Felice Bossone e le tele che sanno di vita

Bossone

Lo scorso primo luglio, negli spazi del circolo Sannitico di Campobasso, è stata inaugurata la personale dell’artista Felice Bossone intitolata “La commedia dell’esistenza”.
La mostra, che sarà aperta fino al 15 luglio, è arrivata a Campobasso, grazie all’associazione culturale ”La pietra Rmìge” ed è curata dalla critica d’arte Silvia Valente.

Durante la mia visita all’esposizione, quasi subito dopo i primi passi che ho fatto per ammirare le opere, mi sono sentita come osservata, scrutata in un certo senso. E la cosa sorprendente è che non si trattava dello sguardo curioso di uno dei presenti in sala. Magari vi starete chiedendo di chi si trattava: avete presente uno di quei “vecchini” che ti guardano cercando di capire un po’ più di te pur non conoscendoti? Ecco, erano proprio quegli occhi da cui mi sentivo osservare. Qualcuno di voi potrebbe obbiettare dicendo che non c’è nulla di così sorprendente in uno sguardo di un anziano, se non fosse che l’anziano in questione era racchiuso in una tela.

Si, perché era talmente reale, talmente “vero” che anche il suo sguardo era vero.
E così lo stesso per tutti gli altri protagonisti dei capolavori di Bossone, il suo è un realismo d’effetto, come ci ha spiegato la Valente. E vi assicuro che l’effetto c’è stato: le sue tele sembravano quasi abitate da quei volti, da quei corpi, da quei paesaggi, da quelle rovine. Attraverso circa quaranta tele, il pittore ha messo in scena la vita, il nostro esistere, passando dalle diverse fasi, dai diversi momenti che caratterizzano il passare degli anni di un uomo, una vera e propria commedia dell’esistenza.

Maria Elena Francalancia19 Posts

Nata a Cortona nel 1981, si diploma presso l'istituto tecnico commerciale L.Pilla di Campobasso. Successivamente si trasferisce a Roma per intraprendere la carriera universitaria dove studia tre anni presso l'Accademia di belle arti. Ad oggi sono tre le esposizioni che ha tenuto: Reasia, Reasia #2 e Gessetti. Nel dicembre 2013 consegue la laurea in Scienze della comunicazione presso l'università degli studi del Molise, discutendo la tesi in storia dell'arte contemporanea, intitolata: "La pittura dell'immaginario: visionari e Metafisici, da Bocklin al Surrealismo".

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