. Ha collaborato con la rete RAI del Molise. Ha coordinato la riedizione di “Viaggio in Molise” di Francesco Jovine, firmando la post—fazione dell’opera. Ha organizzato e diretto D.I.N.A. (digital is not analog), un festival internazionale dell’attivismo informatico che ha coinvolto le esperienze più interessanti dell’attivismo informatico internazionale (2002). Nel 2004, ha ideato e diretto un progetto che ha portato alla realizzazione della prima “radio on line” d’istituto; il progetto si è aggiudicato il primo premio del prestigioso concorso “centoscuole” indetto dalla Fondazione San Paolo di Torino. Ha ideato e diretto quattro edizioni dello SMOC (salone molisano della comunicazione), dal 2007 al 2011. Dal 2005 al 2009 ha diretto il quotidiano telematico Megachip.info fondato da Giulietto Chiesa. E’ stato Direttore responsabile di Cometa, trimestrale di critica della comunicazione (2009—2010). E’ Direttore responsabile del mensile culturale “il Bene Comune”, senza soluzione di continuità, dall’esordio della rivista (ottobre 2001) fino ad oggi. BIBLIOGRAFIA Il Male rosa, libro d’arte in serigrafia, (1980); Cafoni e galantuomini nel Molise fra brigantaggio e questione meridionale, edizioni Il Rinoceronte (1984); Molise contro Molise, Nocera editore (1997); I giovani e il capardozio, Nocera editore (2001).

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