Cinema, una industria a impatto zero

di Francesco Vitale

Si è parlato molte volte della grande opportunità per una regione come il Molise di puntare sulle produzioni cinematografiche: un investimento che potrebbe offrire al territorio una grande crescita in termini economici ed occupazionali, oltre che, è evidente, anche una notevole visibilità per una regione ancora poco conosciuta. Il marketing territoriale, infatti, ha una delle sue massime espressioni nell’audiovisivo e ancor di più nelle pellicole cinematografiche.

Un elemento che viene poco considerato, tuttavia, è quello del basso impatto ambientale della filiera del cinema, elemento importante se si pensa alla qualità dell’ambiente dell’entroterra molisano.
Certamente anche la produzione filmica può generare inquinamento, ma in una fase di lancio del settore, si potrebbe impostare sin da subito una regolamentazione atta a limitare o a rendere quasi nullo l’impatto ambientale dei futuri set.

Negli ultimi anni si è sviluppata una sempre maggiore attenzione all’inquinamento e lo sviluppo di un settore che non pregiudicherebbe la salubrità del territorio sarebbe decisamente auspicabile. Fra i primi propositori dello sviluppo di un cinema ecologico in Molise furono il prof. Ugo Di Tullio, docente di Organizzazione dello spettacolo teatrale e cinematografico all’Università di Pisa, e la dottoressa Daniela Marzano, esperta di applicazione delle nuove tecnologie nella didattica.

Nella pubblicazione “Movie cluster e green set – il distretto del cinema sostenibile” del 2012 (Felci Editore), si ipotizzava proprio la costituzione di una Film Commission in Molise che potesse avere una vocazione green. In particolare, il saggio di Di Tullio e Marzano poneva l’attenzione sull’idea di individuare un manuale di best practices e una suitanible guide per gestire in maniera green le produzioni.

Elementi essenziali dovrebbero essere gli acquisti sostenibili, scegliendo sempre prodotti e servizi che abbiano un impatto ambientale ridotto; gestire i rifiuti secondo una logica di riciclo e raccolta differenziata; porre attenzione all’origine dell’energia utilizzata sul set, prediligendo fonti rinnovabili; utilizzare materiale riciclabile per la costruzione sul set, come il legno certificato per la bioedilizia. A queste proposte, si potrebbe aggiungere una organizzazione che preveda la riduzione dell’utilizzo di mezzi di trasporto privati, la riduzione degli spostamenti, addirittura la previsione di forme di compensazione ambientale per le attività impattanti non evitabili.

Si tratta di alcuni spunti essenziali che, realizzati già in una fase iniziale del cinema in Molise, porterebbero a una crescita etica del settore con un impatto contenuto sul territorio ed esclusivamente a una crescita economica e occupazionale rilevante per la regione.

Francesco Vitale77 Posts

È nato a Campobasso nel 1981. Laureato in Giurisprudenza, è Consulente Finanziario dal 2006 e abilitato all’esercizio della professione forense dal 2008. Opera nel settore culturale sin da giovanissimo con la compagnia teatrale “Maschere Nude - Amici del teatro Pirandelliano” e dal 2012 si occupa di produzioni teatrali e cinematografiche con INCAS Produzioni, fondata con William Mussini e Roberto Faccenda. È autore del libro “Ciak in Molise” (ed. Gump, 2020), in cui affronta il tema delle potenzialità del settore cinematografico in Molise.

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