Il duplice oltraggio a Bongusto/Chi ha inferto i colpi al cuore dei suoi fan?

Spaccare le corde della bronzea chitarra imbracciata da Fred Bongusto, non è soltanto un orribile oltraggio arrecato – per ben due volte – alla statua che gli dedicato la sua città natale. Per tutti i suoi fan italiani e per tutti noi vecchi e giovani concittadini e corregionali è stato e rimane un colpo in fondo al cuore. A fundo cordis, per dirla nel latino che gemella cuore e corde di chitarra.
Offendere la memoria di un cittadino celebre e amato come Bongusto, è lo stesso che deturpare la statua di Jacovitti a Termoli, di Totò a Napoli o di Verdi a Milano.

E’ vero che in mezzo mondo è andato recentemente di moda il vilipendio marmoreo di personaggi memorabili, tutti però a causa di comportamenti razzisti o sessisti verso i quali il nostro amato Fred ha sempre mantenuto una siderale distanza civica e umana.

E allora perché mai questo accanimento così aberrante? E soprattutto perché mai ripetuto due volte? A quali possibili spiegazioni possiamo dunque attaccarci?  Forse dovute a banali stati di ubriachezza? Ad atti di vandalismo fine a se stessi? A balorde irrazionalità giovanili o senili? A sfoghi di incalliti protestatari o addirittura a ossessioni psichiche di invasati tipo profanatori di tombe e di opere d’arte?

E’ una maledizione finora senza spiegazioni. Chissà che per esorcizzarla non serva introdurre un meccanismo musicale all’interno della statua in modo che, appena toccata, faccia scattare a piena voce una delle top ten di Fred, magari “Doce, doce” per ammansire la barbarie del mondo.

Giuseppe Tabasso228 Posts

(Campobasso 1926) ha un nipotino, due figli e una moglie bojanese, sempre la stessa dal 1955. Da pianista dilettante formò una band con Fred Bongusto. A suo padre Lino, musicista, è dedicata una strada di Campobasso. Laureato in lingua e letteratura inglese, è giornalista professionista dal 1954. Nel 2018 è passato dall’Ordine dei Giornalisti del Lazio a quello del Molise per terminare la carriera dove l’ha iniziata. Ha lavorato in vari quotidiani e periodici (Paese sera, Corriere lombardo, Ore 12, L’Europeo, Annabella, Gente, Radiocorriere). Inviato di politica estera per il GR3 della RAI, ha lavorato a Strasburgo come redattore parlamentare, a New York presso la Rai Corporation, nelle sezioni italiane della BBC a Londra e della Deutschland Funk a Colonia. Pubblicazioni: Il settimanale con Nello Ajello (Ediz. Accademia, Roma 1978); Facciamo un giornale (Edizioni Tuttoscuola, Roma 2001); Il Molise, che farne? (Ed. Cultura & Sport, Campobasso 1996); Post Scriptum, Prediche di un molisano inutile (Bene Comune Edizioni 2006), Gaetano Scardocchia, La vita e gli scritti di un grande giornalista (2008), Moliseskine (Bene Comune Edizioni, 2016). Per le stesse Edizioni è in corso di pubblicazione Fare un giornale, diventare giornalisti, Manuale di giornalismo per studenti, insegnanti e apprendisti comunicatori.

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