La polemica/Altro che clausura, è tempo di svegliarsi dal letargo

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testata sblog tabassoSuperati i 100 sblog mi ero chiesto: “ma vale la pena andare avanti?”. Se l’interrogativo fosse rimasto senza una risposta, forse staccavo la spina. Invece ne ho ricevute, in privato, alcune perfino troppo gratificanti (Anna Di Pietro: “Se decidesse di non proseguire mi sentirei un po’ orfana”). Poi ad arricchire la polemica tra me e Polo Di Lella, è apparso uno stimolante intervento di Maria Giuseppina Fusco, con una premessa: “E’ da settimane che non scrivo una parola ‘politica’ su FB”. (E le siamo grati per averlo fatto su questo sito, sicuramente meno effimero di FB.) La Fusco mi ha poi colpito molto quando confessa di essere stata in preda ad una “aspirazione alla clausura se non addirittura al letargo”. In fondo è un po’ quello che aveva indotto anche me a chiedermi se valesse la pena andare avanti. Tuttavia, quei due termini – Clausura e Letargo – così terribilmente definitivi hanno provocato in me una reazione opposta: se c’è un momento per reagire a letarghi e claustrofobie, è proprio questo.

Capisco e condivido certe frustrazioni, ma possiamo mai arrenderci a una pax nazional-sovranista? Non illudiamoci cari amici: il Nemico Principale è uno solo. Altro che male maggiore e minore, altro che gioco della torre: l’unico da buttar giù è oggi il salvinismo. E non solo – lo dico da laico – per salvare quel che resta della sinistra. Un gesuita autorevole come padre Sorge è arrivato a scrivere che “L’Italia è leghista, non più cristiana”. Questo leghismo col rosario che cannibalizza anche i 5 Stelle è una catastrofe contro cui dovremmo batterci tutti, magari con la strategia del “marciare divisi, colpire uniti”. Solo dopo potremo sceglierci nemici secondari e “opzioni più avanzate” e ognuno con la propria etica.

Quanto alla nostra disputa, credo che abbiamo un problema in comune: il mio è quello di aver commisurato il disastro nazionale dei 5 Stelle a livello locale; il vostro è l’aver seguito il procedimento inverso. La sinistra campobassana ha fatto ovviamente benissimo a far vincere Gravina, ma pensate se a Cagliari, invece di astenersi, i 5Stelle avessero restituito il favore alla brava Francesca Ghirra e non avessero per pochi voti regalato a Truzzu (Fratelli d’Italia) una vittoria sovranista con la Meloni in stand by per scalzare Di Maio e mettersi al servizio di Salvini. La verità è che mentre il Truce può farsi quando vuole un boccone dei suoi contraenti, il non-partito né di destra né di sinistra, di cui Gravina è la faccia per bene, arranca all’insegna dell’io speriamo che me la cavo.
Roberto Gravina se la caverà egregiamente, ne sono certo. E sapeste come i molisani di Roma lo scambierebbero con Virginia Raggi.

*Postilla – Nel corso della polemica mi si rimprovera l’uso del termine “romantico” in senso dispregiativo. Niente affatto. Quanto a Greta sono stato tra i tra i primi a esaltarne in uno sblog la concreta cocciutaggine.

Giuseppe Tabasso106 Posts

Nato a Campobasso nel 1926, laurea in lingua e letteratura inglese, ha iniziato la carriera giornalistica in vari periodici (Gente, L’Europeo, Radiocorriere). Inviato speciale di politica estera al GR3 della Rai, ha seguito dal 1976 i massimi eventi internazionali e 13 viaggi di Giovanni Paolo II all’estero. Ha lavorato a Strasburgo come redattore parlamentare, a New York presso la Rai Corporation, a Londra e a Colonia per le sezioni italiane della BBC e della Detuschland Funk. Pubblicazioni: Il settimanale con Nello Ajello (Ediz. Accademia, Roma 1978); Facciamo un giornale, Manuale di giornalismo per studenti, insegnanti e apprendisti comunicatori (Edizioni Tuttoscuola, Roma 2001); Il Molise, che farne? (Ed. Cultura & Sport, Campobasso 1996); per le Edizioni Il Bene Comune: Post Scriptum. Prediche di un molisano inutile (2006); Gaetano Scardocchia, La vita e gli scritti di un grande giornalista (2008), Molise, anno zero (2009) e Moliseskine (2016); per l’Editrice Filopoli, Mol(is)eskine (2013); Gli Esuli. Tra il mito di Abramo e di Ulisse (in Campobasso capoluogo del Molise, Vol. III, Palladino Editore). Ha diretto con Tarquinio Maiorino il mensile Molise (1992/3).

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