La teoria del piegare la schiena. Il ruolo delle opposizioni nel nuovo millennio

È un mondo veramente nuovo il nostro. Un mondo che costringe a modificare i propri strumenti di lavoro e a prendere consapevolezza del fatto che quelli che oramai erano acquisiti, e con i quali ci sentivamo sicuri, perdono invece efficacia.

Nel 2006, attaccammo duramente chi era a capo della federazione dei Democratici di Sinistra di Isernia perché costrinse, con la sua colpevole inazione, un semplice cittadino, Alberto Gentile, a denunciare che Michele Iorio era nello stesso momento presidente della Regione e Senatore. Il politico molisano continuava a detenere le due poltrone solo perché nessuno dell’opposizione aveva il coraggio di fargliene perdere una.

Non possiamo oggi, dopo che le cose riguardanti la nostra salute cominciano a muoversi grazie a una semplice cittadina, Camilla Caterina, non fare la stessa cosa. E allora rimproveriamo le opposizioni. Ecco: è vergognoso che una donna sia stata costretta a esporsi per salvaguardare la salute di tutti, mentre i cittadini pagano profumatamente i consiglieri regionali di opposizione per fare ciò che la signora Caterina ha fatto.

Ma cosa ha fatto Camilla Caterina? Ha fatto la stessa cosa che fece Alberto Gentile nel 2006. Ha studiato le carte. Ha preso il fascicolo del problema che voleva risolvere, lo ha letto con attenzione e ha agito di conseguenza.

Nel 2006, Alberto Gentile lesse la procedura per ottenere il riconoscimento di un diritto che riteneva sacrosanto per i cittadini, scrisse, firmò e ottenne le dimissioni di Iorio. Nel 2021, Camilla Caterina ha letto la pratica riguardante il problema della sanità molisana, ha confrontato numeri e dichiarazioni, ha scritto, ha firmato e ha ottenuto che il Molise venisse riconosciuto come regione che necessita dell’attivazione della Cross cioè della Centrale Remota per le Operazioni di Soccorso Sanitario.

Sia nel primo che nel secondo caso, due cittadini sono stati costretti a esporsi in prima persona, sostituendosi per necessità a chi è pagato profumatamente per svolgere quel ruolo: controllo, proposizione, a volte persino censura e denuncia.

Le opposizioni molisane sono da sempre abituate ad avere nei confronti della maggioranza un rapporto di amichevole connivenza. Magari alzano la voce nella riunione di consiglio, magari postano affermazioni roboanti che servono solo – e chissà fino a che segno – a mettere a posto la loro coscienza. Tali azioni, ormai, con l’uso sempre più pervasivo dei social, sono nelle possibilità di ognuno di noi. Non serve eleggere e pagare un consigliere per avere dei post aggiornati su Facebook. Alberto Gentile e Camilla Caterina lo hanno dimostrato: c’è altro da fare.

Il consigliere di opposizione dovrebbe sentire la responsabilità di studiare le carte, di piegare la schiena, di faticare, così da sentire come guadagnati i circa ottomila euro che noi cittadini paghiamo proprio per il suo impegno.

Postare continuamente, magari condividendo le idee di cittadini più illuminati, diffondere comunicati stampa o video registrati sui luoghi in cui accadono nefandezze, lanciare ipotesi senza sostenerle con la scienza o il senso di opportunità, senza mai consultarsi con un esperto… tutto ciò non è più sopportabile. Lo facciamo tutti sui nostri profili social e non siamo eletti, non siamo pagati con soldi pubblici. Il consigliere regionale di opposizione è pagato per far ben altro. Alberto Gentile e Camilla Caterina hanno indicato una strada: leggere, studiare. Gratis, hanno fatto molto di più.

Il consigliere regionale di opposizione, nel 2021, dovrebbe lavorare sui fascicoli, sudare e studiare per poi informare l’opinione pubblica di ogni mancanza di carattere etico e denunciare alla magistratura le mancanze di ordine legale. Insomma, dovrebbe finalmente lavorare.

Chi è in maggioranza, chi governa, sentirebbe così il controllo dell’opposizione, cioè degli elettori, del popolo. Il lavoro dell’oppositore, fatto in questo senso, non avrebbe lo scopo di minacciare e terrorizzare chi governa ma di responsabilizzarlo. Ecco: il consigliere di opposizione dovrebbe far questo: lavorare affinché ci sia responsabilità nelle scelte di chi decide per noi. Responsabilità… che bella parola!

Giovanni Petta46 Posts

È nato nel 1965 in Molise. Ha pubblicato le raccolte poetiche «Sguardi» (1987), «Millennio a venire» (1998) e «A» (2016); i romanzi «Acqua» (2017) e «Cinque»; il saggio giornalistico «L'Italia delle regioni, il Molise dei ricorsi» (2001) e, con lo pseudonimo di Rossano Turzo, «TurzoTen« (2011) e «TurzoTime» (2016). Allievo di Mogol, ha inciso «Non crescere mai» (1993), «Trema terra trema cuore» (single, 2003), «Il bivio di Sessano» (2012). Ha diretto le testate «Piazzaregione» e «L'interruttore». Ha coordinato l'inserto molisano de «Il Tempo».

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