Giovani romantici?

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo intervento che segue l’appello lanciato qualche giorno fa da Giuseppe Tabasso

di Maria Giuseppina Fusco

Poche righe, d’accordo, e giusto per non lasciarvi soli.

Non mi è facile, perché le cronache contemporanee rafforzano la mia aspirazione alla clausura se non addirittura al letargo. Da settimane infatti non scrivo una parola ‘politica’ su FB.

Ieri una compagna (una di quelle che hanno percorso la via crucis dell’”Italia bene comune”, hanno coltivato illusioni nel pd, hanno poi appoggiato LeU e, insomma, hanno trangugiato l’amaro calice fino in fondo…) mi ha fatto ridere con un suo post in cui diceva che se avesse dovuto fare il gioco della torre, tra pd e 5*, lei dalla torre avrebbe buttato giù il pd. Anch’io, anch’io!, le ho commentato. Ed è la stessa cosa che dico ora. Ma non mi muove l’etica della convinzione, che per altro io continuo a chiamare “etica dei princìpi” (Gesinnungsethik) e che ho sempre cercato di intrecciare e connettere con l’“etica della responsabilità” (Verantwortungsethik).

È l’etica della responsabilità che mi ha indotto a dare il mio voto nelle recenti amministrative al dott. Gravina, perché, come dice con chiarezza Paolo Di Lella, “ha rappresentato l’opzione più avanzata dal punto di vista dell’interesse pubblico”, in particolare per la possibilità, che emerge dai comportamenti sin qui tenuti, di contrastare “ il deperimento dello spirito di cittadinanza” e di riattivare “nei campobassani il desiderio di contribuire attivamente all’amministrazione della città”.

Nella precisa sottolineatura che fa di queste legittime aspettative il Di Lella si qualifica non come “un giovane che sogna un triplo salto mortale: cambiare il mondo e salvare la società con romantico “impeto e assalto””, ma come un attento e persino cauto interprete della situazione concreta, concretamente vagliata attraverso l’esame delle forze in campo e delle loro dinamiche reali.

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