“Giorno del Ricordo”. Campobasso ricorda le vittime delle foibe

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di Anna Maria Di Pietro 

Il 10 febbraio ricorre il “Giorno del Ricordo” in memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata, delle vicende del confine orientale, istituito con una legge del 2004. In questa occasione, domenica, alle 11:30, l’amministrazione comunale del capoluogo deporrà una corona di fiori nel “Giardino del Ricordo, Vittime delle foibe”, intitolato lo scorso anno nell’area di Parco dei Pini.

Una pagina tristissima di storia che appartiene a tutti gli italiani e che è rimasta nell’oblio per quasi sessant’anni. Tra il 1943 e il 1945 e nell’immediato dopoguerra, quasi ventimila fratelli venivano torturati, assassinati e gettati dalle milizie jugoslave nelle foibe, profondi abissi naturali delle aree carsiche, di solito utilizzate come discariche. In uno scenario di violenti confitti aventi matrice politica ed etnica, le macabre vicende iniziano dopo l’8 settembre, quando i partigiani di Tito, dopo l’aggressione della Jugoslavia da parte di italiani, tedeschi, bulgari e ungheresi, prendono possesso dell’Istria e mettono in atto il piano di sterminio della popolazione residente, con centinaia di italiani uccisi o costretti a trovare rifugio in altre regioni della penisola.

I racconti, dalla viva voce dei pochi sopravvissuti, descrivono scene di violenza inaudita, con persone addirittura gettate vive nelle cavità della terra. Dunque, tra morti, fame, stenti e fughe, le vicende non sono distanti, in quanto a crudeltà e intenti, a quelle legate all’Olocausto. Al di là delle celebrazioni, la cosa importante è formare, in tutti i modi, una coscienza condivisa su un frammento di passato intriso di odio.

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