DLF, teatro, stazione, un’unica direzione

Ieri sera alle 21 sono salita su di un vagone di un treno chiamato DLF. No tranquilli! Non ha nulla a che vedere con quei treni ad alta velocità. Quando si entra nella sala del teatro del dopo lavoro ferroviario, è come se si salisse su un vagone magico per me. Lento deliziosamente lento.
E’ il vagone dell’immaginazione, della quarta parete.
E i compagni di viaggio sono degli attori meravigliosi che ci fanno  da guide turistiche, durante la visita di quei mondi che ci fanno conoscere attraverso il Teatro.
C’era una compagnia di attori diretti da un capo treno, il regista Pierluigi Tortora. Che ha messo in scena in circa un’ora di tempo alcuni spezzoni dell’opera di Edoardo De Filippo intitolata “La cantata dei giorni pari”.
E’ stato un bel viaggio che mi ha portato lontano senza correre, seguendo parole di testi teatrali senza tempo. Anzi tremendamente attuali per alcuni  aspetti.
Di solito i viaggi sono fatti di andata e ritorno. Ma i viaggi che fai seguendo uno spettacolo teatrale o un concerto o una mostra d’arte, sono viaggi dove per me il tornare diventa una nuova partenza. Una partenza non dal via ma dal dove ero rimasta.

Maria Elena Francalancia20 Posts

Nata a Cortona nel 1981, si diploma presso l'istituto tecnico commerciale L.Pilla di Campobasso. Successivamente si trasferisce a Roma per intraprendere la carriera universitaria dove studia tre anni presso l'Accademia di belle arti. Ad oggi sono tre le esposizioni che ha tenuto: Reasia, Reasia #2 e Gessetti. Nel dicembre 2013 consegue la laurea in Scienze della comunicazione presso l'università degli studi del Molise, discutendo la tesi in storia dell'arte contemporanea, intitolata: "La pittura dell'immaginario: visionari e Metafisici, da Bocklin al Surrealismo".

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